UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

 

 

 

 

La mia recensione del film
UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

per la regia di
Woody Allen

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/171533/un-giorno-di-pioggia-a-new-york/recensioni/967023/#rfr:film-171533

CAST:
Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Annaleigh Ashford, Rebecca Hall, Cherry Jones, Will Rogers (II), Kelly Rohrbach, Suki Waterhouse – 92 min. – USA – 2019.

Titolo originale:
A Rainy Day in New York

 

L’ETÀ DELL’INNOCENZA

 

 

 

La mia recensione del film:
L’ETÅ DELL’INNOCENZA

per la regia di
Martin Scorsese

si trova QUI:
https://www.filmtv.it/film/11447/l-eta-dell-innocenza/recensioni/960839/#rfr:film-11447

CAST:
Geraldine Chaplin, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Daniel Day-Lewis, Hugh Smith, Miriam Margolyes, Richard E
Grant, Alec McCowen, Mary Beth Hurt, Jonathan Pryce – 120 min. – USA 1993

Titolo originale:
The Age of Innocence

 

COPIA ORIGINALE

 

 

 

 

la mia recensione del film
COPIA ORIGINALE

per la regia di
Marielle Heller

 

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/150751/copia-originale/recensioni/946623

 

CAST:
Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone, Anna Deavere Smith, Stephen Spinella, Julie Ann Emery, Joanna Adler, Marc Evan Jackson, Jennifer Westfeldt, Christian Navarro- 106 min. – USA 2018

Titolo originale:
Can You Ever Forgive Me?

 

1981: INDAGINE A NEW YORK

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la mia recensione del film:
1981: INDAGINE A NEW YORK

per la regia di
J.C. Chandor

si trova QUI
https://www.filmtv.it/film/67165/1981-indagine-a-new-york/recensioni/851794/#rfr:film-67165

CAST:
Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Alessandro Nivola, Albert Brooks, Elyes Gabel, Catalina Sandino Moreno, Peter Gerety, Christopher Abbott, Ashley Williams, John Procaccino, Glenn Fleshler, Jerry Adler, Annie Funke – 125 min. – USA 2014.

<strongTitolo originale:
A most violent Year

GIGOLO’ PER CASO

Schermata 04-2456770 alle 16.30.37recensione del film:
GIGOLO’ PER CASO

Titolo originale:
Fading Gigolo

Regia:
John Turturro

Principali interpreti:
John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis, Liev Schreiber, Bob Balaban, M’barka Ben Taleb, Tonya Pinkins, Aubrey Joseph, Dante Hoagland, Jade Dixon, Diego Turturro, Max Casella, Jill Scott, Aida Turturro, Michael Badalucco, Katherine Borowitz, David Margulies, Eugenia Kuzmina, Loan Chabanol, Ari Barkan, Joseph Basile, Allen Lewis Rickman, Elli, Delphina Belle, Anna Kuchma, Teddy Bergman, Aurelie Claudel, Sol Frieder, Hilma Falkowski, Donna Sue Jahier, Fran Lieu, David Altcheck, Russell Posner, Salimatou Sillah, Abe Altman, Ted Sutherland, Ness Krell, Isaiah Clifton – 98 min. – USA 2013.

Un gigolò sbiadito, scolorito, privo di smalto, triste, (fading) diventa per i nostri geniali titolisti un gigolò per caso, laddove il caso non si vede che cosa c’entri.

