Istanbul e il museo dell’innocenza di Pamuk


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recensione del film/documentario:
ISTANBUL E IL MUSEO DELL’INNOCENZA DI PAMUK

Titolo originale:
Innocence of Memories

Regia:
Grant Gee

film/documentario – durata 97 min. – Turchia 2016

E’ un bel documentario, ma anche un vero film, quest’opera insolita e sorprendente dell’inglese Grant Gee che, presentando numerosi spunti di interesse per molti spettatori, potrebbe richiamare nelle sale un pubblico quanto mai eterogeneo, dai viaggiatori affascinati dalla secolare storia della “porta” dell’oriente, ai lettori di Orhan Pamuk, ai turisti interessati a quei musei che si propongono di conservare le tracce della vita quotidiana nelle antiche città. Il museo di Istanbul, di cui si parla nel film è un po’ tutte queste cose poiché, per la sua collocazione nell’antico centro cittadino, ne salvaguarda la memoria storica, preservandone in qualche misura le caratteristiche e facendolo rivivere di una vita rinnovata, grazie soprattutto al romanzo che lo ha reso possibile. Curiosamente, infatti, questo è un museo ispirato al romanzo* Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk (2008), tradotto in Italia nel 2009 e pubblicato presso  Einaudi. Lo scrittore vi ha dedicato sia la somma di denaro assegnatagli col premio Nobel per la letteratura (2006), sia le proprie ricerche e le proprie energie e soprattutto il proprio tempo; attualmente, è la voce che guida i visitatori a orientarsi nei diversi ambienti in cui sono esposti, in quantità ricchissima, oggetti di uso comune, vecchie fotografie, documenti di varia natura, nonché manufatti introvabili e fatti riprodurre dai pochi artigiani altrettanto (e sempre più) introvabili. Dire, però, che il romanzo sia la falsariga su cui Pamuk ha costruito il museo è insieme vero e falso, poiché è capitato, talvolta, che un oggetto ritrovato abbia alimentato l’ispirazione dello scrittore e gli abbia permesso di completare alcune pagine della sua narrazione. 

Nel corso del film, un’intervista condotta dal regista all’amico scrittore ci fa ripercorrere, evocata dagli oggetti nelle stanze del Museo, la storia d’amore del romanzo, ovvero la passione impossibile di Kemal per la bellissima Füsun, entrambi irresistibilmente spinti dal reciproco desiderio a cercarsi e anche a incontrarsi per poche volte clandestinamente, così come ci fa rivivere la tragica fine della loro storia, sullo sfondo di Istanbul, la città splendidamente ambigua, amata ed evocata nella sua bellezza ammaliante, antico e fascinoso tramite fra Oriente e Occidente, connotata un tempo dalla solidale convivenza fra uomini di provenienza e condizione sociale molto diverse. Un senso di malinconica consapevolezza di un passato remotissimo percorre tutto il film e accompagna la visita al museo, vero atto d’amore per un luogo che sta perdendo l’anima più profonda, forse per sempre.

 

*cosa forse unica al mondo, perché di solito, come è stato notato, sono stati i musei a ispirare i romanzi!

 

2 pensieri su “Istanbul e il museo dell’innocenza di Pamuk

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