La truffa del secolo

recensione del film:
LA TRUFFA DEL SECOLO

Titolo originale:
Carbone

Regia:
Olivier Marchal

Principali interpreti:
Benoît Magimel, Gringe, Idir Chender, Laura Smet, Michaël Youn, Patrick Catalifo, Gérard Depardieu, Moussa Maaskri, Fred Épaud, Jean-Philippe Mancini, Naomie Winograd, Carole Brana – 104 min. – Francia 2017

Per questo film, che è un dignitosissimo film di genere, ispirato a una truffa realmente consumata (e accuratamente “silenziata”), ai danni dello stato francese e dell’Europa comunitaria nei primi anni di questo secolo, mi limiterò a una breve presentazione, invitando gli interessati a vederlo.
Antoine Roca (Benoît Magimel) era stato costretto a chiedere il fallimento della propria azienda, con gravissime conseguenze per la sua pace familiare, giacché il ricchissimo suocero, Aron Goldstein (Gérard Depardieu), che l’aveva sempre odiato, avvalendosi del proprio autorevole carisma, chiedeva, ora, alla figlia, di abbandonare “quel buono a nulla” e di sottrargli la possibilità di occuparsi dell’amatissimo figlioletto. Le conseguenza di questa situazione costituiscono la parte centrale del film: l’adesione di Antoine a un progetto finanziario allettante, sicuramente truffaldino, ma in qualche misura “legittimato” dalla pessima scrittura di una legge comunitaria, recepita dallo stato francese; l’inevitabile collusione con la piccola e grande malavita locale, la sua tragica conclusione.

Gli sviluppi dell’intera vicenda, con sorpresa finale, sono raccontati con ritmo serrato e sottolineati da un accompagnamento musicale molto scorsesiano,  così come è riconducibile a molto cinema di Martin Scorsese l’indagine sulle dinamiche familiari che costituiscono il motore, non solo lo sfondo, della storia. Grandi interpreti fra i quali si distingue per la perfezione, oltre che per la mole imponente, il sempre magnifico  Gérard Depardieu.

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nouvelle cuisine? (Chef)

recensione del film:
CHEF

Titolo originale
Comme un chef

Regia:
Daniel Cohen

Principali interpreti:
Jean Reno, Michaël Youn, Raphaëlle Agogué, Julien Boisselier, Salomé Stévenin – 84 min – Francia, Spagna 2012.

Alexandre Lagarde è un cuoco “pluristellato”, chef in un ristorante parigino di lusso; Jacky Bonnot è un cuoco creativo e geniale che aspira a diventare come lui. Ce la potrebbe fare, con un po’ di pazienza, perché gli inizi sono sempre molto difficili, ma ha fretta di guadagnare, perché Béatrice, la donna che ama (e aspetta un figlio da lui) non intende ragioni e vuole che il figlio abbia un padre sistemato. Questo è il quadro in cui si svolge la leggerissima, quasi inconsistente, vicenda del film, complicata dalla presenza di Stanislas Matter, padrone del ristorante, giovane ras della ristorazione a Parigi, che ha in mente di guadagnare di più e più in fretta, accelerando la fine della carriera di Lagarde, attraverso operazioni spregiudicate di corruzione di diversi operatori del settore (fornitori, giornalisti gastronomici ecc.) e introducendo sostanziali novità, all’insegna del risparmio, nel suo ristorante. Se, come spera, le stelle delle guide che contano diminuiranno, Lagarde se ne dovrà andare. Dopo una serie di vicende moderatamente comiche e più spesso garbatamente noiose, il film si conclude lietamente per tutti, mentre lo spettatore avrà imparato qualche cosa sulla cucina molecolare, che dovrebbe sostituire la nouvelle cuisine, che di “nouvelle” ha solo più il nome. Il film non ha grandi meriti, se non quello di divertire con garbo, senza troppe pretese e senza volgarità, per un’ora e mezza circa, gli spettatori in un’afosa e soffocante giornata di insopportabile calura, quando nelle sale si è già visto tutto ciò che era da vedere. Ottima interpretazione dei due attori protagonisti.