THE IRISHMAN

 

 

 

 

la mia recensione del film
THE IRISHMAN

per la regia di
Martin Scorsese

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/151887/the-irishman/recensioni/966173/#rfr:film-151887

 

CAST:
Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham, Stephanie Kurtzuba, Jack Huston
– 209 min. – USA 2019.

JOKER

 

 

 

 

La mia recensione del film
Joker

per la regia di
Todd Phillips

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/162563/joker/recensioni/964616/#rfr:film-162563

CAST:
Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Marc Maron
– 122 min. – USA 2019

 

L’ETÀ DELL’INNOCENZA

 

 

 

La mia recensione del film:
L’ETÅ DELL’INNOCENZA

per la regia di
Martin Scorsese

si trova QUI:
https://www.filmtv.it/film/11447/l-eta-dell-innocenza/recensioni/960839/#rfr:film-11447

CAST:
Geraldine Chaplin, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Daniel Day-Lewis, Hugh Smith, Miriam Margolyes, Richard E
Grant, Alec McCowen, Mary Beth Hurt, Jonathan Pryce – 120 min. – USA 1993

Titolo originale:
The Age of Innocence

 

Silence

schermata-2017-01-12-alle-21-28-12recensione del film:
SILENCE

Regia:
Martin Scorsese

Principali interpreti:
Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano, Ciarán Hinds, Issei Ogata – durata: 161 minuti – USA 2016.

Fin dal 1989 Scorsese aveva manifestato la volontà di portare sullo schermo Silence, il romanzo storico (1966) di Shusaku Endo, di cui era venuto a conoscenza e che molto l’aveva colpito, per ragioni personali, attinenti alle proprie riflessioni circa i problemi della fede religiosa (in questo caso della fede cristiano-cattolica); dell’ adeguarsi con coerenza ai suoi principi fino al martirio; della liceità morale di questa coerenza, anche quando può causare le sofferenze e persino la morte di molti innocenti. Il film, pertanto, realizza un progetto molto a lungo meditato e studiato, ricostruendo con una certa libertà alcuni accadimenti della prima metà del ‘600, allorché i padri gesuiti portoghesi Sebastião Rodrigues (Andrew Garfield) e Francisco Garupe (Adam Driver) erano partiti alla volta del Giappone, sapendo che il loro compito sarebbe stato difficile e rischioso, per quanto limitato al solo obiettivo di ritrovare il confratello e guida spirituale Cristovão Ferreira (Liam Neeson), di cui da troppo tempo si erano perse le notizie. Era in corso, infatti, una violenta repressione della comunità cristiana giapponese (che aveva il suo centro a Nagasaki), molto numerosa dopo l’opera di evangelizzazione condotta da Francisco Javier nel corso del ‘500. La persecuzione, che era diventata pesante già alla fine del ‘500, divenne sempre più efferata soprattutto dopo il 1641*, quando i cristiani che non intendevano abiurare si erano rifugiati negli angoli più nascosti e selvaggi delle isole giapponesi, dove praticavano i loro riti in una condizione pressoché catacombale. Il film non indaga sulle ragioni di tanta ostilità, perché l’interesse del regista non è né storico, né documentaristico, ma indugia a lungo sulla crisi di coscienza che aveva accompagnato i due giovani preti in missione, dal momento del loro sbarco sulle coste, all’incontro con i cristiani costretti a vivere nella clandestinità, alla loro separazione e alla successiva cattura di Sebastião Rodrigues, nonché al terribile  confronto con il vecchio Samurai (Issei Ogata) incaricato di costringerlo a rinnegare la propria fede dal governo dei feudatari (shogun) che si erano impadroniti del potere. La tortura, praticata senza sconti e con studiata raffinatezza nei confronti della popolazione cristiana che rifiutava di rinnegare le proprie convinzioni religiose, scuoteva nel profondo la coscienza di Rodriguez, costretto a udire per giorni e giorni gli assordanti lamenti degli uomini e delle donne che, non volendo piegarsi,  subivano inenarrabili crudeltà, quando sarebbe bastato un suo semplice gesto (calpestare un’immagine sacra con l’effigie di Cristo) per far cessare il loro dolore e le loro sofferenze.
Il regista scava nei dubbi del gesuita, ci rappresenta il suo interrogarsi circa il senso della propria intransigenza dottrinaria di cui avverte la pesantissima responsabilità, mentre Dio tace, icommensurabilmente lontano e indifferente. Col linguaggio potentissimo delle immagini che ci parlano di un universo bellissimo e privo di ogni presenza divina, quasi leopardianamente vuoto di senso e di finalità, Scorsese racconta una fede piena di incertezze e di esitazioni, che si sottrae a ogni intento propagandistico per confrontarsi con le necessità profonde dell’uomo, con la solidarietà e l’amore che allevia il dolore e il male di vivere. Questo aspetto del film, secondo me, affronta in modo molto problematico questioni sulle quali la cultura europea, non solo religiosa, si è a lungo interrogata: mi è venuta in mente, per esempio La leggenda del Grande Inquisitore (credo proprio che Scorsese, che è uomo di cultura, conosca I fratelli Karamazov), ma per rimanere nell’ambito cinematografico, non si può ignorare che il bellissimo Nazarin di Louis Buñuel affronta (anche se certo con maggiore cattiveria) il tema dell’impraticabilità del messaggio cristiano nella sua integralità, poiché la sua perfezione e la sua purezza sono destinate a soccombere in un mondo in cui gli uomini non sono né puri né perfetti. A questo proposito, mi sembra che la scena di Rodriguez che si riflette nell’acqua , osservando con orrore il trasformarsi del proprio volto, sia una bella citazione del trasformarsi dell’immagine del ritratto di Cristo nel film buñueliano. Il film, perciò, presenta molti aspetti di estremo interesse per chi ama il cinema di Scorsese anche per la complessità culturale che è spesso in grado di esprimere. Da vedere sicuramente.

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*in quell’anno”lo shogun Tokugawa Iemitsu varò un decreto, che successivamente divenne noto come sakoku (“Paese blindato”), con il quale proibì ogni forma di contatto tra la popolazione giapponese e gli stranieri. Da allora i cristiani crearono una simbologia, una ritualità, persino un linguaggio tutto loro, incomprensibile al di fuori delle comunità di appartenenza.”  (Fonte: Wikipedia)

THE WOLF OF WALL STREET

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La mia recensione del film
THE WOLF OF WALL STREET

per la regia di
Martin Scorsese

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/54858/the-wolf-of-wall-street/recensioni/985046/#rfr:film-54858

CAST:
Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Favreau, Jean Dujardin, Cristin Milioti, Jon Bernthal, Ethan Suplee, Shea Whigham, Spike Jonze, Ben Leasure, Michael Jefferson, Chris Riggi, Joanna Lumley, J.C. MacKenzie, Christine Ebersole, Matthew Rauch – 180 min. – USA 2013.