l’immigrazione lungo la Sava (The melon route)


recensione del film:
THE MELON ROUTE

Titolo originale Put lubenica

Regia:
Branko Schmidt

principali interpreti:
Kresimir Mikic, Mei Sun, Leon Lucev, Armin Omerovic, Emir Hadžihafizbegovic – 89 min. – Croazia 2006.

Proiettato solo a Torino e in un’unica sala, poco visto (anche perché il passa-parola non ha troppo funzionato), questo film si è rivelato, almeno a mio parere, abbastanza deludente (sarà un caso, ma oggi, giovedì pomeriggio 13/10 nella suddetta sala torinese eravamo presenti solo in due: mio marito e io!).
Eppure le premesse sembrano interessanti: vi si raccontano, in modo sinteticamente drammatico, le conseguenze delle orribili guerre di Bosnia sulle persone che hanno perso, oltre agli affetti, anche la dignità, e ora sono ridotte a relitti umani che cercano nella droga il modo di dimenticare un vissuto troppo doloroso. Si rappresentano anche le conseguenze della quasi totale assenza dello stato: in una località lungo la Sava, il fiume che segna il confine fra la Bosnia e la Croazia e che è chiamato “strada dei meloni” (cioè dei cinesi) , le poche forze di polizia sono corrotte e chiudono gli occhi dinanzi ai loschi traffici dei nuovi potenti locali: droga e cinesi arrivano su barconi clandestini, lungo il fiume, facendo la fortuna di uomini violenti e privi di scrupoli morali, che hanno l’unico obiettivo di arricchirsi in fretta. Nel film, inoltre, si rappresenta la solidarietà che nasce fra i più deboli: la cinese che ha perso nel barcone affondato il padre, il traghettatore disperato e drogato, il gitano, piccolo ladruncolo col miraggio di farsi un po’ di strada nella vita. Purtroppo, però, il racconto non procede in modo così interessante come si potrebbe immaginare: il film introduce sviluppi da film “horror”, del tutto improbabili e inverosimili, cosicché alle buone premesse fa seguito una vicenda che non sembra attenersi al modo del racconto, drammatico e malinconico, adottato nella prima parte, diventando quasi un racconto gotico, pieno di effettacci da grand guignol. Ottima la recitazione dell’attore protagonista e della ragazza cinese.

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