Barry Lindon


Schermata 2015-01-13 alle 21.39.20recensione del film:
BARRY LINDON

Regia:
Stanley Kubrick

Principali interpreti:
Ryan O’Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Krüger, Steven Berkoff, Gay Hamilton, Marie Kean, Diana Körner, Pat Roach, Murray Melvin, Frank Middlemass, André Morell, Arthur O’Sullivan, Godfrey Quigley, Leonard Rossiter, Philip Stone, Michael Hordern – 184 min. – Gran Bretagna 1975.

Restaurato dalla Cineteca di Bologna é tornato in molte sale italiane,nella versione originale in lingua inglese, questo celebre film di Stanley Kubrik, uno dei più belli della storia del cinema, ancora incantevole, anche dopo quarant’anni dalla sua prima proiezione. Ricompaiono nel loro splendore i colori originali dello scenario naturale, ispirato ai dipinti dei paesaggisti inglesi  fra Sette e Ottocento, dalla Malvern Hall di John Constable, alla Passeggiata del mattino di Thomas Gainsborough, alla pittura equestre di George Stubbs; così come riappare in tutta la sua suggestione la penombra degli interni, ravvivata spesso dal fulgore delle candele accese (l’unica luce artificiale di cui il regista aveva voluto avvalersi), insieme alle citazioni di  William Hogarth, dello svizzero Johan H. Fussli, o del tedesco Johann J. Zoffany*. L’attenzione filologica di Kubrick nel ricostruire con precisione ogni aspetto dello scorcio di Settecento che andava raccontando, attraverso la storia del personaggio di Redmond Barry, emerge anche nello splendore dei costumi, la cui realizzazione valse l’Oscar alla nostra costumista, Milena Canonero**, mentre l’eccezionale colonna sonora, che spazia da Haendel a Schubert, a Mozart, a Vivaldi, a Bach fino alle musiche irlandesi, accompagna, grazie alla modulazione dei tempi di esecuzione, l’ironia del racconto, sottolineata dalla voce narrante, funzionale alla distanza critica che il regista intende mantenere fra sé e il piccolo irlandese ambizioso, di cui descrive le gesta. Il film si ispira al romanzo picaresco di William M. Thackeray, pubblicato a puntate nel 1844, col titolo The Luck of Barry Lyndon, molto liberamente, però: non è infatti narrato in prima persona, e ne mantiene solo in parte il carattere avventuroso, poiché Kubrick è molto più interessato a cogliere la dinamica dei fatti storici, sociali ed economici, all’interno dei quali collocare il tentativo di ascesa ai più alti gradi della società di Redmond Barry, l’orfano di padre, povero, accolto ancora adolescente nella famiglia degli zii, proprietari terrieri in piena decadenza, costretto dagli eventi a diventare soldato al servizio dell’alleanza anglo-prussiana, durante la Guerra dei sette anni (1756 – 1763). L’ attenzione del regista è tutta rivolta a individuare i meccanismi, per lo più spregiudicati e fraudolenti, attraverso i quali il giovane aveva dato la scalata all’alta società del suo tempo, diventando molto ricco, e riuscendo a sposare Lady Lyndon, ma restando escluso dai giochi del potere politico, ancora (non per molto!) nelle mani dell’aristocrazia e del clero. La rivoluzione americana e poi quella francese avrebbero rimescolato presto le carte e sovvertito il vecchio ordine sociale, ma ormai Redmond, vecchio e mutilato, sarebbe rimasto fuori da ogni gioco. Si accontenterà, infatti, di sopravvivere con l’esiguo vitalizio che proprio Lady Lyndon avrebbe autorizzato a pagare, su proposta dell’odiato figliastro, Lord Bullington, che gli aveva ingiunto, in cambio, di allontanarsi da lei per sempre. Siamo nel 1789, a pochi mesi dal 14 luglio!

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Questa breve e modestissima recensione di un’opera notissima, oltre che un invito a vedere il film restaurato, ancora presente in molte sale, è anche il mantenimento di un impegno che qualche mese fa avevo liberamente (e forse incautamente) preso con uno studioso di filosofia, il dottor Giancarlo Chiariglione, che. forse sopravvalutandomi, mi aveva inviato un interessantissimo saggio dal titolo: Hobbes, Nietzsche e la rivoluzione fallita di Barry Lyndon. Avevo segnalato nel mio blogroll questo studio, ma avevo anche promesso al suo autore una nuova segnalazione nel caso in cui mi fossi occupata anch’io del film.

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*Un’analisi accurata dei rapporti fra le scene di questo film e la tradizione pittorica europea dell’epoca cui si ispirò il regista si può trovare QUI;

**QUI potete leggere l’ intervista attraverso la quale Milena Canonero racconta la sua collaborazione con Kubrick per questo film.

23 pensieri su “Barry Lindon

  1. Che splendido film.
    Che ottima recensione, cara.
    Grazie anche per questa segnalazione “Hobbes, Nietzsche e la rivoluzione fallita di Barry Lyndon” e le tue altre.🙂
    gb
    Sto facendo un giro nel tuo blog bello.

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    • Un film immenso. che oscura qualsiasi tentativo di recensione: si fa quel che si può! E’invece possibile cogliere aspetti diversi di questo capolavoro: non per nulla mi è sembrato utile aggiungere al mio scritto (che non poteva che essere sintetico) il micro-saggio di Chiariglione e l’analisi dettagliata dei rapporti fra le scene di questo film e la tradizione pittorica europea dell’epoca. Altri contributi alla comprensione di un film molto complesso come questo possono venire scavando nelle direzioni più diverse. Grazie!🙂

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