Abbassa la tua radio


GIANNA MONTANARI BEVILACQUA

ABBASSA LA TUA RADIO PER FAVORE
storia di Michele Montanari, divo degli anni ’40

RAI ERI editore
Pagg. 150
prezzo €9

nonché qualche altro commento.

Il 14 maggio 2012, l’amica di sempre, Gianna Montanari Bevilacqua ha presentato al Salone del libro, che sta per chiudere, il suo volume
Abbassa la tua radio per favore,
opera biografica che Gianna ha voluto dedicare al ricordo di Michele Montanari, suo padre, cantante famoso della radio degli anni ’40. La RAI, che allora si chiamava EIAR, lo aveva assunto dopo regolare concorso per voci nuove, indetto nel 1938.
Cominciò in quel momento l’avventura che portò un giovane pugliese, pittore talentuoso, ma affermato allora soprattutto a livello locale, ai microfoni della Radio, dove presto divenne una delle voci più note e popolari.

Gianna fra Bruno Quaranta e Francesco Devescovi, che la sta presentando.

L’autrice è stata presentata da Francesco Devescovi, direttore generale di RAI-ERI, che ha detto come nell’opera (di cui ha voluto sottolineare, in primo luogo, la bellezza della scrittura), sia apprezzabile non solo il ricordo affettuoso e personale di una figlia, ma la ricostruzione storica di un’epoca certamente fra le più interessanti e significative del nostro passato, quando un mezzo di comunicazione di massa, la radio, aveva cominciato a diffondersi anche in Italia, creando per la prima volta un pubblico di ascoltatori e soprattutto di ascoltatrici-ammiratrici, che costituirono le avanguardie del fenomeno divistico, che, in tal modo, cominciò a diffondersi da noi. Nel libro vengono trattati anche nodi spinosi, quali quelli legati all’uso che il fascismo fece della radio e anche dei suoi cantanti, come strumento di propaganda bellicista, uso che fu tra le ragioni per le quali la voce di Michele Montanari si sentì progressivamente sempre meno, anche se a lui si deve l’ingresso alla Rai di un successo internazionale, Symphony, che divenne in Italiano Sinfonia d’amor, che egli incise ne ’46 con l’orchestra Mojetta. La rallentata attività come cantante lo indusse a riprendere la pittura, a organizzare importanti mostre della sua produzione, quasi sempre affiancate da concerti o spettacoli musicali, in modo che le sue grandi passioni procedessero di pari passo, mentre il suo repertorio, di cantante confidenziale degli anni ’40, si arricchiva di nuova musica, anche di provenienza americana.

Fra il pubblico, la cantante Lidia Martorana, che è intervenuta per rendere omaggio al suo caro collega.

Un’intervista del giornalista della Stampa Bruno Quaranta ha concluso l’interessante presentazione.
Il pubblico che assisteva alla presentazione.   

                       

Proseguono nel 2013 le presentazioni di questo libro:

mercoledì 16 gennaio 2013, a Torino, è stata organizzata, presso il Centro d’incontro di Corso Belgio, una serata per la presentazione di questo libro. La cronaca della vivace manifestazione è QUI 

locandina def. 19 febbraioMARTEDI’ 19 FEBBRAIO 2013  Ore 17, 

Presso il MUSEO DELLA RADIO E DELLA TELEVISIONE RAI

VIA VERDI – 16 –  TORINO

organizzato dalla

FONDAZIONE VERA NOCENTINI E DAL PIEMONTE ARTISTICO CULTURALE

il volume di Gianna Montanari

sarà presentato da

MARCELLA FILIPPA Storica 

e da

ANGELO MISTRANGELO Giornalista

17 pensieri su “Abbassa la tua radio

  1. Grazie, Lilli, per la presentazione del libro. Se, come ho spiegato stamattina, una delle ragioni per cui il mio progetto di scrivere la storia di mio padre è andato avanti è stata l’aver trovato, proprio in casa dei miei, tanta documentazione che non conoscevo, un vero archivio di fotografie, lettere, articoli di giornale e documenti vari, un altro stimolo mi è venuto dai tanti amici che, in misura più o meno intensa, mi hanno incoraggiata a scrivere col loro interessamento.
    Così mi farà piacere ricevere le vostre osservazioni, le vostre domande e le vostre critiche.
    Gianna

    Mi piace

  2. Ho finito adesso di leggere Abbassa la tua radio per favore. L’ho letto tutto d’un fiato e ho particolarmente apprezzato come Gianna ha saputo trattare una relazione famigliare, il suo rapporto con il padre. E’ una materia difficile da maneggiare, ho letto altri libri in cui o la presa di distanza era abissale o c’era troppo coinvolgimento, con conseguente eccessiva parzialità. In questo libro ci sono equilibrio e delicatezza, affetto e tollerante comprensione, ricordo e memoria storica. Brava!

