IL GIOVANE KARL MARX

 

 

 

 

La mia recensione del film:
IL GIOVANE KARL MARX

Per la regia di
Raoul Peck

si trova QUI:
https://www.filmtv.it/film/83121/il-giovane-karl-marx/recensioni/974281/#rfr:film-83121

CAST:
August Diehl, Stefan Konarske, Vicky Krieps, Olivier Gourmet, Hannah Steele – 112 min. – Francia, Germania, Belgio 2017

Titolo originale:
Le jeune Karl Marx

 

QUEL GIORNO D’ESTATE

 

 

 

 

la mia recensione del film:
QUEL GIORNO D’ESTATE

Regia:
Mikhael Hers

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/148476/quel-giorno-d-estate/recensioni/956095/#rfr:film-148476

CAST:
Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Stacy Martin, Ophélia Kolb, Marianne Basler, Jonathan Cohen, Greta Scacchi, Claire Tran – 106 min. – Francia 2018

Titolo originale:
Amanda

 

 

L’UOMO FEDELE

 

 

 

 

la mia recensione del film
L’UOMO FEDELE

per la regia di
Louis Garrel

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/155655/l-uomo-fedele/recensioni/950713/#rfr:film-155655

 

CAST:
Laetitia Casta, Lily-Rose Depp, Joseph Engel, Louis Garrel – 75 min. – Francia 2018.

Titolo originale:
L’Homme Fidèle

COLD WAR

 

 

 

la mia recensione del film:
COLD WAR

per la regia di
Regia:
Pawel Pawlikowski

si trova QUI:
https://www.filmtv.it/film/142047/cold-war/recensioni/941315/#rfr:film-142047

CAST:
Joanna Kulig, Tomasz Kot, Borys Szyc, Agata Kulesza, Cédric Kahn, Jeanne Balibar, Adam Woronowicz, Adam Ferency, Jacek Rozenek, Martin Budny – 85 min. – Polonia 2018

Titolo originale:
Zimna wojna

 

Montparnasse – Femminile singolare

 

 

 

 

la mia recensione del film
MONTPARNASSE-FEMMINILE SINGOLARE

per la regia di
Léonor Séraille

 

 

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/141043/montparnasse-femminile-singolare/recensioni/925513/#rfr:film-141043

 

CAST:
Laetitia Dosch, Grégoire Monsaingeon, Souleymane Seye Ndiaye, Léonie Simaga, Nathalie Richard, Erika Sainte, Lila-Rose Gilberti, Audrey Bonnet, Marie Rémond, Julie Guio – 97 min. – Francia 2017

Titolo originale:
Jeune fille

 

BANDE A PART

 

 

 

 

la mia recensione del film
BANDE À PART

per la regia di 
Jean-Luc Godard

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/25189/bande-a-part/recensioni/916993/#rfr:film-25189

 

CAST:
Anna Karina, Claude Brasseur, Sami Frey, Louisa Colpeyn, Chantal Darget – 95 min. – Francia 1964.

 

ASCENSORE PER IL PATIBOLO

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la mia recensione del film
ASCENSORE PER IL PATIBOLO

per la regia di
Louis Malle

 

 

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/8257/ascensore-per-il-patibolo/recensioni/857833/#rfr:film-8257

 

 

CAST:
Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Georges Poujouly, Yori Bertin, Jean Wal, Lino Ventura – 90 min. – Francia 1958. 

Titolo originale:
Ascenseur pour l’échafaud

 

 

Una coppia matura (Le week-End)

Schermata 06-2456826 alle 22.30.19recensione del film:
LE WEEK-END

Regia:
Roger Michell

Principali interpreti:
Jim Broadbent, Lindsay Duncan, Jeff Goldblum, Olly Alexander, Judith Davis, Xavier De Guillebon, Denis Sebbah, Marie-France Alvarez, Brice Beaugier, Sébastien Siroux, Lee Breton Michelsen, Charlotte Léo – 93 minuti – USA, 2013

Forse non è stata davvero brillante, stando agli sviluppi del film, l’idea di tornare a Parigi per rinverdire l’amore un po’ stanco di una matura coppia di insegnanti inglesi, che, dopo trent’anni di matrimonio, vorrebbero ritrovare un po’ della magia di un tempo nei luoghi della loro luna di miele. Come loro, anche i luoghi sono cambiati, a cominciare dal piccolo albergo romantico che allora li aveva accolti, ora irriconoscibile e involgarito. Da quest’albergo decaduto prende le mosse la stizzita e dura reazione di lei, Meg (Linsay Duncan) che non solo non intende affatto soggiornare lì, neppure solo per un weekend, ma sente al contrario crescere dentro di sé l’irritazione nei confronti di Nick (Jim Broadbent), marito inadeguato, che ha organizzato al ribasso questo loro viaggio speciale di anniversario, essendo ormai incapace di far rivivere in sé l’uomo di un tempo, pieno di ideali e di voglia di vivere. Cambiare albergo, allora, frequentare costosi locali sarà finalmente l’avvio di una vita rinnovata da cui la coppia potrebbe trarre nuova linfa vitale? Oppure sarà l’incontro casuale con l’amico di un tempo, Morgan (Jeff Goldblum), già compagno di studi di Nick a Cambridge, l’invito a una festa a casa sua, l’acquisto degli abiti adatti all’occasione a permettere di ricucire un rapporto forse irreparabilmente strappato? O forse il loro rapporto non è così logoro, come soprattutto Meg sembra credere? Nei trent’anni di convivenza si erano alternati, ad alcuni momenti felici, la routine più grigia, le delusioni professionali, il rinnovarsi delle preoccupazioni per i figli ormai adulti, i silenzi di uno scontento non facilmente spiegabile né perciò facilmente comunicabile: di tutto questo ora sta prendendo dolorosamente coscienza Meg, diventando aggressiva e crudele con lui, il quale, invece, nei momenti di inevitabile delusione che la vita gli aveva riservato (come riserva a tutti), non aveva mai cessato di amarla incondizionatamente, facendone il riferimento costante di ogni sua scelta e di ogni sua decisione.

