Addio a Ennio Morricone

Dedico questo post al ricordo del grande musicista che ci ha lasciati: Sono le immagini per l’Oscar ricevuto per la sua lunga collaborazione  col cinema, che un commosso Clint gli aveva consegnato.

Gli dedico anche, modestamente, la mia vecchia recensione del film Il buono il brutto il cattivo che, con gli altri fiilm della trilogia del dollaro, aveva legato indissolubilmente il suo nome a quello di Sergio Leone, senza dimenticare che altre colonne sonore (più di 500) e molta altra musica ne fanno uno dei maggiori compositori del nostro secolo

Grazie per le emozioni che ha suscitato sempre nei nostri cuori.

Claudio Capriolo aveva segnalato due anni fa questa magnifica esecuzione che il DR SymfoniOrkestret diretto da Sarah Hicks aveva dedicato al maestro in occasione dei suoi novant’anni:

 

Henri e i suoi gioielli

Si chiama Henri la piattaforma cinematografica che la Cinematèque Française ha creato,  in tempo di coronavirus, per rendere visibili, ma non scaricabili, alcune rarità che conserva nei ricchissimi archivi della propria sede.

Il nome è un omaggio al fondatore  Henri Langlois

Quotidianamente Henri viene aggiornato con qualche novità: si tratta per lo più di cortometraggi molto preziosi, alcuni dei quali muti, con pochi sottotitoli esplicativi, la cui bellezza parla da sé. Dedicati in ogni caso ai cinefili pazienti, perché la visione richiede qualche minuto di attesa affinché vengano caricate le delicatissime pellicole, alcune delle quali in imperfetto stato di conservazione. Non mancano nomi famosi, importanti per la storia del cinema, come Jean Epstein e Otar Josseliani.

Poiché dare un’occhiata QUI non costa nulla e può riservare belle sorprese, faccio mio l’invito, che ho tradotto, del direttore della Cinematèque, Frédéric Bonnaud:

La Cinémathèque française è chiusa dal 13 marzo.

Da tre settimane, hai più del solito visitato cinematheque.fr per scoprire lezioni e conferenze sul cinema, siti e articoli dedicati alle nostre mostre e retrospettive, senza dimenticare tesori delle nostre collezioni. A questo corpus educativo e documentario, che riflette la ricchezza della nostra programmazione e la vitalità della nostra azione culturale, si aggiunge oggi la piattaforma delle collezioni cinematografiche della Cinémathèque, dal titolo sobrio “Henri”, per Henri Langlois, nostro padre. fondatore.

È da ricordare che se i grandi film della storia del cinema possono essere guardati oggi al computer e in VOD, è perché Langlois e alcuni altri hanno iniziato a salvarli dalla distruzione prima di programmarli, instancabilmente, indipendentemente dalle mode e dal tempo che passa.

Questa pubblicazione online di una piccola parte della nostra collezione, quella per la quale abbiamo i diritti di trasmissione, risponde naturalmente a un contesto molto specifico, l’epidemia e il contenimento di Covid-19, ma anche al desiderio di diffondere, nel modo più ampio possibile, alcune pietre preziose poco conosciute del patrimonio cinematografico. Molto fedele alla proiezione e all’emozione condivisa in una stanza, la Cinémathèque persegue così la sua missione di trasmissione e scoperta. Ogni sera, alle 20:30 e a questo indirizzo, vi offriremo quindi un film tra quelli che la Cinémathèque ha restaurato negli ultimi vent’anni. Il sito sarà così arricchito quotidianamente con meraviglie, spesso rare, anche senza precedenti, che rimarranno disponibili fino al ritorno dei giorni di sole, quando le nostre camere potranno riaprire.
Benvenuti a Henri, la quarta sala della Cinémathèque française!

Frédéric Bonnaud Direttore generale

A PRESTO, CARI AMICI LETTORI.

Titoli d’autore in streaming gratuito su Rai Play

Alcuni  titoli di film d’autore arrivano su RaiPlayPlay, per rendere meno pesante la nostra clausura collettiva. Sono bei titoli, di film molti dei quali mai arrivati in Italia nelle sale. 