    Mi piace

  3. Ho letto il libro in poco piu’ di un’ora, ma non distrattamente, tenuto per mano e condotto alla scoperta della vita di un uomo, della sua carriera, e delle vicende storiche che questa vita e questa carriera hanno condizionato, dalla narrazione sapiente di Gianna Montanari, osservatrice attenta, acuta, ed amorosa.

    Mi piace

  4. Pubblico molto volentieri il commento di Paola Montanari, che ho ricevuto via e.mail, non riuscendo Paola a inserire lei stessa, per difficoltà che non mi so spiegare, questo scritto.

    Anche a me è piaciuto tanto questo libro e non solo perchè Michele Montanari è anche padre mio. Trovo sia molto difficile scrivere qualcosa sulle persone che ci sono più care mantenendo un certo equilibrio come invece è riuscita a fare Gianna. Ho letto da poco il libro di una conduttrice televisiva su sua madre e mi è sembrato un lavoro perfettamente inutile (anche se forse sarà servito a lei per elaborare il dolore per la sua morte) Tutto ciò che si ricava è che questa donna ha avuto un rapporto non sereno e non risolto con sua madre, ma perchè affliggere il lettore con un pasticcio mal riuscito? Tanto valeva scrivere un diario per conto suo e sarebbe andato benissimo per ottenere lo scopo di fare chiarezza nel groviglio dei suoi sentimenti. Un altro motivo per cui ho davvero ammirato mia sorella è che indagare sulla vita di nostro padre non sarà stato per nulla facile perchè era una persona molto riservata e per nulla incline alle confidenze. Ammetto che io non mi sarei mai imbarcata in una simile impresa, sia per mio carattere che per mancanza di curiosità (ho sempre accettato le zone d’ombra nella vita dei miei senza far loro domande). E così da me non sarebbe mai sortita questa ricostruzione di un’epoca e di un percorso di vita. Ma in particolare per me è stata una gioia che finalmente Marco, il nostro amato fratello sia apparso, per così dire, sulla scena, anzi addirittura in un libro! Dopo una vita all’insegna della discrezione era giusto che si sapesse dell’esistenza di questo figlio e che noi quattro abbiamo lo stesso padre: a questo proposito mi è piaciuta molto l’espressione di Gianna – bambini invecchiati- che, a mio parere, ben ci descrive. Un ‘ulteriore fonte di soddisfazione è stata che alla domanda di un nostro zio,anziano ma ben provvisto dello spirito irridente tipico della famiglia di nostra madre (la quale peraltro aveva grandi doti di pazienza e bontà) su quanto Gianna avesse pagato per farsi pubblicare il libro, lei, in tutta sincerità abbia potuto rispondere: -Neanche una lira! – (o meglio un euro). Buon viaggio ABBASSA LA TUA RADIO PER FAVORE , ti auguro di essere conosciuto da tanti.

    Paola Montanari

    Mi piace

  5. Ho finito di leggere il libro di Gianna Montanari Bevilacqua su suo padre, cantante di musica leggera degli anni 30 e 40, prima all’EIAR e poi alla RAI.
    Si intitola “Abbassa la tua radio , per favore!” ed è pubblicato dalla edizioni RAI.
    Non è una biografia del padre Michele Montanari, ma la storia della sua passione per il canto, grazie alla sua “voce di velluto”.
    E’ condotta come ricerca documentaria sulla sua vita giovanile ed adulta. Diventa poi la ricostruzione della storia della famiglia e dell’ambiente familiare. Il racconto si sviluppa in modo oggettivo e un po’ freddo come ricerca di documentazione familiare, diventa poi intenso e coinvolgente pur nella sobrietà dei sentimenti. Si sofferma molto sulla carriera del padre come cantante alla Radio, sulle difficoltà di continuare tale attività artistica dopo la Liberazione, sulla rete di amicizie e di ammiratori/trici che Michele è riuscito a conquistare.
    La figlia Gianna parla anche dell’altra attività artistica del padre, la pittura, ma ne parla in misura inferiore, come se fosse una passione di riserva. Sarebbe stato interessante conoscere motivi e caratteristiche del Montanari pittore, non solo dovute all’amore per i paesaggi e per le “vedute” torinesi.
    Sono raccontati alcuni quadri ma in fondo pochi. Se fosse stata possibile la riproduzione a colori dei quadri, e magari di qualcuno in più, sarebbe stata più ricca e completa la conoscenza del Montanari pittore e artista.
    Il tono generale del racconto e della “carriera” e delle passioni del padre, semplice, oggettivo e quasi dimesso, lo rende molto autentico e convincente.
    Brava Gianna!
    Renato Bresciani
    Torino, 31 agosto 2012

