UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

 

 

 

 

La mia recensione del film
UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

per la regia di
Woody Allen

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/171533/un-giorno-di-pioggia-a-new-york/recensioni/967023/#rfr:film-171533

CAST:
Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Annaleigh Ashford, Rebecca Hall, Cherry Jones, Will Rogers (II), Kelly Rohrbach, Suki Waterhouse – 92 min. – USA – 2019.

Titolo originale:
A Rainy Day in New York

 

CAFE’ SOCIETY

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la mia recensione del film
CAFE’ SOCIETY

per la regia di
Woody Allen

si trova QUI:

 

https://www.filmtv.it/film/84334/cafe-society/recensioni/871971/#rfr:film-84334

 

CAST:
Jeannie Berlin, Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Parker Posey, Kristen Stewart, Corey Stoll, Ken Stott, Anna Camp, Stephen Kunken, Sari Lennick, Paul Schneider
– 96 min. – USA 2016″

 

Irrational Man

Schermata 2015-12-27 alle 15.04.56recensione del film:
IRRATIONAL MAN

Regia:
Woody Allen

Principali interpreti:
Jamie Blackley, Joaquin Phoenix,Parker Posey, Emma Stone, Meredith Hagner, Ethan Phillips, Ben Rosenfield, Julie Ann Dawson, Allie Marshall, David Aaron Baker, Pamela Figueiredo Wilcox, J.P., Valenti, Susan Pourfar, David Pittu, Nancy Ellen Shore – 96 min. – USA 2015.

Anche quest’anno è arrivato il cinepanettone di Woody Allen, puntualissimo e abbastanza ovvio, come i suoi più recenti film da qualche tempo (solo il finale di cui non dirò nulla, ovviamente, mi è sembrato un po’ insolito). In una cittadina dell’East Coast è arrivato per insegnare filosofia nella locale università il professor Abe (Joaquin Phoenix). E’ un uomo non più giovanissimo, belloccio, che si porta addosso (oltre a qualche chilo di troppo) la fama del gran seduttore: in ogni caso le donne lo notano da subito, forse perché ha l’aspetto del bel tenebroso, che, a quanto pare, piace sempre. In realtà Abe è davvero un po’ ombroso e tormentato: non ha risolto i propri problemi esistenziali né riesce a trovare risposte nel suo Kant, nonostante proprio l’etica kantiana sia l’oggetto del suo corso universitario. Si direbbe anzi che che il grande filosofo tedesco col suo imperativo categorico non faccia altro che aggravare la crisi del prof. arrivando a condizionarne il comportamento persino tra le lenzuola: le donne non gli mancano, ma come amante sta diventando un disastro!

E se lasciasse perdere Kant? In effetti non da un filosofo, ma da Dostoevskij (ancora!) sembra arrivargli qualche risposta: forse sarà possibile anche a lui, come era stato per Raskolnikov, trovare nel delitto, questa volta senza castigo, il modo per riappropriarsi di sé, tornando a vivere pienamente senza tormentarsi oltre, proprio come come un vampiro che può sopravvivere solo attingendo dal sangue dei viventi la propria linfa vitale. Il film  diventa a questo punto un giallo, quasi un thriller: è la storia della preparazione e dell’esecuzione di un delitto assolutamente perfetto, da parte dell’insospettabile e stimato professore, commesso il quale egli diventerà quell’amante perfetto che le donne avevano desiderato. Non finirà così, com’è intuibile: sarà proprio una delle sue adoranti studentesse (non particolarmente brillante, quanto a conoscenze filosofiche) a smascherarlo.

Nutro qualche dubbio che un insegnante di tal fatta, che non si distingue davvero per l’acutezza e la profondità della mente, affascini sul serio le fanciulle benpensanti che frequentano le università periferiche dell’Impero, per quanto ingenue le si possa immaginare. Certo, questo prof. è Joaquin Phoenix…

Non dirò altro, se non che il film contiene, accentuandoli, molti difetti delle ultime opere di Allen: l’eccesso di parlato e l’insistenza (quasi caricaturale, ormai) sugli stessi problemi esistenziali morali e filosofici trattati, con ben altra acutezza dialettica, in molti ottimi suoi film precedenti. Inoltre, i riferimenti all’etica kantiana, ridotta a una vulgata fastidiosamente superficiale, sono da dimenticare, così come le confutazioni semplicistiche e banali della innamorata studentessa Jill (Emma Stone).

Mi rendo conto che ogni film di Allen assicuri incassi cospicui in ogni caso, ma esprimo ugualmente la mia tristezza di fronte a film che così pallidamente ci ricordano il suo cinema d’antan.