Il povero Fioravante (John Turturro) conduce una vita solitaria e grama, e in tempo di crisi (siamo nel 2013) è più triste e meno brillante del solito.
Va detto, però, che egli non è un uomo allegro di suo, forse perché è solo, o perché ha un lavoro precario (compone per un negozio eleganti e bellissimi mazzi di fiori) o semplicemente perché pensa che ci sia poco da ridere in questo mondo.
E’ molto amico di Murray (Woody Allen), che ha in animo di chiudere la sua bella e antica libreria di Brooklyn, ormai poco frequentata, poiché la crisi si fa sentire anche fra i lettori bibliofili.
Secondo Murray, però, potrebbero entrambi vivere da ricchi se solo Fioravante accettasse di diventare un gigolò, cioè se si prostituisse. A Murray il compito di procurargli le clienti; a lui quello di accontentarle per guadagnare per sé e per l’amico, trasformato in “pappone” : c’è giusto una bella e ricca signora (Sharon Stone), dermatologa di Murray e donna di successo, che vuole togliersi qualche capriccio ed è disposta a pagare profumatamente un bravo amante sufficientemente spregiudicato da accettare anche un rapporto a tre. Parrebbe, dunque, l’uovo di Colombo, la via per farsi i soldi cui tiene in modo particolare Murray, che ha una famiglia numerosa cui provvedere. Questa proposta, però, viene accolta da Fioravante con molta riluttanza, poiché, meno cinico dell’amico, è poco incline a vendere il proprio corpo, ed è refrattario a diventare oggetto di trastullo per donne ricche e trasgressive. Il racconto del film oscilla fra il chiacchiericcio torrenziale di Murray-Allen, che utilizza il proprio capzioso laicismo di ebreo-eretico per convincere l’amico della innocenza di una così redditizia scelta – è in fondo il mestiere più antico del mondo – e il progressivo incupirsi di Fioravante -Turturro, che, innamoratosi della giovane e bella vedova di un rabbino, ricorsa alle sue cure per elaborare il lutto, non intende più cimentarsi con quel tipo di prestazioni.
Le vicende che si intrecciano a questo nucleo narrativo, pur contenendo alcuni spunti di riflessione interessanti e alcune belle e fulminanti battute sul fondamentalismo religioso e sul razzismo, non cambiano sostanzialmente la struttura del film, che annovera fra i suoi pochi pregi le immagini di New York, talmente bella anche dalle strade e dalle case di Brooklyn, da fare sempre da sfondo suggestivo al racconto cinematografico. Fra i suoi difetti più gravi, checché ne dicano alcuni, la volgarità della situazione, davvero greve, in modo particolare nel personaggio di Murray, soprattutto nella versione doppiata da Gullotta, la nuova voce di Allen, dopo la morte di Oreste Lionello: è così sgradevole da diventare irritante anche per me, che non riesco a riderne e neppure a sorriderne.

 

A PROPOSITO DI DAVIS

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La mia recensione – aggiornata
al febbraio 2021 – del film
A PROPOSITO DI DAVIS

per la regia di
Joel e Ethan Coen

 

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/54936/a-proposito-di-davis/recensioni/988217/#rfr:firme

CAST:
Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett, Max Casella, Jerry Grayson, Jeanine Serralles, Adam Driver, Stark Sands, John Goodman, Garrett Hedlund, Alex Karpovsky, F. Murray Abraham, Ricardo Cordero, Jake Ryan, James Colby, Mike Houston, Steve Routman, Ian Blackman, Genevieve Adams, Bonnie Rose – 105 min. – USA, Francia – 2013.

Titolo originale
Inside Llewyn Davis

 

C’ERA UNA VOLTA A NEW YORK

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la mia recensione aggiornata all’aprile 2021 del film
C’ERA UNA VOLTA A NEW YORK

per la regia di
James Gray

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/50342/c-era-una-volta-a-new-york/recensioni/990629/#rfr:firme

CAST:
Marion Cotillard, Joaquin Phoenix, Jeremy Renner, Dagmara Dominczyk, Angela Sarafyan – 120 min. – USA 2013

Titolo originale:
The Immigrant

 

BLUE JASMINE

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la mia recensione del film
BLUE JASMINE

per la regia di
Woody Allen

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/58168/blue-jasmine/recensioni/967152/#rfr:film-58168

CAST:
Alec Baldwin, Cate Blanchett, Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Sally Hawkins, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Joy Carlin, Richard Conti, Glen Caspillo, Charlie Tahan, Annie McNamara, Daniel Jenks, Max Rutherford, Tammy Blanchard, Kathy Tong, Ted Neustadt, Andrew Long, Lauren Allan, John Harrington Bland, Leslie Lyles, Glenn Fleshler, Brynn Thayer, Christopher Rubin – 98 min. – USA 2013.

 

inquietanti pillole (Effetti collaterali)

Schermata 05-2456416 alle 22.46.28recensione del film:

EFFETTI COLLATERALI

Titolo originale:

Side Effects

Regia:

Steven Soderbergh

Principali interpreti:

 Jude Law, Rooney Mara, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum, Vinessa Shaw, David Costabile, Polly Draper, Laila Robins, Ashlie Atkinson, Kerry O’Malley,James Martinez, Greg Paul, Andrea Bogart, Nicole Ansari-Cox, Carol Commissiong, Peter Y. Kim, Kevin Cannon, Kelly Southerland, Dennis Rees – 106 min. – USA2013. –