    Mi piace

  6. Ringrazio Renato e tutti gli amici che hanno lasciato il loro commento sul mio libro: le loro osservazioni sono stimoli a sviluppare ancora il discorso e la ricerca, non dico con un nuovo libro!, ma con delle integrazioni su temi come quello della pittura. E’ vero che parlo poco di mio padre pittore, ma questo risponde a quanto lui stesso affermava quando diceva che per lui il canto è sempre stato la passione preponderante; considerava la pittura una cara compagnia, che però non gli aveva dato le soddisfazioni ricevute come cantante. Per lui l’incontro col pubblico era entusiasmante; io stessa, le poche volte che ho conosciuto dei suoi “fans”, ho sentito l’ammirazione per lui vibrare nei loro occhi e nelle loro parole.
    Però è anche vero che l’eredità pittorica è più duratura di quella canora (dischi e cd col tempo si logorano), e i suoi quadri parlano di lui; mi rendo conto che esprimono una grande serenità e vitalità; inoltre i vostri commenti positivi sulla sua pittura e il desiderio di saperne di più serviranno di stimolo a farlo conoscere, magari attraverso una mostra prossimamente.
    Grazie, arrivederci.
    Gianna Montanari

    Mi piace

  7. Pubblico con grande piacere la lettera indirizzata a Gianna dall’amica Paola Pitossi, amica e collega dei nostri anni migliori.

    Cara Gianna,

    ieri Ivetta mi ha portato in omaggio il tuo ultimo libro. Mi ci sono buttata famelicamente e l’ho già letto tutto. E’ bellissimo, interessante, a tratti divertente, ma soprattutto commovente. Alla fine mi sono fatta anche un pianto, cosa che non mi succede tanto facilmente da un po’ di anni in qua. Sei stata brava e penso che questo lavoro ti abbia permesso di superare del tutto quell’imbarazzo che forse hai provato per lunghi anni quando dovevi spiegare quale fosse l’attività di tuo padre. Vuoi mettere avere un genitore che cantava con “voce di velluto” Silenzioso slow? Anche Giorgio Meroni ed io, quando avevamo alzato un po’ il gomito, la cantavamo……ma non con voce di velluto.
    Anche mio padre cantava “Vincere” per fare imbestialire me e mia sorella e ci aggiungeva pure “Faccetta nera”. Era nato nel 1908 come il tuo e le sue posizioni politiche erano simili a quelle del tuo. Credo comunque che tuo padre sia stato emarginato non tanto perché interprete di canzoni patriottiche quanto per un radicale cambiamento dei gusti musicali alla fine degli anni ’40. Mi ricordo bene quali brani preferivamo ascoltare alla radio. Meglio Natalino Otto di Claudio Villa per intenderci.
    Comunque,cara ragazza, tanti complimenti. Sei stata brava
    Saluta anche il tuo simpatico consorte. Ciao
    Paola

    Mi piace

  8. Ho finito di leggere adesso il libro che porta un titolo davvero suggestivo. “Abbassa la tua radio per favor” è una melanconica melodia che mi ha risvegliato una serie di ricordi: forse , più che ricordi, atmosfere di un periodo della nostra vita amaro e povero, ma che si stava aprendo al futuro. Quando acquistammo la radio eravamo già nei primi anni ’50 durante i quali ascoltare la rete rossa o la rete azzurra ti proeittava fuori dalla routine quotidiana misurata dalle ristrettezze economiche. Non ero particolarmente appassionata della musica leggera, ma la costante trasmissione delle musiche dell’Orchestra di Cinico Angelini, di Semprini e dei cantanti te ne imponevano quasi l’ascolto e la memorizzazione. Le imparavo tutte le canzoni e criticavo i cantanti, che sono rimasti impressi nella mia memoria eccetto il nome di Michele Montanari, che però apprezzavo e ho continuato ad apprezzare attraverso le sue canzoni. Ora, il libro di Gianna Montanari Bevilacqua lo ha riportato alla memoria, attraverso la ricostruzione sommessa e delicata della sua vita di cantante e di pittore. Mi è piaciuta questa narrazione, così sobria e lineare, della vita di un uomo appassionato al canto, forse troppo presto dimenticato.

