che spreco! (Il mio migliore incubo)


recensione del film:
IL MIO MIGLIORE INCUBO

Titolo originale:
Mon pire cauchemar

Regia:
Anne Fontaine

Principali interpreti:
Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira, Corentin Devroey -’99 min. – Francia, Belgio 2010.

Non è nuova, né originale, l’idea di questo film, (la stessa, per esempio, che ispira anche Quasi amici): far convivere due persone che più diverse non potrebbero essere, creando un legame così profondo fra loro, da poter ignorare diversità e differenze. Qui sono un uomo e una donna le persone che, dopo essersi casualmente incontrate, durante un consiglio di classe, scoprono, dopo un inizio all’insegna della reciproca antipatia, di non poter più far a meno l’uno dell’altra, pur rimanendo se stessi, cioè mantenendo inalterate le diversità profonde che li connotano.
Lei, Isabelle Huppert, è una raffinata e algida signora parigina di mezz’età, che dirige con competenza e cultura una Fondazione d’arte contemporanea; lui, Benoît Poelvoorde, è un rozzo perdigiorno, senza arte né parte, col chiodo fisso delle donne, possibilmente formose, secondo un suo ideale esclusivamente quantitativo della bellezza femminile. Da questi presupposti di solito non nasce una storia d’ amore; in questo caso, infatti, sembra nascere soprattutto una storia di sesso, favorita dalla lunga astinenza di lei, che, diventata madre, aveva chiuso la propria vita sessuale, dedicandosi esclusivamente a organizzare, da manager instancabile, il lavoro, ma dimenticando completamente la propria fisicità.
Questa storia difficile viene raccontata in modo banale e volgarotto dalla regista, che mi è parsa del tutto priva di quella capacità di analisi introspettiva che caratterizza di solito il lavoro dei registi francesi. Il pubblico che si aspetta un film di qualità ne esce deluso, né riesce a comprendere per quali misteriosi motivi attori famosi e raffinati sprechino le loro capacità e il loro nome in imprese di gusto così dubbio. Notazione marginale: perché i titoli originali vengono tradotti in questo modo? Perché pire, che vuol dire peggiore, diventa in italiano migliore?

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2 pensieri su “che spreco! (Il mio migliore incubo)

  1. ecco, una occasione perduta. Un vero peccato perché vi sono coinvolti attori di talento. E lo dico da amante del cinema francese, una specie rara tra i blogger che scrivono di cinema ^^

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    • Sono d’accordo con te. La cosa che mi è maggiormente spiaciuta è vedere un’attrice come la Huppert (così come i suoi due partner maschili) prestarsi a far da richiamo per un film come questo.
      Anch’io amo il cinema francese. Mi piace anche essere in minoranza: ci sono abituata e mi ci trovo anche bene! Il consenso universale, in genere, non è sinonimo di verità!

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