dopo il maggio francese (Qualcosa nell’aria)


Schermata 01-2456311 alle 15.21.49recensione del film

QUALCOSA NELL’ ARIA

Titolo originale:

Après mai

Regia:

Olivier Assayas

Principali interpreti:

Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand, Carole Combes, India Menuez, Hugo Conzelmann, Martin Loizillon, Mathias Renou, Léa Rougeron, Victoria Ley,Dolores Chaplin, Nathanjohn Carter. – 122 min. – Francia 2012.

La traduzione italiana del titolo originale (Dopo maggio) è solo in parte fuorviante rispetto al contenuto del film, che racconta la ripresa delle contestazioni nella scuola francese, dopo la fine della storica rivolta studentesca del maggio ’68. I nuovi movimenti cercavano di rinfocolare quel po’ di sessantotto ancora nell’aria, anche se a poco a poco l’ esigenza di rifondazione dell’intera società, secondo principi di giustizia e di uguaglianza, lasciava spazio ad altre suggestioni culturali, il che connotava in modo sempre più individualistico la rivolta contro le istituzioni. Nel 1971 in un liceo non lontano da Parigi, un gruppo di giovani sta portando avanti un’ improbabile rivoluzione, sulle tracce di quella da poco fallita. Gli studenti sono appena usciti dall’ adolescenza e stanno cercando di affermare soprattutto la voglia di entrare nel mondo in piena libertà, riferendosi a valori forse non molto diversi da quelli dei loro padri, depurati, però, da ogni compromesso con la realtà. Duri e puri, essi sono disposti ad affrontare l’autorità costituita, sfidando la spietatezza implacabile della polizia francese, che non risparmia bastonate e lacrimogeni, o a confrontarsi con la sinistra istituzionale sui problemi della rivoluzione, ma per la maggior parte hanno a cuore la lotta contro l’autoritarismo, per la libertà individuale e, soprattutto, per il proprio futuro che sognano in un mondo senza divieti e costrizioni, ma che pochi vedono in una prospettiva di totale cambiamento sociale. La rivolta di alcuni è diretta allora prevalentemente a individuare nuovi comportamenti trasgressivi: dalle scritte sui muri, ai manifesti abusivi, al “fumo”, o, addirittura, all’eroina; allo stesso modo altri fanno coincidere la rivoluzione con il gesto violento o con la rabbia distruttiva del fuoco, o con l’aborto affrontato in piena e volontaria solitudine, coerentemente con la pratica della libertà sessuale staccata dalle implicazioni sentimentali. Dopo il “Grand Tour” in Italia, vacanza per loro resa quasi obbligatoria dal timore di essere ricercati dalla polizia francese, i percorsi di questi giovani si divideranno. Gilles, protagonista del film, che altri non è che lo stesso regista da giovane, si fermerà a Firenze, dove avrà modo di meditare sulle sue scelte future, elaborando la convinzione che il proprio apporto individuale alla rivoluzione consista nel coltivare la propria creatività attraverso l’arte, la pittura e finalmente il cinema d’avanguardia, nel quale far confluire immagini, fantasmi e sogni  a lungo discussi all’interno dello strano ed eterogeneo  “collettivo” dei suoi compagni di classe.

Il regista, che con questo film, quindi parla anche di sé, ricostruendo la propria esperienza giovanile, individua (in una interessante intervista che potete leggere QUI) nella “controcultura” che dilagò in Europa  dopo la “Summer of Love” di san Francisco (1967), i  modelli che, affiancandosi e sostituendosi a quelli rivoluzionari,  ispirarono le lotte studentesche del “dopo maggio”. Egli segue con molta affettuosa indulgenza la lotta di questi ragazzi, partecipa alle loro avventure e peripezie, al termine delle quali quasi tutti avranno completato la loro formazione, fra ideologie astratte, ma abbracciate con ingenua fiducia, amori, dolori, rabbia. Le cose migliori di questo film, molto ben raccontato e ben scritto, si trovano, a mio avviso, nella commossa indagine introspettiva, volta a seguire il processo di maturazione di ciascuno, e nella bellissima rappresentazione della natura, sfondo en plein air degli incontri, delle paure, degli amori incerti, spesso dolorosamente inespressi, di questi studenti sognatori, che non accettano la “normalizzazione”.

2 pensieri su “dopo il maggio francese (Qualcosa nell’aria)

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