dove sono i bei momenti…*(Blue Valentine)


Schermata 03-2456353 alle 23.50.57recensione del film:

BLUE VALENTINE

Regia:

Derek Cianfrance

Principali interpreti:

Michelle Williams, Ryan Gosling, Mike Vogel, John Doman, Ben Shenkman.,Reila Aphrodite, Maryann Plunkett, Faith Wladyka, Dan Van Wert, Samii Ryan, Michelle Nagy, Ashley Gurnari, Carey Westbrook, Tamara Torres, Eileen Rosen – 120 min. – USA 2010.

Prima di parlare di questo magnifico film, vorrei esprimere tutto il mio disappunto nei confronti della distribuzione italiana, che ha costretto una parte del pubblico ad avvalersi, come me, della piattaforma di MyMovies Live per riuscire a vederlo: questo lavoro è stato distribuito, infatti, unicamente nel Lazio e in Puglia, mentre nelle altre regioni italiane è, fino a oggi, escluso dalle sale (ed è un film del 2010!!). La visione attraverso il computer limita, tuttavia, per molti aspetti una corretta fruizione del film, se non altro per le ridottissime dimensioni dello schermo. Sarei davvero curiosa di conoscere le ragioni per cui non si possa vedere, se non in casa, un film come questo, nonostante i molti prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Cindy (Michelle Williams) è una donna graziosa, affannata a conciliare impegni di lavoro, ruolo materno e vita domestica, come quasi tutte le donne oggi; Dean (Ryan Gosling) è il suo innamorato marito; Frankie è la figlioletta cui egli si dedica con particolare attenzione, assecondandola e coccolandola e, perciò, accaparrandosene l’affetto, in modo speciale. Il matrimonio fra Cindy e Dean, nato da una grande attrazione e da un profondo e caldo affiatamento sensuale, in realtà è stato affrettato dalla gravidanza di Cindy, il che ha significato per lei, brillante e promettente studentessa di medicina, abbandonare gli studi e impiegarsi in un ospedale come infermiera. Dean, ancora molto giovane, senza reali progetti, con un vago desiderio di sfondare nel campo della pittura, o della musica, o come disegnatore di fumetti, in realtà ci appare come un ragazzo gentile, ma anche come un velleitario sognatore, incapace di porsi seriamente il problema di come guadagnarsi la vita.

Non mancandogli la buona volontà, ma avendo poco coltivato le proprie attitudini, si dedica soprattutto a saltuarie occupazioni, un po’ come un bricoleur che sa fare di tutto, e vive perciò in uno stato di perenne precarietà. Ciò gli permette di star vicino alla bambina, ma il peso complessivo del menage è sulle spalle di Cindy, che non può non avvertire la frustrazione e il disagio di vivere in questa condizione. L’atmosfera della vita domestica è sempre più tesa cosicché la crisi del matrimonio, mai apertamente affrontata per non turbare la piccola Frankie, è destinata a deflagrare. A grandi linee, dunque, il film racconta la fine di un grande amore perché i sogni e la passione che lo avevano alimentato qualche anno prima non hanno retto di fronte alla realtà imprevista della vita quotidiana, ai pesanti sacrifici delle proprie aspirazioni, alle esigenze dell’educazione della bambina. Allo scontento di lei, sempre più irritabile e dura, fa riscontro la dolcezza quasi indifesa di lui, generoso, ma immaturo, che ora troppo spesso nell’alcool trova il modo per annullare il dolore, irritando ulteriormente la donna, in un crescendo di tensioni e di incomprensioni, alle quali infine egli cerca rimedio, non tanto affrontando con lei direttamente il problema, quanto illudendosi di riuscire a ricreare la magia del passato, nella condizione di irrealtà offerta per breve tempo da una stanza di motel che, pur chiamandosi Future, non apre orizzonti più sereni per il tempo che verrà. Lontani dalla bimba, affidata al nonno, dal lavoro di lei, per il tempo di un week-end, dalle preoccupazioni quotidiane, i due non ce la fanno a ritrovare quella smemoratezza e quell’abbandono che un tempo li aveva legati, perché è ormai troppo ingombrante, sulla loro strada, il cumulo dei rancori, del non detto, delle rinunce: sembra che le parole fra loro vengano pronunciate soprattutto per ferire; che una sorta di cattiveria puntuta animi il comportamento di lei, trasformando le speranze e le attese, in realtà di entrambi, in un gioco al massacro da cui la coppia uscirà distrutta. Quello che colpisce del film è che la vicenda dei due protagonisti, che sembra simile a quella di migliaia di altre coppie nel mondo occidentale, riesca a coinvolgere la partecipe attenzione degli spettatori, il che è dovuto sia all’ analisi attenta e profonda delle dinamiche della vita di coppia, sia al modo nuovo e originale attraverso il quale la storia viene narrata. Incrociando, infatti, le splendide memorie appassionate, con l’angusta verità del presente il regista non solo alterna i piani temporali in un fittissimo e ininterrotto riemergere dei ricordi di un amore passato così intenso che non vuole morire, ma ottiene il quadro di una coppia a pezzi, grazie all’uso alterno della ripresa digitale, e di quella su pellicola da 16 millimetri, colla quale soltanto vengono girati i flashback, cosicché l’impressione complessiva è quella di un frammentato e quanto mai funzionale collage. 

