ritratto di donna 1 (Gloria)


Schermata 10-2456579 alle 16.15.43recensione del film:
GLORIA
Regia:
Sebastian Lelio

Principali interpreti:
Paulina Garcìa, Sergio Heràndez, Marcial Tagle,Diego Fontecilla, Fabiola Zamora, Antonia Santa Maria – 94 min.- Cile, Spagna 2013

Paulina Garcia, l’attrice cilena che, con una recitazione eccezionalmente versatile, ha dato vita alle molte facce di Gloria, la donna protagonista di questo bel film, è ripartita da Berlino, quest’anno, portandosi a casa l’Orso d’argento assegnato alla migliore interpretazione femminile. Il film, infatti, poggia quasi interamente su di lei, capace di rendere credibili le mille facce del personaggio: i suoi molti sogni, le sue troppe delusioni, ma anche le innumerevoli contraddizioni  e incertezze che hanno percorso e continuano a percorrere la sua vita di donna non più giovane, che prova a organizzarsi dopo essere stata abbandonata, sulla soglia dei cinquant’anni, da un marito in cerca di compagnie meno “mature” e meno stanche di quanto fosse lei, che aveva cresciuto i figli e si era strapazzata fra casa e lavoro per mandare avanti la famiglia. Ora, dopo dieci anni da quel doloroso strappo, prossima alla vecchiaia ma ancora piacente nell’aspetto, briosa e disinvolta, con molta voglia di vivere, di divertirsi e di accettare l’amore degli uomini che le piacciono, sembra aver incontrato, infine, l’uomo giusto per una relazione seria e impegnativa. Si chiama Rodolfo, ha l’ aspetto di un distinto signore (ma porta, sotto gli abiti di buon taglio, una orribile pancera elastica che non gli conferisce, in verità, molto fascino); è molto attratto da lei di cui è anche, all’apparenza, molto innamorato. Dalle sue premure attente, e dalla sua disponibilità economica, però, dipendono ancora la ex (ma fino a che punto?) moglie e persino le due figlie, ormai sulla trentina, poiché egli non ha mai voluto, per pavidità e timore, staccarsi del tutto da un legame fallimentare, ma mai completamente esaurito. La coraggiosa Gloria, in un bellissimo e crudele finale a sorpresa, comprende che dovrà sopravvivere anche senza di lui e che probabilmente ce la farà.

Il film racconta dunque una storia piccola, quasi banale, riproponendo un’esperienza comune a molte donne (e forse anche a qualche uomo): il mondo è pieno di bigami incapaci di scegliere, perché rifuggono dalle grane e dai problemi, davanti ai quali se la danno a gambe, per viltà, preferendo i binari tranquilli di una noia consolidata dall’abitudine e dalle vessazioni; il mondo è anche pieno di donne che ne soffrono. Quello che potrebbe essere, quindi, il soggetto di un fumettone o di una telenovela poco interessante diventa qui il brillante, ma anche tenerissimo ritratto di Gloria che, pur non giovane, rivendica il diritto di vivere pienamente gli anni che le rimangono, priva ora anche degli amatissimi figli, a cui aveva insegnato, com’è giusto, a muoversi con le proprie gambe e che perciò se ne sono andati per la loro strada. Gloria è sola, ma non rassegnata all’emarginazione: è nuovamente pronta ad affrontare senza timori il giudizio del suo prossimo e il rischio di qualche nuova delusione. Film apprezzabile per aver mantenuto una certa impassibilità emotiva attorno alla figura della protagonista, il cui comportamento viene raccontato con il giusto distacco, anche attraverso immagini di forte realismo.

4 pensieri su “ritratto di donna 1 (Gloria)

  1. Bello! Mi è piaciuto molto. La cosa che più mi ha colpito (in positivo) è stata la capacità del regista di mostrare senza falsi pudori il desiderio di amore e il desiderio sessuale di persone della terza età. E’ il diritto di amare quello che si evidenzia nel film, anche se la relazione amorosa, il sesso, la voglia di vivere, il modus vivendi dei due personaggi non esce dagli schemi sociali e di costume ( e quindi dai ruoli) nei quali ambedue sono calati. L’uomo “antico” e la donna (stupenda) libera di riflesso (vedi i figli). La figura della donna è magnifica: che ne dici di quello sguardo lontano proprio dei miopi?

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    • Un belllissimo ritratto di una donna non più giovane e dei suoi desideri, d’amore e di sesso, espressso molto bene e senza nascondere ipocritamente i corpi non più lisci e levigati. Tuttavia nella pancera di lui, ho trovato immediatamente un particolare che mi ha reso insopportabile questo Rodolfo (e non so perché: credo di avervi scorto come la rappresentazione di un uomo molto egoista, chiuso in sé, come si corazzasse e proteggesse in modo molto goffo). Gli occhiali di lei? Hai probabilmente ragione: non vede lontano! Ma la sua attrazione per un uomo come quello, mostra che non ha visto poi molto bene neanche da vicino! Grazie del commento:

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  2. Non credo che si tratti di vedere vicino o lontano, ma di sguardo sognante, illuso ancora. Gloria, secondo me, è una donna concreta nella vita quotidiana, ma nella vita sentimentale ancora in cerca della complicità, tipica delle relazioni corrisposte. Al contrario, dopo una certa età, gli uomini hanno altri obiettivi: o rifugiarsi sul sicuro o sulle fanciulle più giovani, cioè sull’avventura temporanea e passeggera e Gloria è già troppo agée. Mi è piaciuta la tua recensione Laulilla, mi ha fatto apprezzare, ripensandoci, il film che, di primo acchito, mi aveva lasciata perplessa.

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    • Molto vero, Ivetta, gli obiettivi degli uomini agé sono o molto più modesti, o molto più ambiziosi. Il film è bello, ben girato e ancor meglio interpretato. Non un capolavoro, però! Grazie del commento.

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