Affetti & Dispetti (La Nana)


Recensione del film:
AFFETTI & DISPETTI (LA NANA)

Titolo originale
La Nana

Regia:
Sebastián Silva

Principali interpreti:
Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Mariana Loyola, Alejandro Goic, Anita Reeves, Delfina Guzmán, Andrea García-Huidobro, Mercedes Villanueva, Agustín Silva, Darok Orellana, Sebastián La Rivera, Luis Dubó, Luis Muñoz, Andreína Olivarí, Gloria Canales
– 95 min. – Cile, Messico 2009.

Che grande piacere veder trattati in un piccolo film problemi così importanti, in modo lieve e quasi con un sorriso! Raquel ha, da vent’anni, identificato la sua vita nel ruolo della “tata”, cioè di colei che, assunta per dare una mano in casa, finisce per diventare la vera padrona di casa, che è al corrente delle abitudini di tutta la famiglia, che ha fatto crescere con amore e severità i bambini, che sa che cosa occorre ai genitori e a ognuno dei figli in ogni momento della giornata. Per quanto affettuosa e comprensiva, la famiglia che la ospita finisce per delegarle tutto, anche troppo della vita di tutti i giorni, col risultato che la tata, ormai quarantunenne è oberata di incombenze faticose e difficili, anche perché i bambini cambiano e, diventando adulti, mordono il freno e non vorrebbero più essere così strettamente controllati. Le crescenti tensioni sfociano in terribili emicranie e frequenti malesseri, così da indurre la famiglia a procurarle un certo numero di aiutanti per sollevarla un po’. Questo, però, peggiora la sua situazione, perché il faticoso compito di Raquel è diventato per lei la ragione stessa del suo esistere, e la donna non tollera intruse o rivali nel suo lavoro. Con un comportamento scontroso, Raquel manifesta la sua ostilità alle nuove assunte, ma è soprattutto il gesto, eloquentemente simbolico, di chiudere le colleghe fuori dalla porta di casa che deciderà le poverette a licenziarsi. Solo Lucy, ultima delle aiutanti, non si lascerà intimidire dalle sue prepotenze, ma, al contrario saprà comprendere le ragioni profonde che inducono Raquel a rendersi così scontrosa e riuscirà a sciogliere quella corazza che le ha rivestito il suo cuore, inducendola a riapproppriarsi, in primo luogo della dimensione fisica della propria esistenza, perché la sublimazione dei sensi non può diventare ignoranza delle loro esigenze o rimozione della loro voce. Il film ci racconta tutto questo con un’analisi molto fine delle sensazioni della protagonista, delle sue ritrosie, delle sue gelosie, dei suoi imbarazzati silenzi, dei suoi rossori. Raquel è una bravissima Catalina Saavedra, attrice di grandissima espressività, che interpreta con sensibilità davvero notevole le sfumature di un carattere difficile, chiuso e inibito, per timidezza, per educazione, per inconsistenza dei legami familiari.

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