Segnalo dapprima questo titolo, concesso, per pochi giorni ancora, dagli organizzatori del Festival di Locarno:

Ti presento la mia ragazza -Wondstruck, commedia sentimentale coreana del 2004.

https://www.raiplay.it/programmi/tipresentolamiaragazza-windstruck

Troverete, inoltre, 24 titoli d’autore che provengono da Fuori Orario, la storica trasmissione di RAI TRE di Enrico Ghezzi, che i cinefili nottambuli conoscono.

https://www.raiplay.it/raccolta/Fuori-Orario-ceaa4fb2-079a-4ba5-92a9-491f96b601a8.html

Approfittate di queste giornate per vedere COSE MAI VISTE!

Presto, spero, rileggerete qualche mia recensione.

Un affettuoso saluto a tutti.

Buona Pasqua, lettrici e lettori!

Ripensando ad altre Pasque, cerchiamo di accettare serenamente e con un po’ di speranza nel cuore, i sacrifici durissimi di questi giorni e meditiamo su due bei film, adatti, nella loro diversità, all’insolita Pasqua 2020

Scorsese. (L’ultima tentazione di Cristo)…

Lasse Hallström (Chocolat)

A tutti il mio saluto più affettuoso.

 

A presto

Carissime lettrici, cari lettori,

questo maledetto coronavirus  sta pesantemente condizionando la nostra vita e le nostre abitudini: da pochi giorni viviamo nella strana condizione di chi, senza colpa, è agli “arresti domiciliari”, nel tentativo di bloccare il temibile diffondersi di un’epidemia che evoca i tempi oscuri delle pandemie planetarie,

Rappresentazione della peste bubbonica che colpì Tournai nelle cronache di Gilles Li Muisis (1272-1352), abate del monastero di San Martino dei giusti, conservata nella Biblioteca reale del Belgio

mentre affannosamente medici e infermieri, col supporto della scienza e degli studiosi più qualificati, cercano di combattere, utilizzando il loro coraggio e le loro conoscenze per alleviare le sofferenze di chi è stato colpito.
La speranza di tutti è che per il 3 aprile saremo fuori dall’emergenza; il timore è che non sarà così. La via d’uscita non è alle porte. Il vaccino è lontano; i farmaci conosciuti servono, ma non sempre.

 

la partita a scacchi di Antonius Block con la morte . Dal celeberrrimo Il settimo sigillo di Ingmar Bergman-

Il mal comune non consola, perché l’impressione è quella di una solitudine dura e difficile da gestire.  Non è paura di morire, è, invece il disagio di vivere così, in un orizzonte temporale vuoto di prospettive, senza gioia e senza grande interesse per le cose che un tempo ci allietavano e delle quali ora cogliamo la precaria vanità. Personalmente vedo o rivedo i film della mia privata cineteca, leggo, mi compiaccio dei primi fiori che sbocciano sulla mia terrazza, faccio qualche telefonata e mi dedico alla casa. Spero di ritrovare la voglia di di recensire: per ora, vi chiedo scusa, non mi riesce.

A presto.

 

 

 

 

 

Poche parole su Hammamet

L’ho visto. Esprimo perplessità e sospetti su un’operazione che, in occasione dei 20 anni dalla morte di Craxi, tende a riabilitarne la figura, accettando senza obiettare le tesi che Bettino Craxi aveva sempre sostenuto, ovvero che la sua cancellazione dal mondo politico fosse dovuta al complotto congiunto dei giudici e dei i comunisti, che ora lo facevano morire impedendogli di tornare in Italia per curarsi.

Bettino Craxi non poteva tornare in Italia senza passare dal carcere perché era stato condannato al carcere per i reati commessi e verificati durante due processi attraverso tre gradi di giudizio.

Questa condanna inappellabile, passata in giudicato, doveva essere ricordata con una breve scritta prima dei titoli di testa, sullo schermo.
L’omissione è imperdonabile e rende incomprensibile il film a chi sia troppo giovane per ricordare o a qualsiasi cittadino europeo o extraeuropeo che delle cose italiane poco sa.
Un film, sia pure italiano, non può essere destinato solo al nostro pubblico anziano.
Non lo recensirò, poiché, nonostante la mia età,  mi è rimasta un po’ di memoria e sufficiente lucidità per ricordare com’erano andate le cose.  I lettori mi scusino. A presto

The Irishman – Comunicazione

THE IRISHMAN

Regia:
Martin Scorsese

Principali interpreti:
Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham, Stephanie Kurtzuba, Jack Huston
– 209 min. – USA 2019.

 

Credo di fare cosa utile a chi ama il cinema, soprattutto se firmato da MARTIN SCORSESE, fornire qualche informazione circa la distribuzione del film, che è nelle sale italiane (QUESTE), stando ai comunicati  ufficiali, dal 4 al 6 novembre 2019.
Se aumenterà il numero delle sale, e anche quello dei giorni in cui si potrà vedere nei nostri cinema, al momento non è dato sapere.

