THE ESCAPE

 

 

 

 

 

la mia recensione del film:
THE ESCAPE

per la regia di
Dominic Savage

 

si trova  QUI:

https://www.filmtv.it/film/139175/the-escape/recensioni/927371/#rfr:film-139175

 

CAST:
Gemma Arterton, Dominic Cooper, Frances Barber, Marthe Keller, Montserrat Lombard, Jalil Lespert, Laura Donoughue – 105 min. – Gran Bretagna 2017

 

LA STORIA DELL’AMORE

 

 

 

 

la mia recensione del film
LA STORIA DELL’AMORE

per la regia di 
Radu Mihaileanu

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/78865/la-storia-dell-amore/recensioni/902650/#rfr:film-78865

 

CAST:
Derek Jacobi, Sophie Nélisse, Gemma Arterton, Elliott Gould, Mark Rendall, Torri Higginson, William Ainscough, Alex Ozerov, Jamie Bloch, Lynn Marocola, Nancy Cejari, Marko Caka – 134 min. – Francia, Canada, Romania, USA 2016

Titolo originale:
The History of Love

 

Gemma Bovery

Schermata 2015-01-30 alle 12.42.42recensione del film:
GEMMA BOVERY

Regia:
Anne Fontaine

Principali interpreti:
Fabrice Luchini, Gemma Arterton, Jason Flemyng, Isabelle Candelier, Niels Schneider, Mel Raido, Elsa Zylberstein, Pip Torrens, Kacey Mottet Klein, Edith Scob, Philippe Uchan, Pascale Arbillot, Marie-Bénédicte Roy, Christian Sinniger, Pierre Alloggia, Patrice Le Mehauté, Gaspard Beaucarne, Marianne Viville – 99 min. – Francia 2014.

Ormai stanco della vita parigina, nonché dei finti stracci del suo abbigliamento da bobo (bourgeois-bohemien), Martin Joubert  aveva deciso di dedicarsi per davvero alla vita semplice e schietta, secondo il dettato della natura e non della moda, e si era perciò trasferito in Normandia dove aveva riaperto la panetteria di famiglia abbandonata da molto tempo. Nessun rimpianto per la vita di Parigi: lontano dai veleni dell’aria e delle false amicizie, egli aveva imparato a impastare e panificare in modo eccellente le più varie farine biologiche, mescolandole con arte sopraffina, e, inoltre, nel verde selvaggio di quella regione, aveva potuto dedicarsi placidamente alla lettura e rilettura del suo amatissimo Flaubert, avvantaggiandosi della serenità che gli proveniva da quella vita solitaria, ora che anche la pace dei sensi gli sembrava raggiunta. Erano comparsi, però, a turbare la sua esistenza tranquilla, due coniugi inglesi, che, alla ricerca anch’essi di una vita meno caotica e più naturale, avevano acquistato una casa proprio vicina alla sua, i signori Bovery: un uomo alquanto insignificante lui, Charlie; una giovane donna bella e sensuale lei, Gemma.
Che i loro nomi evocassero quelli di Charles ed Emma Bovary appare a tutti evidente; per un flaubertiano appassionato come Martin, però, quei nomi erano i segnali quasi certi che la storia già scritta ora si stava inverando davanti ai suoi occhi, proprio in quella Normandia nella quale lo scrittore l’aveva concepita: in quello spazio infatti Emma e Charles rivivevano nella coppia di inglesi, che parevano riprodurne quasi il carattere e i comportamenti. Martin seguiva gli sviluppi dei loro rapporti prevedendoli e manifestava un sentimento un po’ geloso e un po’ preoccupato osservando gli amori adulterini di lei, nella convinzione che alla fine, come Emma nel romanzo, anche Gemma avrebbe posto fine alla propria vita avvelenandosi coll’arsenico. Proprio per evitare questa morte annunciata, egli aveva predisposto una strategia, che infine si era rivelata del tutto inutile, se non dannosa, poiché la sorte della donna sarebbe stata decisa soprattutto dall’insipienza grottesca sua e di altri due uomini, tutti e tre, in modo diverso, innamorati di lei.

