scene da un matrimonio (gay) (I ragazzi stanno bene)


Recensione del film:
I RAGAZZI STANNO BENE

Titolo originale
The Kids Are All Right

Regia:
Lisa Cholodenko
Principali interpreti:
Annette Bening, Julianne Moore, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska, Josh Hutchers,Yaya DaCosta, Eddie Hassell, Kunal Sharma, Rebecca Lawrence, Amy Grabow, Joseph Stephens Jr, Joaquin Garrido – 104 min. – USA 2010.

Film gradevolissimo, che affronta un serissimo problema con leggerezza coerente senza cedere alle lusinghe di un finale secondo “normalità”, che pur sembrerebbe a portata di mano, perché, ovviamente, per una coppia di genitori gay, la normalità è, per l’appunto, essere gay.

Due donne si amano da vent’anni, cioè da quando decidono di sposarsi e di metter su famiglia. Una di loro, Jules, ricorre per due volte all’inseminazione artificiale con lo stesso donatore di sperma, partorendo, perciò, in tempi diversi un fratello e una sorella “veri”. Come in tutti i matrimoni, i ruoli all’interno della coppia si definiscono e si stabilizzano, determinando un equilibrio che, col passare degli anni rivela i suoi limiti. Nic è medico, si dedica alla sua professione grazie alla quale porta a casa i soldi per mantenere i figli a scuola e Jules a casa, permettendole di dedicarsi alla cura dei due ragazzi, esattamente come per secoli è avvenuto per le coppie eterosessuali. Questa divisione dei compiti diventa per Jules sempre più insoddisfacente: i ragazzi studiano, Joni, la più grande sta per lasciare la famiglia, alla volta dell’Università, mentre per Laser, il più piccolo, si prospetta una permanenza un po’ più lunga con i genitori, ma anche la sua strada sarà di autonomia e indipendenza. Jules è architetto, ma non ha mai utilizzato la sua laurea: ora vorrebbe finalmente farlo, impegnandosi, lavorando, rendendosi autonoma, perché il ruolo della casalinga a tempo pieno non solo non serve più, ma le va sempre più stretto.
Come spesso avviene in un rapporto matrimoniale così impostato, i sentimenti passionali si trasformano in una routine da cui si vorrebbe evadere, le insoddisfazioni diventano mugugni, la coppia entra in crisi e si apre la strada a qualche scappatella…. In questo caso, la scappatella si chiama Paul, il donatore di sperma che i due ragazzi sono andati a cercare all’insaputa delle due mamme, ma che ora, con la sua irruzione nella vita di questa famiglia, scatena la gelosia un po’ troppo possessiva di Nic. La crisi troverà la soluzione quando, in una bellissima e convincente autodifesa, Jules troverà le parole giuste per placare l’ira di Nic e le inquietudini dei ragazzi riportando la famiglia gay alla sua unità: il matrimonio (etero o gay) è difficile, la convivenza (etero o gay) è difficile, la convivenza di vent’anni (etero o gay) è ancora più difficile: la comprensione e la tolleranza reciproca sono necessarie alla durata della vita di coppia, di qualsiasi coppia, affinché l’amore continui ad alimentare la vita quotidiana di qualsiasi famiglia. Più semplice di così! Semplice perché in un paese rispettoso dei suoi cittadini e delle loro scelte, quali sono gli Stati Uniti, a tutti viene permessa anche quella piccola aspirazione alla felicità che qui da noi continua a essere vietata e stigmatizzata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...