E’ un buon giallo questo film di Soderbergh, ben costruito e sufficientemente teso per tener desta l’attenzione lungo tutta la sua durata. Ci racconta della depressione di Emily, dei tentativi di cura, del suo peggioramento, della somministrazione di psicofarmaci rischiosi, non essendo stati sperimentati a sufficienza. Emily (Rooney Mara) sembra trarre giovamento dal loro uso, ma gli inquietanti fenomeni di sonnambulismo, da cui è tormentata da un po’ di tempo (da quando li assume), potrebbero, per l’appunto, provocare effetti secondari sul comportamento, certo non voluti. Solo così si spiegherebbero le letali tre coltellate inferte all’amato Martin (Channing Tatum), il marito da poco tornato a casa, dopo quattro anni di galera. Che cosa fosse successo fra i due si viene a sapere subito, perché l’inizio del film ci presenta, oltre all’epilogo tragico della loro vicenda, tutti gli antecedenti della loro vita di coppia: matrimonio d’amore, per entrambi; festoso banchetto nuziale all’aperto; Emily felice al settimo cielo; improvviso arrivo della polizia che circonda Martin e se lo porta via. E’ accusato di insider trading: speculazioni illecite sui titoli di borsa, condotte utilizzando o diffondendo informazioni illegali. Da questo momento ha inizio la lunga vicenda della depressione della giovane donna: il sogno di felicità distrutto; il ricorso alla psicologa Victoria Siebert (Catherine Zeta-Jones); l’alternarsi di momenti scuri a momenti più sereni; finalmente, poi, il ritorno di Martin. Il problema è, però, che la depressione è ancora lì, a insidiare il loro rapporto, a turbare i rari momenti della loro vita sociale, a mettere in forse la stessa esistenza di lei: un oscuro schianto contro il muro che indica l’uscita di un garage sotterraneo richiede il suo ricovero all’ospedale per sospetta commozione cerebrale, nonché un intervento, forse più qualificato di quello della psicologa Victoria, per sospetto tentato suicidio. Entra in scena a questo punto un brillante psichiatra, promettente giovane medico di origine londinese, ora a New York (sfondo splendido dell’intero film ), dove ha preso moglie e  fa da padre, affettuosissimo, al bambino di lei. E’ il dottor Banks (perfetto Jude Law), che, essendo consulente dell’industria produttrice di un diffusissimo e molto reclamizzato farmaco tranquillante, non potrebbe, a rigor di logica e di conflitto di interessi, consigliarlo o prescriverlo, essendone nota, tra l’altro, la relativa efficacia nei casi di agitazione un po’ troppo euforica, ma ignoto l’effetto sui casi di depressione. 

Della vicenda e dei suoi risvolti giudiziari non aggiungerò altro, per non togliere il piacere della visione ai miei lettori. L’aspetto interessante, però, al di là dell’efficacia della suspense e della narrazione molto equilibrata ed elegante, è la capacità del regista di collocare la fiction sullo sfondo della società che vive nelle grandi città americane, dove, grazie a una martellante e capillare pubblicità, persino i farmaci e gli psicofarmaci vengono diffusi come surrogati  efficaci della felicità, come antidoti delle angosce e delle paure che travagliano le donne e gli uomini che in quelle città vivono nella più completa solitudine, proprio ciò che è all’origine delle loro nevrosi e delle ansie quotidiane. Le vicende del film ci dicono anche quanto sia diversa la verità dall’immagine di essa: i personaggi celano quasi tutti una vita assai torbida e ipocrita, un po’ come la bellissima New York in cui vivono, che nasconde i fantasmi inquietanti delle stazioni buie e solitarie del Metro, sotto le imponenti facciate dei suoi edifici, le magnifiche luci, le immagini rutilanti della sua vita convulsa.

l’origine della crisi (Margin Call)

recensione del film
MARGIN CALL

Regia:
J.C. Chandor

Principali interpreti:
Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Penn Badgley, Simon Baker, Mary McDonnell, Demi Moore, Stanley Tucci, Aasif Mandvi, Ashley Williams, Susan Blackwell, Maria Dizzia, Jim Kirk, Al Sapienza, Jimmy Palumbo, Peter Y. Kim, Grace Gummer, Rich Campbell, Jason Denuszek, Stephen Fletcher, Kevin Keels, Kayden Kessler, Anna Kuchma, Toshiko Onizawa, Brigid Ryan, Lynn Spencer, Laura-Love Tode, Rob Tode, Naeem Uzimann, Reginald Veneziano, Steven Weisz – 109 min. – USA 2011
.

