IL RESPONSABILE DELLE RISORSE UMANE

 

 

 

 

La mia recensione del film:
IL RESPONSABILE DELLE RISORSE UMANE

per la regia di
Eran Riklis

Si trova QUI:
https://www.filmtv.it/film/43574/il-responsabile-delle-risorse-umane/recensioni/981362/#rfr:film-43574

CAST:
Mark Ivanir, Guri Alfi, Noah Silver, Rozina Cambos, Julian Negulesco
-103 min. – Israele, Germania, Francia 2010.

Titolo originale:
The Human Resources Manager

 

Nord

Recensione del film:
NORD

Titolo originale:
North

Regia:
Rune Denstad Langlo

Principali interpreti:
Anders Baasmo Christiansen, Kyrre Hellum, Marte Aunemo, Mads Sjøgård Pettersen,Lars Olsen, Astrid Solhaug, Even Vesterhus, Ragnhild Vannebo, Celine Engebrigtsen, Ole Dalen, Tommy Almenning
-78 min. – Norvegia 2009

Si tratta del racconto di un viaggio sulla neve, che ha il valore di un viaggio di formazione per Jomar, trentenne con problemi di crisi di panico e ansia, ormai stanco di condurre un impianto di risalita nel gelido paesaggio norvegese. Il viaggio ha l’obiettivo di conoscere un figlio di cui Jomar apprende inopinatamente l’esistenza, ma diventa un viaggio drammatico, in una natura bella e terribile. Proprio lungo il percorso, avvengono alcuni incontri strani e imprevedibili, con persone alle quali la solitudine aveva reso difficile ogni forma di comunicazione, che permetteranno al protagonista di capire il significato e il valore della vita e di superare, forse, quei problemi la cui assillante urgenza l’avevano ridotto a un obeso consumatore di alcool e di spinelli. Particolarmente commoventi gli incontri con l’adolescente, piena di curiosità, di voglia di vivere, ma anche di spontanea solidarietà, e con il novantenne che ha scelto di morire incatenandosi alla tenda per essere travolto, nel momento del disgelo dalle acque che lo inghiottiranno, insegnando a Jomar che si può accettare la morte serenamente, secondo le leggi naturali, senza opporre resistenza.
La pellicola è soprattutto, a mio giudizio, uno sguardo assolutamente obiettivo su un paesaggio naturale solo apparentemente bello e incantevole, ma in realtà ostile e spietato, e si colloca a metà quindi fra il racconto e il documentario. La musica molto bella, che accompagna il percorso del giovane in cerca di sé, ricorda quella che svolgeva una funzione analoga nei film on the road degli anni ’70

il treno per il Darjeeling

recensione del film
IL TRENO PER IL DARJEELING

Titolo originale
The Darjeeling Limited

Regia:
Wes Anderson

Principali interpreti:
Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Amara Karan, Camilla Rutherford, Irrfan Khan, Bill Murray, Natalie Portman, Wally Wolodarsky, Waris Ahluwalia, Barbet Schroeder, Mr. A.P. Singh, Kumar Pallana, Dalpat Singh, Trudy Matthys, Irfan Khan
– 91 min. – USA 2007.

Il viaggio di tre fratelli lungo le strade dell’India, che è anche un vero percorso di formazione che avviene attraverso la definitiva separazione dai genitori. La morte del padre lascia dietro di sé un peso insopportabile, metaforicamente espresso dal carico di bagagli che seguirà i tre per tutto il viaggio e che solo alla fine essi decideranno di abbandonare (finalmente!). Il distacco dalla madre, voluto da lei, è ineluttabile e costituisce per tutti e tre una lezione di vita, grazie alla quale essi dovranno misurarsi per la prima volta, forse, con quello che Freud definisce il principio di realtà. Solo quando la madre, infatti, li inviterà a guardare davanti a sé e dentro di sé, senza parlare (e perciò senza mentire) si paleseranno ai loro occhi davvero le immagini dei loro desideri profondi, delle loro vere aspirazioni e solo allora essi troveranno la forza di abbandonare il peso del passato e di vivere nel presente. Questa complessità psicologica è raccontata con sorprendente leggerezza, così che il film si snoda in un narrare veloce e nervoso, accompagnato da un fotografia che più bella non potrebbe essere, ma anche molto raffinata e malinconica, degno sfondo allo stato d’animo triste e malinconico dei tre picari in viaggio.