Questo è un piccolo film assai sofisticato: Anne Fontaine, la regista, si ispira alla Grafic Novel (ora diventata un libro tradotto anche in italiano) dal titolo Gemma Bovery, della fumettista inglese Posy Simmonds, che si era, a sua volta, ispirata al romanzo di Flaubert.
Con molta abilità  la regista ha utilizzato molto bene la recitazione di due attori eccellenti: Fabrice Luchini, non nuovo nel ruolo dell’uomo solitario amante della letteratura che si interroga sul rapporto fra arte e vita (Molière in bicicletta Nella casa) e Gemma Arterton, bellissima e già interprete, in Tamara Drewe,* della donna fascinosa che arriva in un paesetto tranquillo e riesce a turbare la vita dei suoi abitanti. La regista ha inoltre adottato un registro narrativo prevalentemente ironico, di un’ironia molto raffinata e indulgente e ha dato vita a un film che è anche un gioco sottile di citazioni e di rimandi all’opera flaubertiana, di cui spesso proprio Luchini-Martin rovescia con grazia il significato, consegnandoci, infine, un’opera equilibrata, divertente e molto godibile, dall’inizio alla fine.
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*anche Tamara Drewe, girato nel 2009 dal regista Stephen Frears era stato tratto da una Graphic Novel della Simmonds.

le temibili ragazze di un villaggio del Dorset (Tamara Drewe)


Recensione del film:

TAMARA DREWE
Tradimenti all’inglese

Titolo originale:
Tamara Drewe

Regia:

Stephen Frears
Principali interpreti:
Gemma Arterton, Roger Allam, Bill Camp, Dominic Cooper, Luke Evans -111 min. – Gran Bretagna 2010

Una commedia molto ben scritta e ancor meglio realizzata, sulle tracce di un romanzo a fumetti di Posy Simmonds uscito recentemente anche in Italia , liberamente ispirato al romanzo (uscito allora a puntate) di Thomas Hardy: Via dalla pazza folla (1874).

Il film si apre presentandoci la vita apparentemente sonnolenta di un piccolo villaggio del Dorset, nella dolce bellezza della campagna inglese, dove uno scrittore affermato e alquanto spocchioso, ma non eccelso, Nicholas, insieme alla moglie Beth, offre ospitalità ad altri scrittori che vogliano andarsene dalla “pazza folla” per ritrovare, nella pace della natura, un’ ispirazione languente. L’attività della fattoria di Beth e Nicholas offre occasione di lavoro come tuttofare ad Andy, uno dei pochi giovani rimasto nel villaggio, un tempo innamorato di una giovinetta bruttina, Tamara, che aveva lasciato il luogo alla volta di Londra, dove si era affermata come giornalista. Il ritorno di Tamara, del tutto inatteso, imprime una svolta alla vita del villaggio, soprattutto per la metamorfosi della fanciulla, che, essendosi fatta correggere un naso un po’ troppo esuberante, è diventata bellissima, e ora è in grado di scegliere le compagnie maschili che ritiene interessanti. Questo, ovviamente, non può che sconvolgere i rapporti umani nel villaggio che da tempo avevano trovato un certo equilibrio: gli uomini non hanno occhi che per lei, mentre le donne si rodono per la gelosia, in modo particolare due adolescenti, ammiratrici di un muscoloso e tatuato batterista, Ben, che intendono conquistare a qualsiasi costo, e si mettono in concorrenza con Tamara, senza badare ai mezzi, per incoscienza, per curiosità, e per atteggiarsi a donne vissute. Vicende del tutto impreviste si mettono in moto: si anima la piccola comunità del villaggio e si sconvolgono ruoli e inveterate abitudini. Non tutto il film, però, mantiene il tono effervescente della commedia brillante: qualcuno soffre molto per la leggerezza altrui; si sfiora la tragedia: qualcuno muore; emergono, con qualche sorpresa per gli spettatori, amori veri che non si erano in precedenza rivelati. Stephen Frears, ottimo regista, conduce tutta la vicenda con sicurezza ed equilibrio, offrendoci un film bello e interessante, dal primo all’ultimo minuto, oscillando fra humor e affettuosa comprensione, ma non facendo mancare anche, qua e là, stoccate ben dirette contro il chiacchiericcio un po’ ridicolo e inconcludente di scrittori velleitari, o contro l’ipocrisia e l’insensibilità di molti maschi, nei confronti del mondo femminile. Bravissimi tutti gli attori.