ritratto di donna 2 (Frances Ha)


Schermata 09-2456912 alle 22.26.44recensione del film:
FRANCES HA

Regia:
Noah Baumbach

Principali interpreti:
Greta Gerwig, Mickey Sumner, Adam Driver, Michael Zegen, Patrick Heusinger
– 86 min. – USA 2012

Emerge da questo film un magnifico ritratto di donna, costruito con episodi che, come tessere di un mosaico, ne compongono l’ aspetto e, soprattutto, la singolare personalità. Chi lo vedrà non si attenda, perciò, una vera e propria trama, quanto, piuttosto, il delinearsi attraverso significativi momenti della vita di Frances (splendida Greta Gerwik) del profilo spesso contraddittorio di una giovane che sta cercando “casa”, intendendo con ciò sia il luogo fisico e geografico in cui vivere, sia la propria collocazione nel mondo.
Di origini californiane (a Sacramento vive la sua famiglia di origine), Frances, pur avendo ormai 27 anni, non sa ancora bene che cosa farà da grande: ha  pochi soldi, nessun lavoro e un sogno nel cassetto: diventare ballerina. Frequenta per questo una scuola di danza di New York, dove affitta un appartamentino con l’amica Sophie, condividendo con lei le spese e le confidenze affettuose circa i propri sogni e le proprie aspirazioni. Quando Sophie, però, decide di andare a vivere col proprio ragazzo, alla giovane viene a mancare un importante punto di riferimento: entra in crisi e cerca di mantenersi a galla, annaspando fra un poco entusiasmante ritorno a Sacramento per il Natale, un viaggio insperato a Parigi, desiderato da tempo, ma sciupato per la sua incapacità di organizzarsi, e la breve permanenza, quanto mai precaria fin dalle origini, presso l’ alloggio di due fratelli di ottima famiglia, uno dei quali si era vanamente interessato a lei: se ne era allontanato, infatti, dopo averla definita “infrequentabile”, rendendosi conto della sua fanciullaggine, e della sua incapacità di assumere comportamenti e responsabilità da persona adulta! La soave leggerezza con la quale Frances attraversa situazioni sempre più dolorose, in attesa di realizzare i propri sogni impossibili di ballerina, potrebbe prestarsi a una impietosa rappresentazione, a una irridente canzonatura, ciò che invece non avviene grazie all’eccezionale empatia con la quale Greta Gerwig interpreta la singolare eroina che lei stessa ha ideato col regista, e di cui riveste i panni con grazia affettuosa ed equilibrata adesione psicologica, regalandoci uno dei personaggi femminili più interessanti del cinema degli ultimi anni, almeno secondo me.
Il regista Noah Baumbach è, come ho accennato, autore con la Gerwig della studiatissima e saldissima sceneggiatura, e conferma con questo lavoro il proprio interesse per quei personaggi “irregolari” e un po’ “disadattati” nella società dei nostri giorni, così come già aveva mostrato nel delizioso film del 2010, Lo stravagante mondo di Greenberg, quando aveva disegnato, con minore compassione, però, il ritratto di un altro strano personaggio: QUI potete trovare la mia recensione di allora.


Formatosi alla scuola di Wes Anderson, per il quale aveva scritto la sceneggiatura di due film, il regista sta mostrando di aver raggiunto una propria autonomia creativa e un’interessante originalità, che merita davvero l’attenzione di tutti coloro che amano il cinema. Il film è girato interamente in digitale, per la fondamentale esigenza di mantenere i costi molto bassi, e in un bellissimo bianco e nero, che ci riporta alla mente il vecchio Manhattan di Woody Allen. Da vedere!

4 pensieri su “ritratto di donna 2 (Frances Ha)

  1. Condivido, un film da vedere. Questo film mi ha ricordato l’epoca della mia gioventù: il contesto ambientale, la vita in gruppo. Solo che per noi c’era la politica, il sogno collettivo di un mondo migliore… in questo film invece c’è molta vita collettiva, ma la costruzione del proprio futuro appartiene allo sforzo individuale di ogni singolo giovane e questo dice tutto!

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    • Cara Ivetta, così sta andando il mondo, purtroppo, perché il modello dell’individualismo americano è prevalso dappertutto, con il suo corollario, troppo spesso taciuto, di sofferenza e di dolore! Meglio mostrare i vincenti! Noi stiamo con i perdenti, però😉. Grazie del commento.

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  2. Lo vidi circa 10 mesi fa e commentai così in Facebook cogliendo l’elogio finale di Mymovies: Baumbach, che per primo diede alla Gerwig visibilità internazionale in Greenberg, torna a lavorare con lei, nel frattempo divenuta la musa del cinema indipendente e cosiddetto mumblecore, e realizza questo piccolo gioiello, leggero, pudico e pieno di vita, anche quando fotografa il fallimento.

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    • Va detto che la Gerwig ha fatto molto di più, perché il film l’ ha scritto col regista, ma in modo molto singolare, come spiega l’intervista che entrambi rilasciarono ai Cahiers du Cinema del giugno 2013 (n° 690 pagg.44/47): hanno scritto separatamente, scena per scena, se le sono inviate via e.mail e solo successivamente le hanno confrontate, discusse, integrate, e riscritte di comune accordo, cosicché il personaggio di Frances si presenta con una eccezionale saldezza costruttiva, cui la recitazione della Gerwig dà una vita assolutamente credibile. Un film molto bello, che attendevo da molto tempo, perché, come sempre, in Italia i prodotti di qualità stentano a trovare un distributore coraggioso! Meglio tardi che mai!

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