passione e rivoluzione (Lussuria)


Schermata 2013-07-27 a 23.28.32recensione del film:

LUSSURIA – SEDUZIONE E TRADIMENTO

Titolo originale:
Se Jie

Regia:
Ang Lee

Principali interpreti:
Tony Leung, Wei Tang, Joan Chen, Lee-Hom Wang, Chung Hua Tou. 156 min.- Cina – USA 2007

Nel corso dell’estate, quando le sale cinematografiche sono per lo più chiuse, offrirò ai miei lettori la recensione di alcuni vecchi film.

1942: durante la seconda guerra mondiale, alcune città della Cina orientale vennero occupate dall’esercito giapponese, determinando una presenza molto massiccia dei nipponici che già nel corso degli anni ’30 avevano cominciato la conquista di importanti centri e città cinesi. Alcuni uomini d’affari, diplomatici e governatori delle grandi città avevano assunto ruoli pubblici prestigiosi collaborando con gli invasori, mentre nelle università dilagava il malcontento degli studenti che si davano da fare, organizzando nuclei di resistenza “rivoluzionaria” contro i nuovi arrivati. Si trattava, per lo più, di piccole aggregazioni slegate da un vero progetto politico rivoluzionario: giovani che speravano di poter contare su un vasto appoggio popolare per cambiare lo stato delle cose e che si finanziavano a questo scopo allestendo recite e spettacoli teatrali. Il ferocissimo capo della polizia locale di Hong Kong, Mister Yee, era nel mirino di un piccolo gruppo di studenti-attori, alcuni dei quali erano sfollati lì per continuare gli studi, come Wang Jiazhi, giovanissima, in attesa di partire per Londra a seguito del padre. A Hong Kong Wang aveva conosciuto uno studente che le piaceva e che l’aveva convinta all’impegno patriottico e rivoluzionario: dapprima sarebbe stata l’attrice più importante in uno spettacolo teatrale di propaganda anti-giapponese; in seguito, valutando la sua grazia spontanea e un po’ misteriosa, le sarebbe stato affidato il delicatissimo incarico di sedurre Mister Yee, per attirarlo in qualche trappola mortale. L’impresa non era tra le più facili, sia perché Mister Yee era molto sospettoso, oltre a essere ben protetto e ben difeso, sia perché Wang era poco più di una bambina, del tutto ignara di uomini e di seduzione. Sarebbe stato uno del gruppo, colui che per la sua frequentazione di prostitute era considerato il più esperto in questo campo, l’incaricato, per volontà collettiva, ad avviare al sesso la giovane, in una delle scene più strazianti e violente dell’intero film. Sotto le mentite spoglie di Mak Tai Tai, dunque, spacciandosi per moglie di un uomo d’affari, la timida Wang Jiazhi riuscì a farsi accogliere nella casa di lui, e a diventare amica, nelle chiacchiere e nelle partite di Majhong, di sua moglie. Il piano, per quanto preparato con cura, fallì, proprio quando il tentativo di seduzione sembrava ben avviato, ma il progetto verrà ripreso in seguito, quando, dopo quattro anni, la giovane, abbandonato il gruppo (che fortunosamente, dopo il fallito attentato, era riuscito a far perdere le proprie tracce), sarà a Shanghai, terra di origine della sua famiglia, dove anche Mister Yee si era trasferito. Egli aveva fatto una bella carriera, diventando il capo dei servizi segreti della Cina collaborazionista. Lo scenario degli eventi raccontati dal film, a questo punto, però, era completamente cambiato: solo alcuni “rivoluzionari” superstiti erano approdati a Shanghai, dove si erano aggregati a un gruppo politico organizzato in modo quasi militare, che chiedeva strettissima osservanza degli ordini e adottava misure molto severe di controllo e di sicurezza, nascondendo spesso i fini e gli intenti dell’organizzazione. In questo nuovo contesto Wang porterà a compimento la seduzione di Mr. Yee, incantato dalla grazia e dalla bellezza acerba di lei. La fanciulla, tuttavia non riuscirà ad arginare la passione profonda, sconvolgente, quasi fatale e, perciò, necessaria che cambierà la sua vita, in cui il gioco dei sensi, impetuoso ed esclusivo avrà la meglio sui suoi ideali politici e sugli impegni che si era assunta.

Nella lunghissima prima parte del film il regista aveva indugiato a lungo nel racconto dell’antefatto storico e politico della vicenda, ma, ora, si sofferma quasi esclusivamente sulla storia della grande passione sensuale, che porta il segno della fatalità ineluttabile, fra Wang e Mr. Yee. Quello che paventava Wang era, infatti, accaduto, infine: il gioco pericoloso dell’amore dei sensi, condotto da Yee con violenza impetuosa e quasi rabbiosa nell’ansia del possesso pieno, ma anche con profonda dolcezza, aveva coinvolto profondamente anche lei. All’adolescente di un tempo, stava subentrando una donna bellissima, pienamente consapevole del proprio corpo e delle sue esigenze, che trovavano nel partner un completo appagamento, cosicché alla trappola organizzata per ucciderlo, a poco a poco Wang aveva sostituito il piacere dell’incontrarlo, dell’esplorarlo, del cercarlo, a sua volta con ansia violenta e febbrile. Queste scene del film sono bellissime, mai volgari, nonostante il soggetto scabroso, estremamente accurate nella realizzazione, nella ricostruzione degli ambienti, ispirate a una sensualità estenuata, non solo orientale. Per tutto il film, infatti, il regista cerca di mantenere in profondo equilibrio la sua narrazione, offrendo al pubblico occidentale il racconto di una storia in cui molti potessero riconoscersi, a Est come a Ovest, e in cui, perciò, l’elemento esotico, pur presente, non fosse totalmente estraneo al mondo occidentale. Ciò che si muove davanti ai nostri occhi è una storia tragica, quasi una tragedia greca, attentamente calibrata, connotata da una fotografia magnifica, accompagnata da una bellissima e suggestiva musica, e interpretata con grande professionalità da un cast di attori straordinari in cui, sopra gli altri eccellono Tony Leung, il fascinoso, “cattivo” Mr. Yee e Joan Chen, la bellissima e tragica Wang, dilaniata dai sensi di colpa e dalla volontà di punirsi.
Il film ottenne il Leone d’oro al Festival di Venezia del 2007, occasione in cui fu premiato anche Rodrigo Prieto, il grande fotografo di questa pellicola.

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