Tutti lo sanno

recensione del film:
TUTTI LO SANNO

Titolo originale:
Everybody Knows

Regia:
Asghar Farhadi

Principali interpreti:
Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín, Inma Cuesta, Eduard Fernández, Bárbara Lennie – 130 min. – Spagna, Francia, Italia 2018.

All’origine del plot è il ritorno di Laura (Penelope Cruz), bella donna sulla quarantina, al paese natale, per il matrimonio della sorella Ana (Inma Cuesta). Se ne era allontanata sedici anni prima, per vivere in Argentina con Alejandro (Riccardo Darin), l’uomo diventato suo marito dopo che lei aveva rotto, all’improvviso, la grande storia d’amore che la legava a Paco (Javier Bardem), segreta ma, in realtà, a tutti nota e oggetto di universale riprovazione. A lui Laura aveva venduto, prima di andarsene, i vigneti paterni, trascurati e poco produttivi, innescando illazioni e pettegolezzi, nonché invidia e ira tra i famigliari, soprattutto da quando Paco, grazie al proprio impegno e a cospicui investimenti, ne aveva ottenuto vini di grande pregio, diventando ricco.
Dall’Argentina Laura era partita con i due figli; Alejandro, che era rimasto laggiù, l’avrebbe raggiunta ben presto, però, poiché Beatrice (Bárbara Lennie), la figlia sedicenne era stata rapita, non si sa come, mentre erano in corso i festeggiamenti nuziali, da un gruppo di criminali che pretendevano il pagamento di una bella somma per liberarla…
Il film, a questo punto, assume le caratteristiche di un thriller, di cui, doverosamente, non parlerò

Presentato a Cannes quest’anno, in apertura del Festival, Tutti lo sanno è il primo film di Asghar Farhadi realizzato senza l’apporto dei suoi attori iraniani: opera di produzione internazionale; cast stellare di lingua spagnola; ambiente iberico per sviluppare il tema a lui caro delle tensioni logoranti che attraversano sotterranee la vita sociale e familiare, osservate questa volta nella piccola realtà rurale di Torre Laguna, non lontana da Madrid, microcosmo dal quale emergono, meglio che dalle grandi città, sensi di colpa e rimorsi segreti che uomini e donne cercano inutilmente di allontanare da sé  o di dimenticare.
Tre ottimi attori e un apprezzato regista, però, non ci danno un film convincente: dopo le prime suggestive scene, ricche di citazioni cinefile inserite con grazia nel contesto del severo paesaggio della Castiglia-Leon, il racconto diventa una soap opera enfatica, piena di luoghi comuni: il colore locale; il gusto del pittoresco nei festeggiamenti nuziali; le libagioni degli invitati fra lazzi e cachinni; il folk musicale chiassoso e protratto oltre misura lasciano la sgradevole impressione di un superficiale compiacimento esotico artificioso e banalmente cartolinesco.
Enfatica e sopra le righe anche la rappresentazione del dolore: urli, singhiozzi, concitazioni e agnizioni finali che, per la loro prevedibilità, poco ci fanno agnoscere, ma molto ci fanno rimpiangere la misura rigorosa delle storie severe raccontate dal regista che fu Asghar Farhadi.

Pedro Almodovar, forse non a caso, ha ritirato l’appoggio produttivo a questo film, lasciando spazio alla nostra RAI che gli è subentrata.

Si può tranquillamente evitare di vederlo.

Dello stesso regista, ricordo:

Il Cliente; Il Passato; Una Separazione; Abouy Elly

 

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10 risposte a "Tutti lo sanno"

  1. marco1946 11 novembre 2018 / 12:38

    Seguirò il tuo consiglio. Anch’io ne ho sentito dire peste e corna.
    Attendo con curiosità giovedì: nelle sale arriva ANIMALI FANTASTICI ecc (in cui ritornerà il personaggio di Kowalski)

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    • laulilla 11 novembre 2018 / 13:20

      Caro Marco, capita spesso che i critici prendano abbagli clamorosi. Basta pensare all’esaltazione pressoché unanime dei film di Sorrentino o di Virzì…o alla sottovalutazione di grandi registi francesi di cui non riusciamo a vedere, in Italia, la maggior parte dei film. Giovedì le uscite saranno numerose e alcune promettono bene! Grazie del passaggio.