Non provarci più, Woody!

 

MAGIC IN THE MOONLIGHT

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la mia recensione del film
MAGIC IN THE MOONLIGHT

per la regia di
Woody Allen

si trova QUI:

 

https://www.filmtv.it/film/64119/magic-in-the-moonlight/recensioni/984201/#rfr:film-64119

 

CAST:
Eileen Atkins, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon McBurney, Emma Stone- 98 min. – Francia, USA 2014.

 

GIGOLO’ PER CASO

Schermata 04-2456770 alle 16.30.37recensione del film:
GIGOLO’ PER CASO

Titolo originale:
Fading Gigolo

Regia:
John Turturro

Principali interpreti:
John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis, Liev Schreiber, Bob Balaban, M’barka Ben Taleb, Tonya Pinkins, Aubrey Joseph, Dante Hoagland, Jade Dixon, Diego Turturro, Max Casella, Jill Scott, Aida Turturro, Michael Badalucco, Katherine Borowitz, David Margulies, Eugenia Kuzmina, Loan Chabanol, Ari Barkan, Joseph Basile, Allen Lewis Rickman, Elli, Delphina Belle, Anna Kuchma, Teddy Bergman, Aurelie Claudel, Sol Frieder, Hilma Falkowski, Donna Sue Jahier, Fran Lieu, David Altcheck, Russell Posner, Salimatou Sillah, Abe Altman, Ted Sutherland, Ness Krell, Isaiah Clifton – 98 min. – USA 2013.

Un gigolò sbiadito, scolorito, privo di smalto, triste, (fading) diventa per i nostri geniali titolisti un gigolò per caso, laddove il caso non si vede che cosa c’entri.

Il povero Fioravante (John Turturro) conduce una vita solitaria e grama, e in tempo di crisi (siamo nel 2013) è più triste e meno brillante del solito.
Va detto, però, che egli non è un uomo allegro di suo, forse perché è solo, o perché ha un lavoro precario (compone per un negozio eleganti e bellissimi mazzi di fiori) o semplicemente perché pensa che ci sia poco da ridere in questo mondo.
E’ molto amico di Murray (Woody Allen), che ha in animo di chiudere la sua bella e antica libreria di Brooklyn, ormai poco frequentata, poiché la crisi si fa sentire anche fra i lettori bibliofili.
Secondo Murray, però, potrebbero entrambi vivere da ricchi se solo Fioravante accettasse di diventare un gigolò, cioè se si prostituisse. A Murray il compito di procurargli le clienti; a lui quello di accontentarle per guadagnare per sé e per l’amico, trasformato in “pappone” : c’è giusto una bella e ricca signora (Sharon Stone), dermatologa di Murray e donna di successo, che vuole togliersi qualche capriccio ed è disposta a pagare profumatamente un bravo amante sufficientemente spregiudicato da accettare anche un rapporto a tre. Parrebbe, dunque, l’uovo di Colombo, la via per farsi i soldi cui tiene in modo particolare Murray, che ha una famiglia numerosa cui provvedere. Questa proposta, però, viene accolta da Fioravante con molta riluttanza, poiché, meno cinico dell’amico, è poco incline a vendere il proprio corpo, ed è refrattario a diventare oggetto di trastullo per donne ricche e trasgressive. Il racconto del film oscilla fra il chiacchiericcio torrenziale di Murray-Allen, che utilizza il proprio capzioso laicismo di ebreo-eretico per convincere l’amico della innocenza di una così redditizia scelta – è in fondo il mestiere più antico del mondo – e il progressivo incupirsi di Fioravante -Turturro, che, innamoratosi della giovane e bella vedova di un rabbino, ricorsa alle sue cure per elaborare il lutto, non intende più cimentarsi con quel tipo di prestazioni.
Le vicende che si intrecciano a questo nucleo narrativo, pur contenendo alcuni spunti di riflessione interessanti e alcune belle e fulminanti battute sul fondamentalismo religioso e sul razzismo, non cambiano sostanzialmente la struttura del film, che annovera fra i suoi pochi pregi le immagini di New York, talmente bella anche dalle strade e dalle case di Brooklyn, da fare sempre da sfondo suggestivo al racconto cinematografico. Fra i suoi difetti più gravi, checché ne dicano alcuni, la volgarità della situazione, davvero greve, in modo particolare nel personaggio di Murray, soprattutto nella versione doppiata da Gullotta, la nuova voce di Allen, dopo la morte di Oreste Lionello: è così sgradevole da diventare irritante anche per me, che non riesco a riderne e neppure a sorriderne.