Quando, qualche anno fa, il mondo delle banche e della finanza venne travolto dal fallimento della Lehman Brothers, su tutti i quotidiani apparvero, icone dell’evento, le immagini degli impiegati che a frotte uscivano dalla sede della società, percorrendo Wall Street con gli scatoloni nei quali avevano raffazzonato alla svelta i propri effetti personali, dopo aver ricevuto l’annuncio del licenziamento.
In questo film, che ricostruisce, in modo del tutto immaginario, quello storico fallimento, il regista cerca di far luce sulle frustrazioni individuali e sui drammi che tale evento ha comportato per quanti avevano riposto nell’azienda fiducia e speranza per il futuro, come il giovane manager Seth Bregmann sedotto soprattutto dal guadagno altamente remunerativo per un impegno un po’ acritico, ma anche per quelli che da trent’anni ci avevano lavorato senza risparmio, credendoci, come Sam Rogers, a cui tutto il denaro del mondo non sarebbe stato sufficiente consolazione per la perdita dolorosa del proprio cane.
La perdita del lavoro è un fatto gravissimo ovunque, poiché comporta la diminuzione dell’autostima, oltre che la fine delle prospettive di miglioramento e di carriera, ma in questo ambito, molto particolare, dei dirigenti, nel mondo americano, implica anche la perdita di status e di “privilegi”, quali la cessazione delle comunicazioni dirette col mondo manageriale attraverso il cellulare dedicato e la perdita dell’assicurazione sanitaria, che negli Stati Uniti non è garantita a tutti i cittadini.
Allorché, completando i calcoli di Eric Dale, dirigente di mezz’età appena licenziato, Peter Sullivan (ex promettente ingegnere, sedotto dall’ottima prospettiva di guadagno offerto dalla finanziaria) si rende conto dell’impossibilità di frenare la crisi incombente, viene decisa in piena notte la convocazione urgentissima dei responsabili dell’azienda ai livelli più alti. La società non verrà salvata (in ogni caso sarebbe stato difficile), poichè il Boss dei Boss, John Tuld, con una scelta condivisa, o per lo meno, non troppo contrastata, decide di venderne precipitosamente i titoli in borsa, facendone scendere il prezzo, ma garantendo un’abbondante spartizione delle spoglie fra i dirigenti più alti e fra quelli che sapevano. Che fine faranno i risparmiatori, i piccoli azionisti, i possessori dei titoli derivati che sono in ogni angolo del pianeta? La risposta di John Tuld è di un realismo spietato e di una impressionante lucidità: saranno le vittime di turno, non dissimili da quelle che hanno costellato, con il loro sacrificio, i decenni e i secoli; le leggi del mercato lo esigono: questa è la loro volta!

Il film spiega con immagini di icastica drammaticità tutto questo: il mercato, idolo crudele di una società che condanna la povertà come colpa, non può che emarginare coloro che, non occupando le stanze del potere economico e finanziario, non sono in grado né di resistere ai suoi richiami, né di controllare i propri investimenti, per ingenuità, per pigrizia, per incapacità: così va il mondo, così è sempre andato.
Ottima la regia J.C. Chandor, che dirige con sicurezza e senza alcun patetismo lo splendido cast di attori, fra i quali spiccano in modo particolare, Kevin Spacey, Jeremy Iron, Zachary Quinto, Stanley Tucci, nonché un’algida Demi Moore, aspirante e sgomitante executive woman.
Lo scenario della vicenda si alterna fra la visione gelida degli uffici in cui si consuma il dramma della società fallita, decisivo per la sorte di milioni di persone, e il panorama notturno mozzafiato di New York, che, vista di lì, appare ancora più attraente e maliosa del solito, città dal fascino quanto mai ambiguo, sirena che pare quasi invitare al suicidio, come viene detto in un bellissimo momento del film, quando in quella terribile notte, nell’attesa del super boss, un gruppo di giovani dirigenti esce sulla scala di sicurezza per fumare, affacciandosi sulla stupenda metropoli illuminata.

SHAME

 

 

 

 

la mia recensione del film
SHAME

per la regia di
Steve Mc Queen

 

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/45173/shame/recensioni/982721/#rfr:film-45173

CAST:
Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware,Lucy Walters, Robert Montano, Anna Rose Hopkins, Jay Ferraro, Mackenzie Shivers, Alex Manette, Briana Marin, Frank Harts, Kate Dearing, Wenne Alton Davis, Eric Miller, Stephane Nicoli, Carl Low, Neal Hemphill, Mari-Ange Ramirez, Rachel Farrar
Gran Bretagna, 2011 – 99 minuti.