la coppia cattiva (Killer in viaggio)

Schermata 06-2456463 alle 18.55.20recensione del film:

KILLER IN VIAGGIO

Titolo originale:
Sightseers

Regia:
Ben Wheatley

Principali interpreti:
Alice Lowe, Eileen Davies, Seamus O’Neill, Tony Way, Steve Oram.Roger Michael, Jonathan Aris, Kenneth Hadley, Monica Dolan, Aymen Hamdouchi, Kali Peacock,Tom Meetan, Stephanie Jacob, Christine Talbot, Richard Lumsden, Dominic Applewhite – 88 min. – Gran Bretagna 2012.

Tina, ragazza un po’ invecchiata, vive in una casa piena di inutili cianfrusaglie, disordinata e trascurata come il suo aspetto, con la madre maligna e possessiva, che ne attizza continuamente il rimorso per aver provocato distrattamente la morte dell’amato cagnolino. Da poco ha incontrato Chris, uomo dall’apparenza tranquilla, accolto con aggressiva ostilità dalla madre, soprattutto da quando ha saputo che i due intendono allontanarsi per un po’: hanno progettato di fare i turisti visitando alcuni luoghi famosi del nord-est inglese. La bellezza della campagna inglese, il verdissimo paesaggio, però, non sono condizioni sufficienti ai due innamorati per vivere in pace, almeno quanto desiderano, la loro vacanza: qualche maleducato incontrato per strada, qualche disturbante comportamento dei vicini di caravan, qualche rancore secolare improvvisamente esploso contro un baronetto conservatore inducono Chris, quasi compulsivamente all’omicidio, cosicché il viaggio, che avrebbe dovuto essere una continua occasione per conoscere il patrimonio culturale inglese, diventa l’occasione per una serie impressionante di omicidi di lui, cui presto si aggiungeranno anche quelli commessi da Tina, che, eccitata dai modi spicci del suo innamorato per liberarsi dalle difficoltà dei rapporti umani, non esiterà a imitarlo, quasi superandolo in ferocia. Una storia noir, spiazzante e disturbante, sorretta da un gelido e inglesissimo sense of humor, proprio là dove la drammaticità degli eventi non parrebbe poter suscitare il riso. Si tratta di una commedia nera molto ben girata, sorretta da un’ottima recitazione e guidata, fino al sorprendente finale, da una sicura regia. Un film “cattivo” che perfidamente e impietosamente indaga su due “bravi ragazzi”, che somigliano anche troppo alla gente che comunemente incontriamo e anche forse un po’ a tutti noi, che quasi impercettibilmente assorbiamo i sottili veleni della crescente intolleranza diffusa nella nostra società.

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i cloni siamo noi? (Non lasciarmi)

Recensione del film:
NON LASCIARMI

Titolo originale:
Never Let Me Go

Regia:
Mark Romanek

Principali interpreti:
Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Isobel Meikle-Small, Ella Purnell, Charlie Rowe, Charlotte Rampling, Sally Hawkins, Nathalie Richard, Andrea Riseborough, Domhnall Gleeson, Hannah Sharp, Lydia Wilson, Oliver Parsons, Gareth Derrick, Kate Bowes Renna, Christina Carrafiell, Luke Bryant, Fidelis Morgan, Damien Thomas, David Sterne, Anna Maria Everett, Monica Dolan, Chidi Chickwe- 103 min. – USA, Gran Bretagna 2010

Il College di Hailsham, nel verdissimo Sussex inglese, è il teatro degli eventi evocati nel corso del film da Kathy H. diventata adulta. In quel luogo, infatti, Kathy insieme ai suoi compagni Tommy e Ruth, aveva iniziato il percorso educativo, che si era in seguito perfezionato in un soggiorno nei cottages: strutture di campagna nelle quali tutti gli ospiti di Hailsham venivano inviati per conoscere il mondo in attesa del “completamento”, al termine del quale gli scopi dell’educazione ricevuta si sarebbero realizzati. Tutta l’attività della scuola appare alquanto strana: i ragazzini, che sono attentamente vigilati affinché non si facciano male o non si ammalino, vivono una intensa vita di relazione fra loro, ma non si possono allontanare dalla struttura scolastica, se non vogliono correre rischi tremendi per la loro vita, né ricevono visite dall’esterno; viene lasciato un certo spazio alla loro creatività, per arricchire la Galleria di una misteriosa signora con disegni o dipinti che essi stessi producono. Sarà una giovane insegnante a spiegare a questi bambini che lo scopo della scuola è farli diventare donatori d’organi, non essendo essi bambini “veri”, ma cloni che possono costituire una riserva da cui, in caso di bisogno, le persone “vere” potranno attingere. Questi cloni, però, per quanto docili e rassegnati, da piccoli si fanno i dispetti, litigano, ridono, piangono, provano amicizia, si picchiano; da grandi provano simpatia per l’altro sesso e finalmente si innamorano, con le gelosie e le rivalità proprie di ogni amore: non sembrano quindi diversi dagli altri esseri umani. La crudeltà della loro sorte si manifesta pienamente quando, diventati donatori, comprenderanno che è stata ed è loro impedita ogni progettualità, che i legami amorosi, che essi vorrebbero duraturi, si spezzeranno forzatamente e che non solo essi sono privi di qualsiasi parentela, ma che nessuna discendenza conserverà memoria del loro sacrificio. L’individuazione negata si esprimerà attraverso l’urlo finale di Tommy, urlo disperato alla luna, di chi sa di morire senza un perché, senza essere riuscito a decidere della propria vita e del proprio destino.

Il film offre molti spunti di riflessione: si può intendere, a una prima lettura, come una inquietante profezia sul futuro degli uomini, il cui egoismo, congiunto all’ uso spregiudicato delle conoscenze scientifiche, non arretra di fronte all’orrore di produrre cloni umani allevati ed educati solo perché donino gli organi ai malati che se li possono permettere. E’ possibile, però, anche vederlo come la rappresentazione di una società in cui i comportamenti umani vengono eterodiretti da una casta di privilegiati che ha reso schiavi altri esseri umani, al fine di sfruttarli fino alla morte, non riconoscendo loro diritti e dignità. Penso però che il film possa essere considerato principalmente una riflessione sul destino dell’uomo, che fin dalla nascita è destinato a morire ineludibilmente, anche se gli sembra di non aver ancora realizzato quanto aveva in mente (mi sembra che a questa interpretazione ci portino le parole di Kathy verso la fine del suo racconto :”tutti completiamo un ciclo…forse nessuno ha compreso veramente la propria vita, nè sente di aver vissuto abbastanza”). Un invito, perciò, a riflettere sulla vita sulla sua breve durata, sulla difficoltà di scorgere un senso che giustifichi le sofferenze che a tutti, prima o poi, toccano dolorosamente. Il film, che trae l’ispirazione dall’omonimo romanzo dello scrittore londinese, di origine nipponica, Kazuo Ishiguro (Quel che resta del giorno, ricordate?), ci dice tutto questo con una narrazione pulita e tesa, e con accenti di grande plausibilità e verità, avvalendosi di una ottima regia, ma anche della superba interpretazione dei protagonisti: Carey Mulligam e Andrew Garfield nei rispettivi ruoli di Kathy e Tommy.