Marinella Fiume – Sicilia esoterica


Schermata 01-2456672 alle 08.01.15MARINELLA FIUME

SICILIA ESOTERICA

NEWTON COMPTON EDITORE

Pagg.352

Prezzo: € 9

L’amico Bartolomeo De Zio mi segnala la propria recensione di questa inchiesta antropologica di Marinella Fiume:

Marinella Fiume racconta la sua Sicilia, quella dei miti, delle leggende, delle orazioni. Storie incredibili. Un vero viaggio nel tempo per arguta scelta di argomenti recenti e passati. Una Sicilia passata attraverso numerose dominazioni come i saraceni, normanni, spagnoli, austriaci ma prima ancora i fenici, i greci e i bizantini. Una Sicilia che deve il nome alla particolare conformazione, Trinacria o Triscele, cioè isola a tre punte, situata nel punto più strategico del mar Mediterraneo.
Prendendo spunto dalla storiografia che, di recente, ha allargato i suoi orizzonti a nuovi modi di pensare, per lungo tempo emarginati, ha riconsiderato l’esoterismo non più come una controcultura rivolta a contrastare la modernità ma l’erede di una lunga e ricca tradizione. In quest’ottica si colloca il lavoro di Marinella.Nel libro non mancano riferimenti alle terre alte. Terre che in Sicilia rappresentano le costole finali dell’appenino italico. L’Etna è presente con il suo “catasto magico: i diavoli del “Gebel” dove si cita Virgilio quando narra, nelle “Georgiche”, delle officine dei ciclopi che si prodigano operosi a far saette. Oppure Ovidio che nelle “Metamorfosi” racconta di Tifeo che esala dalla bocca il fuoco e empie di pomici e fumo il cielo e tutte le campagne. Ma si racconta anche di Santo Calì di Linguaglossa che, più di altri, raccolse ai piedi del vulcano la tradizione orale e la memoria letteraria sia colta che popolare.
Il male, rappresentato dal diavolo, in Sicilia è un vero e proprio tabù. Infatti, per non evocarne la presenza si ricorre ad eufemismi come Chiddu cu li corna, L’ancilu niuru (Quello con le corna, L’angelo nero). Molte, anche le orazioni per esorcizzarlo:
A lu pizzu di la livedda/c’è u nimicu tintaturi/quant’è laria la su fiùra/fa scantari ogni criatura!/E tu chi ci dirai?/Ca cu mia non c’è chi ffari/ca lu jornu di Santa Cruci/dissi milli voti Gèsu.
All’estremità della livella/c’è il nemico tentatore/quanto è brutta la sua figura/fa spaventare ogni creatura!/E tu che gli dirai?/Che con me non c’è che fare/ché il giorno di Santa Croce/ dissi mille volte Gesù.
L’argimusco, invece, è un progetto di un team di esperti in più discipline guidati dall’astrofisico Andrea Orlando, dell’ Università di Catania, con duplice missione. La prima è la creazione dettagliata di una mappa del sito megalitico “Le rocche dell’argimusco” situato nei pressi del borgo di Moltalbano Elicona e il bosco di Malabotta, ai confini tra i monti Peloritani e Nebrodi, luogo di riti ancestrali ed osservatorio astronomico naturale, denominato da molti la “Stonehenge siciliana”. La seconda è lo studio archeoastrologico dell’area dove insistono i principali megaliti e dove si ricercano i punti chiave di osservazione di solstizi ed equinozi dell’uomo antico.
Un luogo affascinante e misterioso descritto con superba maestria da Marinella così come tutti gli altri racconti e aneddoti contenuti in questa originale pubblicazione.

Bartolomeo De Zio
della redazione di Segnavia 54, rivista on line sulla montagna e sui suoi problemi.

L’invito è naturalmente a leggere il libro, disponibile anche in versione ebook. Sono graditi i vostri commenti.

Torino, 14 gennaio 2014.

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