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  2. zapgina 12 novembre 2018 / 09:31

    Dopo aver letto la tua recensione mi rimane una sola curiosità: come viene trattata la dinamica della coppia Laura-Paco che fa da contraltare e all’incontrario di quella reale Cruz-Bandem. Mi sbaglio a pensare che la notorietà di questa coppia di attori faccia da volano al film?

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    • laulilla 12 novembre 2018 / 10:30

      Laura e Paco si ritrovano dopo molti anni dopo essersi lasciati pur continuando ad amarsi. Chiedo scusa, ma il mélo da telenovela non è colpa mia. Lui nel frattempo ha sposato una prof. I due si piacciono sempre molto, ma il sequestro della fanciulla scombinerà tutte le carte. Non so se Bardem e Cruz, che continuano, a quanto ne so, a essere marito e moglie, facciano da volano; Riccardo Darin è anche lui un volano della storia. Il problema del film è che il regista applica alle dinamiche fra i personaggi uno schema che è totalmente estraneo alla mentalità occidentale: non si può proprio sentire, per esempio, Riccardo Darin che urla che la vita della figlia è nelle mani di Dio e che perciò non si può far altro che aspettare! Credo che accettare la diversità significhi anche evitare di sovrapporre la propria (rispettabilissima) mentalità religiosa a quella laica e secolarizzata diffusa nel mondo occidentale, anche negli ambienti religiosi. Il regista ha visto la Spagna come può vederla un turista che si accontenta dei luoghi comuni, ma il rischio di far ridere diventa alto, in questo caso. Il film si può evitare, ma naturalmente si può anche vedere, eh!
      Ciao Gina.🤗

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      • zapgina 12 novembre 2018 / 10:54

        Ti ringrazio molto per queste tue ulteriori descrizioni e considerazioni. Direi che mi hai tolto la curiosità è mi hai fatto capire meglio alcuni motivi per cui il film si può anche evitare
        Ciao 🤗

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        • laulilla 13 novembre 2018 / 14:32

          Puoi trovare QUI, al minuto 3,13, un esempio di citazione intelligente di cui ho parlato nella recensione, ma puoi anche capire meglio come un evento, attribuibile al caso, utile al cattolico Kieslowski per darci il ritratto del protagonista goffo e impacciato del suo film Bianco, venga utilizzato da Farhadi come un segnale provvidenziale (accettabile anche per noi), ma, come capiremo in seguito, in realtà superstizioso ( e perciò inaccettabile per noi) Il seguito è fatto di cartoline seriali sulla Spagna, e di un thriller che ha poche spiegazioni logiche e razionali, come se all”Hispanidad di maniera, chiassosa e consumistica, Farhadi volesse sovrapporre la convinzione del tutto ideologica che esiste un modo universale di pensare positivo profondamente radicato, come in una specie di “inconscio collettivo”, incarnato dal fideista Darin, senza rendersi conto che quel modo di pensare ha radici storiche e non è perciò affatto universale!

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      • delegointe 15 novembre 2018 / 10:14

        Cruz e Bardem sono sposati? Neanche lo sapevo. Pensavo fosse solo una coppia cinematografica tipo Mastroianni-Loren. Sono proprio fuori dal mondo.

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    • laulilla 15 novembre 2018 / 11:29

      Al contrario, aspetto che qualcuno lo veda e mi dica che ho torto. Deve argomentare, però: io le mie ragiomi le ho espresse!
      Grazie dei commenti. e soprattutto della definizione “elegante”, perché, quando stronco (ammetterai che lo faccio raramente), cerco di farlo con un po’ di stile! 🤓😀

      Piace a 1 persona

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