Julie & Julia


Recensione del film:
JULIE & JULIA

Regia:
Nora Ephron

Principali interpreti:
Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris Messina, Linda Emond, Mary Lynn Rajskub, Jane Lynch, Frances Sternhagen, Helen Carey, Joan Juliet Buck, Crystal Noelle, George Bartenieff, Andrew Garman, Dave Annable, Marceline Hugot, Vanessa Ferlito, Lindsay Felton, Catherine Haena Kim, Casey Wilson, Jillian Bach, Deborah Rush – 123 min. – USA 2009.

Il film racconta, parallelamente, le vicende vere di due donne americane che hanno in comune il nome (una è Julie, parigina per elezione; l’altra è Julia), nonché la passione per la cucina. Le separano una cinquantina d’anni, durante i quali la vita di tutti ha subito molti cambiamenti. Julia, infatti, a differenza di Julie, vive del suo modestissimo lavoro, anche se per mantenersi deve rinunciare al suo sogno: la scrittura. Scrivere, d’altra parte, era stato il sogno anche di altre donne del passato, ma gli editori spesso approfittavano di questa loro passione per imporre contratti truffaldini e capestro. Oggi, Julia ha un bel blog, grazie al quale un pubblico di affezionati lettori la conosce e questo costituisce il punto di forza per lei nel rapporto cogli editori. Per le donne, però, il successo, anche in ambito culinario, bisogna sudarlo, dimostrando non solo bravura, creatività e inventiva, ma soprattutto rispetto per le tradizioni e velocità: Julia si imporrà realizzando in un solo anno quelle 524 ricette contenute in un libro che Julie aveva stampato qualche decennio addietro, imponendosi alle donne americane come modello inarrivabile. Julie, alla fine della guerra, in pieno maccartismo, cui non potrà sfuggire neppure il marito, diplomatico in Francia, frequenterà un corso di cucina per Cordon Bleu a Parigi (unica donna fra schiere di uomini beffardi e scettici), grazie al quale imparerà come si cucina alla francese. Al suo ritorno negli States, le conoscenze acquisite le permetteranno di condurre un popolarissimo programma televisivo, diventando, per le donne americane, un mitico e perfetto modello di cuoca e di donna non solo autrice di splendide ricette, ma anche esempio perfetto di comportamento femminile, ottimistico (un po’ troppo, a mio parere), ed entusiasticamente dolce, quasi che la passione per il buon cibo dovesse necessariamente coincidere colla passione per il proprio partner, che però, guarda caso, trovava i suoi interessi al di fuori della linda casettina. Nei panni di Julie è una ironica Meryl Streep, perfetta nel tratteggiare gli ideali femminili e familiari dell’epoca, che ha saputo trovare il tono stridulo e suadente delle attrici del cinema di quegli anni (e non è solo una questione di doppiaggio!), per dar vita alla casalinga americana stereotipata e giuliva nell’accettare il ruolo subalterno e marginale cui la società l’aveva costretta. Il film, nel suo complesso, mi sembra rievocare in modo eccessivamente affettuoso un passato in ogni caso improponibile (per l’eccesso di zucchero, vero e metaforico) e rappresentare un oggi in cui la femminilità, più inquieta e perciò più vera, è ancora un po’ troppo legata a una visione romantica del ruolo della donna e dei suoi trascorsi da casalinga.

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