 

BLUE JASMINE

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la mia recensione del film
BLUE JASMINE

per la regia di
Woody Allen

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/58168/blue-jasmine/recensioni/967152/#rfr:film-58168

CAST:
Alec Baldwin, Cate Blanchett, Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Sally Hawkins, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Joy Carlin, Richard Conti, Glen Caspillo, Charlie Tahan, Annie McNamara, Daniel Jenks, Max Rutherford, Tammy Blanchard, Kathy Tong, Ted Neustadt, Andrew Long, Lauren Allan, John Harrington Bland, Leslie Lyles, Glenn Fleshler, Brynn Thayer, Christopher Rubin – 98 min. – USA 2013.

 

“faccio cose, vedo gente” Oh Boy; un caffé a Berlino

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OH BOY; UN CAFFE’ A BERLINO

Titolo originale:
Oh boy

Regia:
Jan Ole Gerster

Principali interpreti:
Tom Schilling, Friederike Kempter, Marc Hosemann, Katarina Schuttler, Justus von Dohnanyi – 83 minuti – Germania 2012

Questo film mi ha ricordato, più che Woody Allen, come alcuni hanno detto, la celebre scena di Ecce Bombo (1978), quando Michele (Nanni Moretti, allora molto giovane) chiede all’amica di che cosa viva:

una scena esilarante e insieme il ritratto triste di molti giovani di allora, non solo incapaci di affrontare la vita con i loro mezzi, ma anche convinti che forse non valesse la pena farlo, vista la diffusa ricchezza della quale era possibile pur sempre approfittare.

E’ più malinconica e cupa, ma non molto dissimile l’atmosfera che si respira in questo film del tedesco Jan Ole Gerster, che trentacinque anni dopo, propone, nella Berlino di oggi, un tema analogo, girato, con piglio disinvolto, en plein air, quasi un tributo contemporaneo alla Nouvelle vague. Forse perché nell’opulenta Germania della Merkel, i giovani come lui non hanno molte prospettive per il futuro, a Niko Fischer era parso inutile continuare a studiare presso la prestigiosissima Humboldt-Universität zu Berlin. Perché, però aveva fatto credere addirittura di essere alla vigilia della laurea? Come se la passa Niko a Berlino, senza nulla da fare? Forse anche lui “ gira, fa cose, vede gente“?
Il film non risponde a queste domande, perché il regista non indaga, ma si limita a rappresentarci, attraverso pochi episodi costruiti con cura e raccontati con garbo e indulgente ironia, come sia triste e difficile la vita per il nostro ex studente, quando, abbandonato da tutti e privato dal padre, che aveva scoperto la verità sul suo conto, dei rifornimenti del bancomat necessari alla propria sopravvivenza, cerca di utilizzare, senza riuscirci, le poche monete che gli sono rimaste in tasca per bere un caffé, in una giornata grigia, in cui era stato cacciato anche dalla fidanzata: lo vediamo, infatti, mentre cerca di sistemare le scarse cose di sua proprietà, radunate in pochi capaci scatoloni, nell’alloggio da poco affittato, ma subito preso di mira da un vicino di casa inopportuno e impiccione. Cercando di tenersene lontano, Niko incontrerà un amico attore di terz’ordine, nonché una ex compagna di scuola, che ora si esibisce in uno squallido teatro, nella Berlino notturna frequentata da teppisti e provocatori di ogni risma.
Il finale aperto non ci permette di immaginare il suo futuro, ma la sua pazienza dolce, la sua mancanza di aggressività e anche il ritorno della sua compagna fanno sperare che stia per farcela, scuotendosi di dosso l’indolenza alla quale si è quasi rassegnato e che pare aver ricevuto una salutare scossa dopo l’ultimo fondamentale incontro con un anziano che sta per morire.
Il film, opera prima del regista Gerster, è girato in una Berlino quasi irriconoscibile, se non per qualche scorcio che la rende individuabile, in un raffinato bianco e nero assai bello e molto adatto al soggetto.

MIDINIGHT IN PARIS

 

 

 

La  mia recensione – aggiornata al gennaio 2021-

del film
MIDNIGHT IN PARIS

per la regia di :
Woody Allen

è QUI:

https://www.filmtv.it/film/43966/midnight-in-paris/recensioni/987292/#rfr:firme

CAST:
Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller, Tom Hiddleston, Corey Stoll, Mimi Kennedy, Adrien Brody, Alison Pill, Marion Cotillard, Léa Seydoux, Kathy Bates, Carla Bruni, Gad Elmaleh, Manu Payet – 94 min. – USA, Spagna 2011.