La tregua di Natale

Care lettrici, cari lettori.

Mancano pochi giorni al Natale, che come sempre vi auguro di trascorrere serenamente fra gli affetti più cari.
Questa volta, come vedete, non vi dedico una bella musica natalizia, ma il frammento di un film, coerente col carattere cinefilo di questo blog.
È una breve clip dal film (2005) Joyeux Noël del regista francese Christian Carion che mi è sembrata particolarmente adatta al Natale del 2018 per la grande commozione che sa suscitare evocando un un episodio della prima guerra mondiale (l’anniversario, a un secolo dalla sua conclusione, è stato commemorato in Italia lo scorso 4 novembre).
Ho anche, però, sentito attualissimo il messaggio di pace, che quel vecchio film sa trasmettere in un anno un cui abbiamo visto, sgomenti, il crescere universale dell’odio, della rabbia, della paura.

Che questo Natale segni l’inizio di un cambiamento dei cuori e del sentire: un vero Natale di pace!
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Chi vuole conoscere meglio i dettagli della tregua miracolosa, ricostruita nel film, clicchi QUI 

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un Natale norvegese (Tornando a casa per Natale)

Recensione del film:

TORNANDO A CASA PER NATALE

Titolo originale:
Hjem til Jul

Regia:
Bent Hamer

Principali interpreti:
Arianit Berisha, Sany Lesmeister, Nadja Soukup, Nina Zanjani, Igor Necemer -85 min.-
Norvegia, Svezia, Germania 2010.

Questo film, che é piuttosto bello e poetico, uscirà nelle sale italiane il prossimo 3 dicembre 2010. L’ho visto in anteprima ieri sera e ho provato a recensirlo e a interpretarlo, avvertendo però che ho commentato solo alcuni degli episodi del film, per lasciare a tutti il gusto di vederlo, senza sapere tutto con troppo anticipo. Anch’io lo rivedrò, quasi certamente, nelle sale.

E’ un bel film questo norvegese, Tornando a casa per Natale: film a episodi, in cui sono raccontate le vicende di alcuni personaggi molto veri e umani, lontanissimi dal nostro Natale dei consumi, dell’ostentazione e dello spreco. Le storie narrate sono connotate dagli elementi tradizionali del Natale: la neve, che è comune a molti episodi, l’albero illuminato; la nascita di un bambino, simbolo della vita che continua anche nelle più difficili condizioni, la cui presenza apre i cuori alla speranza, ma anche e soprattutto alla comprensione e all’ascolto delle persone che, per quanto vicine, non riusciamo più a vedere nel loro urgente bisogno di calore e di affetto. Sotto questo aspetto, è emblematica la vicenda del medico, che ha fatto venire alla luce quel bambino, grazie al quale finalmente comprende la solitudine della moglie, la sua voglia di maternità e di affetto. Nel film, però, il patetico non è il solo registro narrativo: è amaramente ironico, ma ci dà anche modo di divertirci, l’episodio della donna che, avendo compreso come l’uomo che ama se ne stia perfettamente a suo agio nel ruolo di bigamo, decide di vendicarsi, rovinandogli la festa durante la messa natalizia, con signorile imperturbabilità, mentre è delicatamente elegiaco l’episodio dei due anziani coniugi che rimangono uniti presso l’albero a celebrare un Natale di solidarietà reciproca, nella quale, ora, dopo tanti anni, si è trasformato l’amore che li ha uniti. Un Natale che si rispetti, però, non può essere senza stella: qui è l’apparizione della luminosissima e affascinante Sirio, scoperta attraverso il telescopio della graziosa adolescente musulmana, che orienta il comportamento del giovane norvegese, atteso in famiglia per il cenone tradizionale Il film è supportato da essenziali e antiretorici dialoghi fra i personaggi e da una splendida fotografia, che sottolinea i grandi spazi innevati e gelidi, in cui la solitudine è maggiormente avvertibile , in cui la lunga notte dei paesi nordici è improvvisamente e quasi magicamente squarciata dalle luci dell’aurora boreale.