Un premio per me!


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Ai primi di settembre la Camera di commercio di Milano, unitamente all’Associazione Marco Bellocchio mi invitavano a partecipare al concorso “Il coraggio in corto”, con un breve racconto (1500 battute) dal quale fosse possibile realizzare un cortometraggio di 5 minuti.

Il tema obbligatorio: Il coraggio imprenditoriale. Obbligatorio anche ambientare a Milano il raccontino. La giuria:

Giuliano Montaldo Regista;

Alberto Pezzotta Critico cinematografico;

Luca Mosso Critico cinematografico;

Lorenzo Gangarossa Produttore;

Piergiorgio Bellocchio Attore, nato a Roma nel 1974;

Gianmarco Tognazzi Attore;

Dario Viganò Presidente della Sezione Industrie Tecniche di ANICA.

Piccolo particolare: età massima 35 anni, ahimé!!!

Mi sono sentita stravecchia; ho scritto ringraziando, ma avvisando che mi trovavo da molti anni fuori tempo massimo: inaspettatamente mi hanno risposto. Certo, ero fuori dal concorso, ma avrei potuto ugualmente partecipare, perché i racconti ritenuti più interessanti sarebbero stati pubblicati.
Morale: il mio modesto raccontino è piaciuto e pertanto è pubblicato. Nella mia immensa  vanità, ho pensato di farvelo conoscere con tanto di titolo pavesiano (sempre modestamente…):

Feria d’agosto
Se conosci Milano, conosci l’afa: non il caldo, ma l’apnea che ti soffoca, quella che ti fa scappare dove capita purché si respiri, e pazienza se c’è la crisi, o se gli alberghi al mare o in montagna costano tanto. Alla mia età, però, nessuno mi accompagna. Non ho più mio marito; i figli sono in giro per i fatti loro e anche la badante è in vacanza. Me ne sto qui a casa da sola perché, se esci, qualcuno ti scippa o ti aggredisce: matti e ladri, unici rimasti, sembrano sguazzare nell’afa di questa città. In frigo ho tutti i miei cibi, crudi, cotti o precotti; ma vorrei il Corriere, la Settimana enigmistica e, magari, scambiare parola: esco!
Milano è da paura: non un negozio, non un’auto, non un vigile e neanche l’edicola. C’è Ada, la parrucchiera, però: sta pettinando una donna, sola come me. Ci sono anche due poliziotti. E’ successo qualcosa? No, stanno dicendo che ha avuto coraggio Ada a tenere il negozio aperto, così minuta e timida, da sola, mentre fuori i brutti ceffi abbondano, eccome. No, non ha paura, pensa che, con la testa pulita e ordinata, le poche rimaste a soffrire, staranno meglio: ha il coraggio di essere normale, come la sua collega che, in Algeria, quando gli integralisti tagliavano la testa a tanta gente, ha mostrato di non aver paura, aprendo la sua bottega tutti i giorni ( l’ han detto in TV). Il coraggio della normalità, ecco il vero coraggio! I poliziotti, in ogni caso, staranno ancora un po’ lì, in strada, a controllare.

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E guai se mi dite che non sono brava! 😀

Torino, 26 ottobre 2012

14 pensieri su “Un premio per me!

  1. Grazie molte del tuo like. Ho cercato un angolo nascosto del blog per parlare di questo piccolo premio, per non sembrare troppo vanitosa, ma la morale è che nessuno trova e legge il mio raccontino. Davvero grazie!

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    • Io l’ho trovato. E se lo leggi come un soggetto, è proprio un bel soggetto.
      Secondo me potrebbe essere usato anche per un film. Non solo per un corto.
      Approfondendo la figura della protagonista, per esempio. Frugando nei ricordi della sua infanzia e della sua gioventù si approfitterebbe per parlare di una Milano tanto cambiata, dai taxi neri e verdi a quelli gialli e infine ai “white cab” (chiamiamoli così…) di adesso. E attraverso episodi vissuti a Milano, parlare di questo paese, di quello che eravamo e siamo diventati.
      Il tutto magari evitando l’ ossatura matematica su cui si scrive una sceneggiatura. Cercando di fare un po’ di poesia. Chissà. Ritrovare la stessa pianta di rosa che resiste in un angolo di terra impossibile. Come la protagonista……….
      No no. Non vado oltre. Non c’è tempo……….

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      • Grazie Adimer, che hai scovato il raccontino e che lo hai apprezzato. Il racconto è nato per caso, quando ormai ero decisa a non scriverlo, sia per lo scarso interesse che un simile tema ha per me, che sono e rimango una letterata con pochissima, per non dire nessuna, esperienza di imprenditoria, sia perché conosco davvero poco Milano. L’ispirazione mi è venuta dalla mia giornalaia, che, invece, aveva tenuto aperta l’edicola e che, al mio ritorno dalle vacanze, mi ha raccontato esattamente quello che ho scritto e che ho attribuito alla parrucchiera, sembrandomi che la sua attività potesse essere considerata più imprenditoriale. Avevo però anche il ricordo della parrucchiera algerina, perché avevo letto quella notizia e mi era rimasta molto impressa. Tutto il resto è pura invenzione. L’io narrante non sono io e non mi rassomiglia affatto. Il problema, come sempre per i narratori, è il punto di vista che va rispettato, nel senso che le scelte linguistiche devono essere adeguate al personaggio che parla, il che non è affatto facile. Si potrebbe fare di più, forse, anche un racconto lungo? Un film? Non conosco davvero chi potrebbe costruirlo, perché la mia passione per il cinema è tutta mentale e culturale: non ho mai neppure lontanamente preso in considerazione l’idea di farne un’attività!
        Può darsi che da un soggetto più elaborato possa nascere anche una poetica rosa che imperterrita resiste alle colate di cemento e ai gas delle auto, ma, come ho detto, conosco troppo poco Milano per pensare di ambientarvi la storia dell’anziana signora, in tempi passati. Vedremo… Intanto molte grazie.

