Le donne di Giulia Basile


Guardate come è elegante la copertina di questo libro di racconti:

GIULIA BASILE

TREDICI STORIE PER TREDICI DONNE

STILO editrice

pagg. 127

Prezzo € 10

La scrittrice Giulia Basile, che mi ha inviato questi tredici racconti, storie di donne del Sud italiano, è, a sua volta, essa stessa donna del Sud.
Per la verità, anzi, Giulia è stata sindaco di Noci, cittadina della Puglia, ma ha svolto questa attività senza troppe ambizioni personali, perché la sua vera vocazione è sempre stata la scrittura, alla quale si è dedicata per molti anni, affiancandola all’insegnamento. Di questa “lunga fedeltà” sono testimonianza sia alcune raccolte di poesia (Nel buio di dentro, Gatta Danzante, La collina dell’infedeltà), sia un’opera autobiografica: L’Hospite, pubblicata nel 2009 presso l’editrice Tholos, dopo aver superato una grave malattia: la scrittura, è, dunque, quasi una terapia “efficace per sé e per gli altri”, secondo Giulia. Questo piccolo libro di storie femminili, che presenta in copertina un particolare del celebre dipinto di Klimt, Le tre età della donna è, invece, una breve antologia di racconti, che narrano le donne in momenti diversi della nostra storia post-unitaria. Il passare dei tempo è percepibile dal mutamento dei costumi e delle abitudini, ma non corrisponde a un miglioramento significativo della condizione femminile: dal primo all’ultimo racconto le donne vivono in solitudine i loro problemi: così era per la povera Peppinella, ignorata in famiglia e amata poco persino dal cane, che la vede come rivale nella divisione del cibo; così è oggi per nonna Lucrezia, condannata a morire nel gelo dell’ospedale, lontana dal marito e dai figli che la accudiscono nelle loro case a turno, pacchetto postale in attesa della destinazione finale. Dei cambiamenti epocali, che in molti luoghi della terra hanno davvero mutato la vita delle donne nella società e in famiglia, qui si sentono soprattutto echi lontani, che non mettono neppure in discussione l’idea che essere donna significhi appartenere a qualcuno, servire qualcuno, curare qualcuno, essere oggetto di piacere per qualcuno. La diversità delle vicende individuali non esclude una comune aspirazione: il desiderio di morte e di annullamento di sé, unica possibilità di pace e di cessazione delle sofferenze. Emerge da queste storie un quadro di violenza e sopraffazione impressionante e veritiero, descritto con forte ed empatica partecipazione, grazie una prosa pudica, mai retorica, nella quale le emozioni affiorano con asciutta compostezza. La scrittrice adegua inoltre in modo raffinato lo strumento linguistico ai diversi ambienti che descrive, colorendolo delle tinte scure e cupe della tragedia individuale, anche là dove l’ambiente è in apparenza azzurro e sereno, come accade nella storia di Carla. Le mie parole sono perciò di sincera ammirazione per questo lavoro, e spero incoraggino alla lettura delle pagine di Giulia Basile, sulle quali sarei lieta che si aprisse anche su questo blog una discussione.

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