THE IRISHMAN sarà invece in visione streaming sulla Piattaforma di Netflix a partire dal prossimo 27 novembre.

Prevedo di pubblicare la sua recensione nei prossimi giorni.

Posso anticipare che è un film bellissimo, che vale certamente la pena di vedere.

La prima vacanza non si scorda mai

recensione del film:
LA PRIMA VACANZA NON SI SCORDA MAI

Titolo originale:
Premières vacances

Regia;
Patrick Cassir

Principali interpreti:
Camille Chamoux, Jonathan Cohen, Camille Cottin, Jérémie Elkaïm, Vincent Dedienne – 102 min. – Francia 2019.

Una premessa doverosa

Fra qualche giorno (a essere ottimisti, fra un mese) a Torino (come dappertutto in Italia) le sale cinematografiche chiuderanno per le ferie estive. In attesa del loro arrivo, gli esercenti continueranno a mettere fuori filmoni, filmacci e filmetti che ai cinefili e a chi ama il cinema di qualità poco interessano.
Ci aspettiamo che, come al solito, si lamentino poi per il profondo rosso del botteghino. Vorrei far notare che in Francia, in questo stesso periodo uscirà con ampia distribuzione, anche nelle città, il nuovo film di Quentin Tarantino.

Venerdì scorso, con la visione di questo film, ho terminato anche l’ultimo dei miei carnet di cinque film in abbonamento a costi molto ridotti. Alla cassa mi è stato chiesto se intendevo rinnovarlo, visto che il carnet mantiene la sua validità fino alla fine di agosto. Massima è stata però l’incertezza sulla presenza di  eventuali rassegne estive a Torino: una ridda di forsevedremopuò darsi, di fronte alla quale, ovviamente non ho rinnovato proprio nulla.
Quello che meraviglia non è tanto il fatto che gli esercenti privati chiudano in questo modo la stagione, facendo prevalere i loro miopi calcoli, quanto il fatto che le sale istituzionalmente preposte alla diffusione del cinema chiudano i battenti prima di tutti gli altri. Lascia stupefatti, perciò, che se i privati torinesi tireranno avanti, col fiato corto, almeno fino alla metà di luglio, il cinema Massimo-MNC (Museo Nazionale Cinema) chiuderà i battenti alla fine di giugno per riaprirli alla fine di agosto. Non c’è male per un servizio gestito con i fondi pubblici!

Mi limito a dire questo, per ora, comunicando ai miei lettori e ai seguaci che questo blog non sarà chiuso per ferie: già mi sto accingendo a recensire alcuni bei film non recenti, come faccio ogni estate.

Ciò detto, ora parlerò della pellicola in questione, che pur non essendo classificabile come imperdibile, presenta qualche spunto interessante che evita di mandare completamente in vacanza il cervello, fermo restando che è un filmetto, opera prima in lungometraggio di Patrick Cassir, che ha sceneggiato questo suo lavoro insieme a Camille Chamoux, che del film è anche la protagonista femminile nella parte di Marion. 

Marion è una trentenne non bellissima, che vive a Parigi. È una brava disegnatrice-vignettista; ha molti amici e ama fare nuove conoscenze attraverso Tinder, un social network  che esiste veramente e che organizza e favorisce gli incontri di coppia. In questo modo conosce Ben (Jonathan Coen), anche lui sulla trentina, assai meno spigliato, come vedremo presto. Il loro banco di prova sarà la vacanza che i due incautamente hanno programmato alla volta della Bulgaria, durante la quale emergeranno le reciproche insofferenze, le apparenti incompatibilità, le difficoltà a comprendersi…
La Bulgaria è di maniera, come se l’aspettano i turisti ingenui; i grandi alberghi sono noiosi come le cliniche di lusso, l’idiosincrasia di Ben nei confronti della promiscuità in bagno; la difesa ossessiva della propria privacy diventano presto occasione per numerose gag ripetitive e stucchevoli, non diversamente dalla credulità sciocchina  di Marion nei confronti della primitività finto-romantica del folklore locale. Tutto diventa prevedibile, ma qualche sorpresa ce la riserva il finale, nuovamente parigino, dopo un’interminabile ora e mezza.
Come ho detto, un filmetto, non certo un capolavoro, che qualche volta ci può far sorridere.