Il film, complessivamente interessante, descrive in modo convincente la crisi dei rapporti di coppia, logorati dalla lunga convivenza, alternando i toni dolorosi, che non diventano mai drammatici, a quelli della commedia , a cui si riconducono, infine, le contraddizioni dei due personaggi. Questo secondo aspetto, il meno riuscito, secondo me, permette di immaginare forse un lieto fine alquanto tradizionale. E’ difficile credere, però, che i due tornino ad amarsi come prima e più di prima; più probabile che l’esperienza, in fondo amara, della loro avventura parigina, li aiuti ad accettarsi per quello che sono diventati ora, anziani e bisognosi di reciproca solidarietà. La buona sceneggiatura del pakistano Hanif Kureishi si accompagna alla regia di Roger Michell, che già aveva firmato Notting Hill, l’amabile pellicola del 1999 che forse più di qualcuno ricorda.
Ottima l’interpretazione degli attori.

VENERE IN PELLICCIA

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La mia recensione
– aggiornata al settembre 2020 –  del film:
VENERE IN PELLICCIA,

per la regia di Roman Polanski

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/58187/venere-in-pelliccia/recensioni/962645/#rfr:film-58187

Titolo originale:
La Vénus à la fourrure

CAST
Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric
– 96 minuti- Francia 2013

il cinema (Holy motors)

Schermata 06-2456469 alle 11.57.37recensione del film:

HOLY MOTORS

Regia:

Leos Carax

Principali interpreti: 

Denis Lavant, Edith Scob, Eva Mendes, Kylie Minogue, Elise Lhomeau, Jeanne Disson, Michel Piccoli -110 min. – Francia, Germania 2012.

Questo film può essere molto odiato, perché non è tra i più semplici, anche se il suo contenuto simbolico è abbastanza facilmente interpretabile. Si tratta infatti di una riflessione sul cinema, di fronte alla sfida sempre più aggressiva del mondo”digitale” e televisivo che rischia, come ci appare in una delle prime scene, di addormentare il pubblico, e di fargli perdere l’interesse per il cinema vero, quello che grazie al sacrificio personale di tutti coloro che danno se stessi per la riuscita di un film, riesce a commuoverci, a illuderci, a farci sognare, ma anche a penetrare nei mondi più degradati e sordidi, quello dei reietti dal mondo, o quello del crimine. Oscar, il cui nome sintetizza a “lucchetto” quello del regista (leOS-CARax), è l’interprete del film (eccezionale performance di Denis Lavant), colui che su una limousine bianca, perfettamente attrezzata con tutto l’occorrente, quasi un camerino dell’attore, guidata dalla bionda Céline, attraversa Parigi, recandosi nei luoghi più diversi per presentarsi ai nove diversi appuntamenti di cui è fatta la sua giornata. Ai diversi appuntamenti Oscar si presenta, secondo le indicazioni della sceneggiatura a cui si attiene quasi sempre scrupolosamente, indossando maschere e vesti diverse, perché il suo lavoro consiste appunto nella trasformazione di sé, interprete dei ruoli più disparati, uno, nessuno e centomila nel corso di una sola giornata, al termine della quale egli, stanco, invecchiato e malato tornerà a essere se stesso, per poche ore di sonno, senza sapere in realtà chi sia, perché solo attraverso la finzione e le mille diverse pelli che ne mascherano l’identità egli tornerà a vivere.

Questo film, pertanto, non racconta una storia, ma ci fa vivere le mille storie di Oscar che di volta in volta diventa uomo d’affari; vecchia e curva mendicante che si aggira lungo la Senna; ballerino imprigionato in una tecnologica tuta luminosa (scena suggestiva e altamente simbolica) che non gli permette di amare; ripugnante folle personaggio che si trova a suo agio nelle fogne parigine o nei cimiteri della città dove trova la Bellezza (Eva Mendes) di cui è così geloso da abbigliarla con un Burqa; rapinatore e assassino, capace di uccidere e di risuscitare, dal proprio cadavere, quasi araba fenice; suonatore di fisarmonica, capace di attrarre, come un magico pifferaio, dagli oscuri anfratti di una chiesa gotica, una folla di altri suonatori, in una scena di grandissimo impatto emotivo.

Oscar, però, può diventare anche un vecchio morente, per nuovamente trasformarsi in un padre di famiglia noioso; in un amante alla ricerca del tempo perduto, con la donna già amata, all’interno di ciò che resta della famosa Samaritaine, il grande magazzino “déco” parigino, ridotto ora a un ammasso di manichini senza vita e di inutili suppellettili. Direi che è impossibile non cogliere la chiarezza metaforica di queste trasformazioni, che costituiscono non solo lo spunto per altri possibili film, ma che sono esse stesse episodi dolorosi di quell’arte unica e magica che è il cinema, profondamente insidiato e forse destinato a soccombere per l’invadenza del mondo digitalizzato. Un film molto bello, da vedere solo se si comprende che il cinema non parla di noi, ma a noi; per ricordarci che la sua vita dipende anche dalla “bellezza nell’occhio di chi guarda”, come dice Oscar a un sorprendente e quasi irriconoscibile Michel Piccoli, in una delle storie da lui interpretate.