UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE

La mia recensione del film:
UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE

per la regia di
Gan Bi

si trova QUI:
https://www.filmtv.it/film/147287/un-lungo-viaggio-nella-notte/recensioni/978887/#rfr:film-147287

CAST:
Wei Tang, Sylvia Chang, Meng Li, Jue Huang, Yongzhong – 110 min. – Cina 2018

Titolo originale:
Long Day’s Journey Into Nightnbsp

7 pensieri su “UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE

  1. Cara Lilli, condivido pienamente le tue osservazioni: è un film bellissimo e sorprendente, interessante proprio sul piano del rapporto fra soluzioni formali e tematiche.
    A questo riguardo, che ne dici della possibilità di leggerlo in chiave edipica? Non penso però tanto alla ricerca del padre, quanto (anzi soprattutto) della madre: la donna senza volto della foto. Il protagonista dice alla donna amata che gliela ricorda, all’inizio della loro relazione, e quell’inizio che ha a che fare con un assassinio. E poi ci sono i ricordi di quella stanza buia, piena d’acqua, all’interno della casa-labirinto… La simbologia dell’acqua è centrale in tutto il film, ma l’idea che rappresenti il grembo materno mi è venuta ripensando proprio al piano-sequenza finale, che anche secondo me “non conclude”, come hai scritto: forse perché riporta, circolarmente, all’inizio, alle origini, al di là di ogni possibile ricordo.

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    • Cara Bianca, tutte le letture, secondo me, sono possibili per un film come questo, perché il regista ha cultura ricchissima: certo il tema dell’acqua richiama il grembo materno, perciò è una possibilità che non escluderei, senza però irrigidire in uno schema le interpretazioni plausibili, ma tu non lo fai.
      Non so se si nota, ma io ho messo nella recensione un asterisco rosso che è un link in cui si parla di Kaili Blues, cioè del primo film di questo autore, a quanto pare imprescindibile per comprendere questo.
      Tutti i riferimenti cinematografici che a loro volta parrebbero possibili – in modo particolare a Wong Car Wai e a Tarkowski – anche in questo film, sono in realtà molto presenti in Kaili Blues, mentre avrebbero minore importanza in questo, che è più “cinese”, riconoscendo nell’antica città di Kaili la la tradizione buddista alla quale è legata l’infanzia del regista. Se ho ben capito l’articolo del critico che ho letto e riletto con molta attenzione prima di concludere questa, soppesando le parole a una a una. A questo punto l’acqua diventa riferimento alla madre, ma anche al luogo dove il suo “corpo fanciulletto giacque” (anche qui l’acqua!)… Una vertigine, come il film.
      Grazie! 🤗

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