L’INFANZIA DI UN CAPO

 

 

 

 

la mia recensione del film
L’INFANZIA DI UN CAPO

per la regia di 
Brady Corbet

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/77534/l-infanzia-di-un-capo/recensioni/896455/#rfr:film-77534

 

 

 

Principali interpreti:
Tom Sweet, Robert Pattinson, Bérénice Bejo, Stacy Martin, Liam Cunningham, Sophie Curtis, Rebecca Dayan, Caroline Boulton, Luca Bercovici, Michael Epp, Roderick Hill, Scott Alexander Young, Jeremy Wheeler, Patrick McCullough, Andrew Osterreicher, Jacques Boudet – 113 min. – Francia 2015.

Titolo originale:
The Childhood of a Leader

 

DOPO L’AMORE

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la mia recensione del film
DOPO L’AMORE

per la regia di
Joachim Lafosse

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/84475/dopo-l-amore/recensioni/881513/#rfr:film-84475

 

 

 

Principali interpreti:
Bérénice Bejo, Cédric Kahn, Marthe Keller, Jade Soentjens, Margaux Soentjens – 100 min. – Francia, Belgio 2016

Titolo originale:
L’économie du couple

 

FAI BEI SOGNI

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la mia recensione del film
FAI BEI SOGNI

per la regia di
Marco Bellocchio

 

si trova QUI:

 

https://www.filmtv.it/film/78840/fai-bei-sogni/recensioni/875752/#rfr:film-78840

 

CAST:
Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Nicolò Cabras, Dario Dal Pero, Barbara Ronchi, Fabrizio Gifuni, Linda Messerklinger, Miriam Leone – 134 min. – Italia, Francia 2016
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IL PASSATO

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la mia recensione – aggiornata al 24 aprile 2021 -del film
IL PASSATO

per la regia di
Asghar Farhadi

si trova QUI:

https://www.filmtv.it/film/57071/il-passato/recensioni/991372/#rfr:firme

CAST:
Bérénice Bejo, Tahr Rahim, Ali Mossaffa, Pauline Burlet, Elyes Aguis, Jeanne Jestin, Sabrina Ouazani, Babak Karimi, Valeria Cavalli – 130 minuti – Francia-Italia 2013

Titolo originale:
Le Passé

 

TUTTI PAZZI PER ROSE

Schermata 06-2456448 alle 06.41.10la mia recensione del film
TUTTI PAZZI PER ROSE

Titolo originale:
Populaire

per la regia di
Régis Roinsard

 

 

 

 

si trova QUI:

 

https://www.filmtv.it/film/50857/tutti-pazzi-per-rose/recensioni/976242/#rfr:user-71012

 

CAST:
Romain Duris, Déborah François, Bérénice Bejo, Mélanie Bernier, Nicolas Bedos – 111 min. – Francia 2012.

Titolo originale:
Populaire

 

“inattualità” dell’artista (The artist)

recensione del film:
THE ARTIST

Regia:
Michel Hazanavicius

Principali interpreti:
Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller- 100 min. – Francia 2011.

Se un attore del cinema muto avesse desiderato dire qualcosa, lo si sarebbe dovuto considerare un matto e perciò sottoporre a un crudele elettrochoc. Nel 1927, anno che viene indicato come quello in cui il racconto ha inizio, viene in tal modo trattato il temerario attore che vorrebbe parlare: il cinema era ancora muto, ma comunicava benissimo; gli interpreti erano molto bravi e dotati di grande professionalità; essi conoscevano il modo per parlare col corpo, oltre che cogli occhi; si esprimevano con la gestualità, in cui erano diventati maestri, con la danza, con la mimica facciale ed erano così noti, per questo, da essere riconosciuti e ammirati anche quando camminavano per strada. Così era anche per gli animali che recitavano con loro: il cagnolino del famoso George Valentin, il protagonista di questo bellissimo film (un grandissimo Jean Dujardin), era talmente espressivo che davvero … gli mancava la parola, come a George; ma sarebbe davvero servita?
Nessuno aveva ancora considerato che la perfezione e la raffinatezza raggiunta dal cinema muto avrebbe dovuto fare presto i conti con due fattori imprevisti da molti degli addetti: il perfezionarsi della tecnologia e il mercato. L’introduzione del sonoro era, ormai, questione di poco tempo: già a partire dal 1929 si cominciò a costruire il film, cercando di accompagnarlo con la musica, e, dopo un po’ si sincronizzarono azioni e rumori; fra non molto si sarebbe trovato il modo di far parlare con la loro voce anche gli attori. George Valentin non crede che la cosa possa riguardare in alcun modo professionisti della sua esperienza e della sua popolarità: egli pensa che nel mercato del cinema ci sia posto per tutti: per chi vuole affrontare le novità senza badare troppo alla qualità della recitazione (così farà Peppy Miller, la giovane e briosa aspirante attrice che George lancerà e che successivamente occuperà un grande posto nel suo cuore), così come per chi preferisce continuare a rivolgersi a quel pubblico raffinato ed esigente che apprezza l’arte straordinaria degli attori che si esprimono con colta ricercatezza. Le cose non andarono così: anche gli ammiratori più fedeli erano curiosi estimatori della tecnologia, cosicché presto gli spettacoli sonori spiazzarono quelli muti, facendo finire nel dimenticatoio anche i grandi interpreti che non volevano adattarsi, come il grande George Valentin, cui la crisi del ’29 darà il colpo di grazia. Tutta questa vicenda è raccontata con intelligenza e cultura dal regista parigino Michel Hazanavicius, che insieme ai due splendidi protagonisti, Jean Dujardin e Bérénice Bejo, dà vita non a un film sul cinema muto, ma a un film muto e per di più in bianco e nero, quanto di più inattuale si possa immaginare in un’epoca così tecnologica come la nostra, in cui molti sembrano apprezzare soprattutto gli effetti speciali, il 3D, quasi fosse, ancora una volta, “la meraviglia” il fine della creazione artistica. Quest’opera è quasi una meditazione sul cinema, e più in generale sull’arte, che è nemica della moda, per sua natura effimera, ma è invece passione e lavoro, creazione che per durare nel tempo è sempre “inattuale”, in quanto destinata a scontrarsi con i luoghi comuni in ogni tempo e in ogni epoca. Film di grandissimo impatto emotivo, che, per quanto muto, parla a tutti noi come pochi altri, molto consigliabile a coloro che amano il cinema vero, i bravi attori e i registi intelligenti e sensibili.