Célestine (Il diario di una cameriera)


recensione del film:

IL DIARIO DI UNA CAMERIERA

Titolo originale:

Le journal d’une femme de chambre

Regia: Luis Buñuel

Principali interpreti: Michel Piccoli, Jeanne Moreau, Georges Géret, Bernard Musson, Daniel Ivernel – 97 min. – Francia, Italia 1964.

Ecco un’altra recensione per un bel film di Buñuel, fra quelli meno noti. E’ molto interessante, tuttavia!

Le Journal d’une femme de chambre è il titolo originale del film, ma è anche il titolo del romanzo scritto, nel 1900, dal francese Octave Mirbeau, che attraverso le memorie di Célestine, descrive la corruzione e i misfatti della borghesia parigina alla fine dell’ 800. Jean Renoir nel 1946 adattò liberamente il romanzo di Mirbeau, con una pellicola “made in Hollywood”; del 1964 è, invece, il film di Luis Buñuel. Egli sostituì allo sfondo del romanzo e del film di Renoir, Parigi, la campagna francese, dove appunto si trasferisce la cameriera, per mettersi al servizio di una importante e rispettata famiglia di proprietari; ma modificò anche lo sfondo temporale della vicenda, dalla Belle Epoque alla Francia fra le due guerre, in cui nascono i primi sinistri fermenti del fascismo e dell’antisemitismo. Célestine è accolta nella casa padronale da una rigida signora che con un severo discorso la mette al corrente dei suoi doveri e delle abitudini del luogo, ma non tarda a capire che dovrà tenere gli occhi bene aperti per salvarsi dall’esuberanza sessuale del padrone, dal feticismo del nonno, dagli assalti del giardiniere, ripugnante pedofilo, di sentimenti fascistoidi e antisemiti, che ha messo gli occhi su una bambina del paese. Il notabilato del villaggio non è molto meglio: c’è un prete avido di denaro; c’è un vecchio capitano dell’Armée che è un po’ rimbambito che cova un forte odio nei confronti degli ebrei, e che coltiva il sogno di uno stato forte; ci sono dei poliziotti distratti che non indagano quando e dove è necessario. Nessuno si salva, in questo film, neppure Célestine, perché, sia pure con una lucidità e un’intelligenza superiori a quelle dell’umanità abietta che la circonda, non intende mettere in discussione la gerarchia sociale, ma, anzi, la accetta come un fatto ineludibile, cercando di trarne vantaggio attraverso un matrimonio che dovrebbe darle onorabilità e rispettabilità. Sono presenti, dunque, tuttti i temi cari a Buñuel, che condivide con Mirbeau l’idea che i servi, per la lunga consuetudine con i modi e le abitudini dei signori, aspirino a diventare come loro e che perciò non saranno mai portatori di progetti o idee rivoluzionarie. La conclusione del film, la manifestazione dei nazionalisti a Cherbourg, in mezzo alla folla plaudente e osannante, lascia nello spettatore, che conosce lo svolgersi successivo dei fatti, molto sgomento e inquietudine. L’impassibilità e la cattiveria con cui Buñuel racconta indica la sua presa di distanza morale, che talvolta si esprime anche con l’introduzione dei simboli animali (il sorcio, il lupo, il cinghiale) o di altra natura (la scatola) che troviamo anche negli altri suoi film. Una bella, brava e giovane Janne Moreau è una Célestine, davvero indimenticabile.

 

Su Youtube, purtroppo, non sono riuscita a trovare né un trailer, né una clip di questo film. Ci accontentiamo, pertanto!

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14 pensieri su “Célestine (Il diario di una cameriera)

  1. Cè il film completo in francese su You Tube.
    Janne Moreau è una Célestine, davvero bravissima.
    Che bella recensione, Laulilla! Mi piace molto.
    🙂
    gb
    Lascio questo video con la voce della indimenticabile attrice

    Liked by 1 persona

    • Ti ringrazio per la segnalazione del film completo su YouTube, perché può essere molto gradita a qualche lettore del mio blog. Quanto a me, avevo visto questo film sul DVD che custodisco con ogni cura, perché ormai è introvabile (come molto del grande regista spagnolo). Il film di Renoir (di cui parli nei due commenti che seguono), invece, è stato rimosso da YouTube, come viene detto cliccando, ed è visibile in uno di quei siti di cui, a parere mio, c’è da fidarsi poco, tanto che il mio Mac, su cui da sempre lavoro, me lo blocca all’istante. Che lo faccia per sponsorizzare i film che sono sul suo programma di sistema, ovvero “I Tunes”, a pagamento, è molto probabile, tuttavia io mi fido poco! In ogni caso grazie! 🙂
      Ciao, gb.

      Mi piace

  2. P. S.
    Ho visto, purtroppo, che quello che riporta il sito che hai indicato non è il film completo, nonostante il titolo che inganna, ma, come puoi verificare tu stessa, un’intervista alla Moreau, che in ogni caso è un piacere sentire. Su YouTube, invece c’è , a questo link:

    un’edizione pressoché completa, ma inguardabile, per l’accelerazione che viene data da chi ha caricato il film e per il formato – francobollo che rimpicciolisce e schiaccia l’immagine. Non è facile vedere Buñuel, purtroppo e io lo so bene, poiché, avendolo visto e recensito quasi completamente, ti posso dire che mi mancano almeno due film, introvabili per davvero. Farò l’ultimo tentativo alla cineteca del museo del cinema. Ciao; apprezzo sempre le buone intenzioni! 🙂

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    • Sì, cara Laulilla, io sapevo bene che il video che ti ho postato era un’intervista alla grande attrice…. con scene del film.
      Infatti ti ho postato queste parole “Lascio questo video con la voce della indimenticabile attrice” in un’ intervista che ho seguito con interesse subito e che finisce in un modo molto intelligente. Non mi ero lasciata ingannare dal titolo…
      Concordo con te sul fatto che il film completo è difficilissimo da vedere in formato francobollo.
      Spero tu possa trovare qualcosa alla cineteca del museo del cinema.
      Ciao, cara.
      A presto!
      🙂
      gb

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  3. Io vedo bene su You Tube The Diary Of A Chambermaid (1946) di Renoir. 🙂
    Se vuoi ti indico il link.

    Grazie per tutto quello che tu dai nel tuo blog, soprattutto l’amore per il cinema che si coglie profondo e le tue vaste conoscenze.
    Un sorriso
    gb

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