un amore difficile (Una promessa)


Schermata 10-2456934 alle 23.35.35recensione del film
UNA PROMESSA

Regia:
Patrice Leconte

Principali interpreti:
Rebecca Hall, Alan Rickman, Richard Madden, Toby Murray, Maggie Steed, Shannon Tarbet, Christelle Cornil, Jean-Louis Sbille, Jonathan Sawdon – 98 minuti – Francia, Belgio, 2013

Dopo l’uscita di questo film, spero di trovare anche il racconto di Stefan Zweig del 1929 da cui il regista prende le mosse e che non è di facile reperibilità. In ogni caso, come ho più volte sostenuto, la lettura del piccolo romanzo dell’autore mitteleuropeo (che, evidentemente, il cinema sta riscoprendo, ciò di cui mi compiaccio) non dovrebbe influire sull’interpretazione di quest’opera di Leconte, almeno secondo me, per le ragioni che ho più volte esposto anche su questo blog.

Anno 1912. Friedrich (Richard Madden), giovane ingegnere di famiglia molto modesta, trova lavoro come tecnico in un’acciaieria, alla quale si dedica con tale competente serietà da impressionare molto favorevolmente l’anziano e malato proprietario, Karl Hoffmeister (Alan Rickman). Questi non solo ne ascolta i consigli, utilissimi alle fortune dell’azienda, ma ne promuove la carriera e gli destina una parte della propria grande e ricca abitazione, per ospitarlo come merita, con tutti gli agi (e anche i disagi) che una simile sistemazione comporta.
Qui Friedrich avrà modo di incontrare sempre più spesso la signora Hoffmeister (Rebecca Hall), ovvero la giovane e bella Lotte, moglie di Karl, donna raffinata, colta e sensibile, che pensa di affidare proprio a lui l’educazione del figlio Otto (Toby Murray), il piccolo erede. La forte attrazione che il giovane prova per lei, subito affascinato dalla sua bellezza e dalla sua grazia, diventa una irrealizzabile passione amorosa, per la sua ferma ripulsa, essendo Lotte ben decisa a difendere la rispettabilità che si addice alle proprie prerogative padronali, anche se, segretamente, è a sua volta molto attratta da lui. Il momento della verità e dell’ aperta confessione dell’amore invano represso arriva alla notizia della partenza di Friedrich, inviato da Karl in Messico per  due anni, col compito di seguire oltre oceano gli affari di famiglia: sarà per entrambi un distacco doloroso, temperato dalla promessa di mantenere vivo l’amore attraverso un frequente scambio epistolare: in fondo, che saranno mai due anni? Lo scoppio della guerra mondiale (1914) significa ben presto interruzione delle comunicazioni intercontinentali: le lettere attese si diradano, per cessare del tutto. Friedrich si arruola nell’esercito austro-tedesco: potrà tornare soltanto dopo otto anni, cambiato nel corpo, in seguito alle ferite di guerra e, forse, anche nel cuore. Lotte, rimasta vedova, aveva conservato in sé l’antica fiamma? Il fatto che il film sia definito “commedia sentimentale” lascerebbe intendere di sì, ma il finale contiene anche segnali ambigui, tali da rendere possibile una lettura diversa. Resta l’impressione di una regia molto accurata, attenta a evitare, grazie all’eleganza composta del racconto, gli scivolamenti lacrimosi, interessata soprattutto alla narrazione di una storia malinconica sul tempo che passa  e che ci cambia, vanificando progetti e promesse.

Sceneggiato insieme a Jérôme Tonnerre, col quale il regista aveva già lavorato precedentemente, il film è girato completamente in inglese: inglesi gli attori; inglese la lingua del film (doppiato in italiano); inglese sembra l’ambiente sullo sfondo del quale si svolge la vicenda e, infine, credibilmente inglese anche la rappresentazione del mondo della fabbrica di allora, degli operai e degli impiegati. Molto francese e continentale, invece, mi è sembrato il tema principale della vicenda, quello della lontananza amorosa, nel molteplice significato della lontananza sociale (l’inaccessibilità della donna), della lontananza nello spazio (il Messico) e della lontananza nel tempo (otto anni), che riporta alla memoria il motivo dell’amore da lontano (amor de lohn), centrale della poesia trobadorica sviluppatasi nelle corti di Provenza,  a cui la storia può essere accostata anche per altri temi: la riconoscenza nei confronti del signore, che nonostante le differenze di classe e di ricchezza ospita lui, ben sapendo che tenterà di conquistare il cuore della sua donna; l’assenza di gelosia del marito; il motivo della partenza per la guerra, al centro anche di molte storie d’amore dei romanzi cavallereschi di tradizione franco-germanica. Come si vede, un triangolo amoroso con una lunga storia!

5 pensieri su “un amore difficile (Una promessa)

  1. Ho visto questo film. Ne descrivi molto bene il senso. Mi è piaciuta la pacatezza del film nel rappresentare l’ inevitabilità delle forze interiori di uomini e donne, come il messaggio che l’amore è egoista, se pur con dolcezza.

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  2. Tutto ok, tranne la nazione in cui si svolge il racconto, che è la Germania, terra della grande produzione di acciaio. Il ritorno dal Messico avverrà in Germania molto dopo la fine della prima guerra mondiale. Zweig nei suoi romanzi parla quasi sempre della terra tedesca, perché è la sua terra d’origine e del cuore (nato in Austria, naturalizzato inglese per motivi religiosi).

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    • Zweig è un autore austriaco (Vienna, 28 novembre 1881 – Petrópolis, 23 febbraio 1942). Non ho sottolineato, nel raccontare per sommi capi la vicenda, che si trattava della storia di una famiglia germanica, perché mi sembrava ovvio: nomi, attività siderurgica, Messico sono lì a testimoniarlo; insieme alla scelta di Friedrich che decide di arruolarsi nell’esercito della (ex) Triplice Alleanza. Mi sono soffermata sulle scelte inglesi del regista, perché ne ha parlato lui stesso, in numerose interviste. Personalmente ho avvertito in tutto il film una certa atmosfera british che mi ha incuriosita. Per la cronaca, gli esterni sono stati girati in territorio belga! Hai fatto bene a segnalare la cosa, perché probabilmente la mia esposizione non era abbastanza chiara.🙂

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