    Mi piace

  9. Buongiorno sig.ra Lilli,
    sono Enrica Radaelli, amica di Gianna Montanari Bevilacqua dalle elementari.
    Proprio per questo leggendo “Abbassa la tua radio per favore” ho rivissuto quei pomeriggi trascorsi nella “casa sul fiume”; ho rivisto la tavolozza, i colori, i pennelli e i quadri che prendevano vita; sentito il canto continuo del papà. Per noi amiche era il papà di Gianna e basta, anche vicini e conoscenti avevano molta simpatia e stima per quel signore sempre corretto, sorridente, quasi ritroso con cui nessuno parlava di passato politico, perchè gli anni erano “quelli” e bisogna averli vissuti per giudicarli.
    Anche la definizione “DIVO” è consona al quel periodo, negli anni 50 la parola aveva una valenza diversa da come la si intende oggi. Ho apprezzato molto il modo in cui è descritta e vivacizzata la vita quotidiana dell’inizio del secolo scorso, sembra di vivere quell’atmosfera e di sentire la voce di chi racconta. Michele Montanari è cresciuto senza genitori, ma con la zia e soprattutto con il nonno, uomo molto moderno per il momento storico.
    Le difficoltà degli inizi dei nuovi lavori (sarto, poeta, pittore e cantante) e i primi successi sono narrati con garbo, come anche il periodo bellico.
    Appare sotto tono la vita matrimoniale e poco sottolineato l’impatto con Torino faticoso per tutti, sia per gli sposi che per Gianna.
    Nel racconto della vita attiva di cantante e pittore c’è un perfetto equilibrio tra amore filiale (accuratamente celato), cronaca e ricerca storica. Traspare anche rispetto verso amici e collaboratori, per alcuni di questi emergono ricordi quasi malinconici.
    Con mano leggera, ma affettuosa, è raccontato il periodo della senilità allietato da qualche spettacolo stancante e soprattutto dalle figlie e nipotini.
    L’ultima pagina, inaspettata, testimonia un grande amore scevro da giudizi perbenisti verso Michele Montanari e la generosa nobiltà e accoglienza di persone eccellenti per un uomo che si è manifestato dopo una vita di silenzio sofferto, solo quando sperava di essere accettato senza ferire.

    Mi piace

  10. Sono riuscita a mandare un commento! Allora provo a raccontare com’è andata sabato scorso quando Gianna Montanari ha presentato il suo libro a Noci. Veramente chi l’ha presentato è stato Vittorino Curci che ha fatto una bellissima,originale introduzione. Dopo di lui Gianna ha parlato a sua volta e ha risposto alle domande del numeroso pubblico. Apro una parentesi: anche l’incontro nella libreria Coop di p.Castello a Torino, tenuto qualche tempo fa e condotto da Laulilla, era stato davvero interessante e aveva toccato aspetti del libro che altri non hanno preso in considerazione. Volevo scriverlo ma non ero riuscita a inviare il commento! Tornando a Noci (io accompagnavo Gianna) devo dire che siamo state accolte dal solito caloroso e sincero affetto. L’incontro si è svolto in una grande e bella sala del chiostro S.Domenico; negare che sia stato un piccolo trionfo vorrebbe dire sminuire l’impegno degli organizzatori, la partecipazione sentita del pubblico e anche la vivacità intellettuale che caratterizza questo bel paese. Grazie anche a parenti e amici, a tutti i nocesi e a presto! Approfitto di questo spazio per ringraziare Rosamaria Vanadia, anche lei proveniente da una famiglia di artisti(uno zio grande pittore) per il suo commento e per suggerirle, giacchè scrive così bene, di mettersi all’opera e regalarci qualche suo lavoro…
    Paola Montanari

    Mi piace

  11. Paola ha già dato ampi ragguagli sulle per noi splendide giornate a Noci. Aggiungo anch’io un grazie particolare a Enrica, che col suo commento così limpido mi ha commossa e mi ha fatto tornare ai giorni lontanissimi in cui, bambine, tornavamo tardi a casa da scuola perché non finivamo mai di chiacchierare lungo il tragitto. A vicenda ci accompagnavamo da casa dell’una a quella dell’altra…
    Chi volesse leggere la bella e interessante presentazione di Vittorino Curci, tenuta a Noci il 3 novembre 2012, può leggere QUI

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...