un viaggio gradevole (Il cammino per Santiago)


recensione del film:
IL CAMMINO PER SANTIAGO

Titolo originale The Way

Regia:
Emilio Estevez

Principali interpreti:
Martin Sheen, Emilio Estevez, Deborah Kara Unger, Yorick van Wageningen, James Nesbitt – 94 min. – USA 2010.

Forse, il regista Emilio Estevez è stato un po’ presuntuoso e temerario per aver voluto ripercorrere, col suo film, la stessa strada (la cosiddetta Via Lattea, ovvero il Cammino per Santiago di Compostella) già intrapresa da Luis Buñuel, che, col suo indimenticabile capolavoro, La Via Lattea, appunto, aveva dato di quel viaggio e di quella meta un’interpretazione assolutamente originale. E’ possibile, però, che Estevez abbia semplicemente seguito la suggestione di un luogo famoso, tra i più visitati al mondo, per creare un film che ha qualche ambizione mistica e filosofica, ma che è sostanzialmente la storia dell’avventura di un uomo, Tom, che, avendo sofferto la terribile sventura di aver perso il proprio unico figlio, Daniel, in un incidente lungo la strada per Santiago, decide di mettersi in cammino per comprendere meglio le ragioni che avevano indotto il giovane a un viaggio così bizzarro, almeno per lui, rispettabile signore californiano, tutto oftalmologia e golf.
Colpisce, infatti, che proprio un regista americano abbia voluto parlare di un viaggio che per secoli e secoli era stato organizzato affinché da tutta l’Europa cristiana potessero raggiungere Santiago folle di pellegrini alla ricerca del santuario in cui si dice che avessero trovato custodia le spoglie, miracolosamente ricomparse, del primo apostolo di Cristo, Giacomo.
La storia di questi pellegrinaggi si era intrecciata a un certo punto, con la storia stessa della Spagna, la cui identità era nata, purtroppo, anche all’insegna dell’intolleranza religiosa: non è un caso che lungo quella strada si trovassero anche monumenti funebri e ricordi dei personaggi che furono a lungo considerati i simboli della Reconquista, dalla tomba del Paladino Orlando a Roncevaux, prima tappa di chi va a Santiago attraverso i Pirenei francesi, alla tomba del Cid Campeador, l’eroe nazionale e religioso degli Spagnoli, che si trova a Burgos, fino alla Basilica di Santiago in cui l’apostolo viene celebrato come il Matamoros, uccisore dei Saraceni, additati come responsabili di ogni guaio della Spagna e cacciati con gli ebrei, attraverso una spietata “pulizia etnica”, dalla fine del XV secolo.
Il viaggio di Tom testimonia un po’ il suo imbarazzo da americano di fronte ai riferimenti culturali di cui il viaggio è ricco e di cui gli sfuggono molti significati, ma anche la sua meravigliata commozione di fronte alla grande bellezza degli edifici sacri e profani con cui entra in contatto
I pellegrini, incontrati per caso, che accompagnandolo e dandogli, ciascuno a suo modo, solidarietà e affetto, concluderanno con lui il lungo cammino, testimoniano a loro volta che coloro che oggi compiono quel viaggio sono mossi dalle più disparate motivazioni, che spesso hanno poco a che fare con la ricerca religiosa. Della strada percorsa rimane soprattutto il ricordo del paesaggio stupendo e dei tesori di chiese, chiostri e palazzi che si incontrano durante percorso. Un po’ turistico, insomma, ma gradevole a vedersi, soprattutto per chi quei luoghi rivede molto volentieri.

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