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    • Cara Luce,
      Ti ringrazio davvero molto per questo premio immeritatissimo. Ti prego di non avertela a male se non lo ritirerò, così come non ho ritirato, nel corso del tempo, altri premi di questo tipo (almeno tre). Ti spiego velocemente perché:
      1) perché mi mette in estremo imbarazzo parlare di me 😦 , rispondendo alle numerose domande;
      2) perché mi mette in imbarazzo anche dover scegliere a mia volta undici blog che lo meritano, quando sono certamente molti di più;
      3) perché non so dove sistemarne l’icona in questo blog: vorrei, infatti, mantenere graficamente pulito, senza icone di medaglie e onorificenze, lo spazio dei post.
      4) perché non avrai difficoltà a trovare qualcuno al mio posto che ci terrebbe ad averlo 😉 .
      5) perché non mi parrebbe carino nei confronti degli amici blogger che avrebbero voluto premiarmi e ai quali avevo detto le cose che ora dico a te.
      Hai tutta la mia gratitudine 🙂 !

      L.

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      • Ti ringrazio per essere stata così sincera, lo apprezzo moltissimo 🙂 Il tuo link però voglio che rimanga sul mio blog, perché mi piacerebbe proprio che altri blogger ti trovassero 🙂 Capisco anche perfettamente ciò che mi dici circa l’estetica del blog!
        P.S: credimi, ho fatto una fatica infelice a trovare 11 blog, perché ne avrei scritti qualcosa come 20!

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  2. L’ho trovato anch’io, anche se in ritardo. Non voglio fare il critico, ma è uno spaccato di una città che non viene mai raccontata così, certe cose, però, succedono anche a Milano. Una cosa non riesco a capire, come si può fare un corto da un racconto così corto? Il regista dovrà aggiungere qualche dialogo o qualcosa, ma non fa niente.
    Vorrei farti una domanda sul tuo blog che conosco da poco: tu recensisci i film in base all’uscita nelle sale o in base a come ti capita di vederli?
    Ad esempio, mi è capita di trovare su youtube film di registi indipendenti, che forse non sono neanche usciti nelle sale e difficilmente si trovano recensioni, al limite su qualche blog scritto neanche tanto bene. Li prendi in considerazione?
    Sia chiaro, non ti sto chiedendo recensioni ad personam, magari a suo tempo hai anche trattato i film di cui parlo.

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    • Grazie del commento! Ti dirò che non ho idea di come un soggetto così stringato possa dare vita a un “corto”: immagino che si debba rimpolpare con una sceneggiatura di qualche consistenza: dialoghi, sfondi ambientali ecc.
      Vengo alla tua domanda. Siccome di cinema sono appassionata e ora ho anche tempo di vedere quello che mi interessa, ti dirò che opero una selezione delle uscite secondo un criterio che tiene conto di molte indicazioni che arrivano riviste specializzate cartacee e spesso straniere (quasi tutti i film stranieri arrivano nelle nostre sale con almeno sei mesi di ritardo, perché noi abbiamo il doppiaggio) e che quindi riescono a darmi un’idea di quello che può rientrare nel genere di film che prediligo (anche se non mi garantisce al 100% da bidoni). Qualche volta prendo in considerazione il cinema indipendente italiano e lo recensisco: qui puoi trovare un esempio
      https://laulilla.wordpress.com/2014/09/09/lattesa-e-la-speranza-e-fu-sera-e-fu-mattina/
      Non lo faccio molto spesso, perché, nonostante riceva molti inviti da giovani appena usciti dalle università e dal Dams, ho visto molti obbrobri, per i quali, francamente, non ho voglia di impegnarmi, anche se mi rendo conto che per chi vuole intraprendere quella strada non esistono in questo paese molte possibilità. In genere in qualche blog, magari anche mal scritto, recensiscono gli amici, o gli ex compagni di scuola, oltre che fidanzati e parenti stretti! :). Che poi, con questo sistema, si possa perdere molto, anche pellicole molto interessanti, ritengo che sia vero, soprattutto pensando alla fatica per vedere molti film bellissimi, in genere di giovani registi indipendenti americani o canadesi o di paesi emergenti, che qui non arrivano proprio e che qualche volta riesci a procurarti in DVD solo se vai all’estero. 😦

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  3. Grazie a te per a risposta molto esauriente. Io non sono un regista, però mi è capitato di vedere su Youtube film interessanti, magari non dei capolavori, ma che non escono neanche nelle sale perchè non trovano neanche un distributore. Ero solo curioso. Capisco che fare i tuoi post richiede almeno il tempo di vedere un film, oltre a scrivere, ma sai se uno lo fa per piacere potrebbe anche fare delle eccezioni. 🙂
    Non so se ti ho già fatto i complimenti. Se si te li rifaccio: complimenti per il blog.

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    • Grazie per il gradimento del mio blog. Il tempo per scrivere, per me è notevolmente lungo, perché non mi piace mandare in giro articoli sciatti e scritti male (se ne vedono anche troppi e non solo sul Web). Inoltre, dopo che vedo il film, mi occorre tempo per pensarci, perché cerco di essere meno emotiva possibile e di rifuggire dai giudizi enfatici e dagli entusiasmi (un insegnante di letteratura italiana, all’Università, ci metteva in guardia dagli entusiasmi, che, secondo lui, non si addicevano neppure a Dante!). I complimenti fanno sempre piacere! 🙂

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