* Il mio titolo di lancio: Dove sono i bei momenti è una citazione da Wolfgang Amadeus Mozart, dalle nozze di Figaro, che vi faccio ascoltare attraverso la voce di Elizabeth Schwarzkopf:

6 pensieri su “dove sono i bei momenti…*(Blue Valentine)

  1. Una storia triste e purtroppo comune. L’amore sarà anche volere la felicità dell’altro (o il bene della coppia), ma mai anteponendola alla propria; perché chi non ha vero amore per se stesso finisce per diventare incapace di amare anche l’altro. Meglio che nessuno sacrifichi alcunché – studi, carriera, aspirazioni… – sull’altare della coppia, per non avere mai motivo di recriminare e rinfacciare.

    Il tuo titolo di lancio mi ha catturata.😉 Calzante paragone e grande Schwarzkopf!

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    • Grazie, Giulia. Purtroppo è una storia triste, ma il film è davvero bellissimo e riesce a farti sentire vicino ai due ragazzi, entrambi innamorati, ancora, nonostante tutto, ma certamente impotenti ad arginare la piena rovinosa e incontenibile dovuta a un legame matrimoniale che avrebbe dovuto rimanere fuori dai loro orizzonti. La gravidanza, alla quale la giovane dapprima vorrebbe rinunciare (alcune scene, a questo proposito, sono di eccezionale e drammatica bellezza, perché trasmettono le umanissime titubanze e incertezze di lei, la sua paura, il suo turbamento), è all’origine della situazione senza sbocco che inevitabilmente e con molto e condiviso dolore li porterà a dividersi. Sapevo che il titolo mozartiano ti avrebbe catturata! Grandissima Schwarzkopf, davvero.

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    • Grazie Angelo. Ebbene, sì, ho dovuto vederlo attraverso mymovies.live. Ho visto che è abbastanza inutile fare un abbonamento mensile o annuale. Basta pagare per i film che ti interessano, perciò ho pagato € 1,99 dal cellulare e vedrò così il prossimo film, che ancora non ho scelto. Ho evitato l’uso della carta di credito on line, che utilizzo assai poco e sotto forma di Carta virtuale, perché non mi fido molto, evitando, pertanto, anche che si prendano i soldi, come è successo a te, senza che tu riesca a vederti i film. Questo, come ho scritto, è un film magnifico, di cui non ho detto molto, perché scene e episodi si susseguono numerosi e rendono il film avvincente e amarissimo. Da vedere assolutamente. Dopo questo consiglio, spero proprio che ti piaccia, perché i gusti in ogni caso sono sempre strettamente personali. Devo vedere Anna Karenina, di cui ho sentito parlare molto bene, ma ancora non sono riuscita ad andare. Ciao.

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      • ho letto 7 gg. dopo, inaudito, ne è passata di acqua sotto i ponti ed ora ho visto la tua recensione successiva, tutto vero ciò che dici (1,99€ ecc.), mi sa tanto che tu vedi + film di me!

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        • Non esiste il problema, caro Angelo. Avrai avuto cose più importanti da fare che leggere le mie recensioni! Se tu, però, continui a essere mio follower, dovresti ricevere automaticamente le segnalazioni dei miei articoli via e.mail, che, come a tutti tutti gli altri miei followers, arrivano direttamente via WordPress.

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